Perché Israele vuole annullare 10milioni di dosi del vaccino AstraZeneca

Israele ha chiesto di annullare un ordine di vaccini AstraZeneca o, in alternativo, di poter indirizzare 10 milioni di dosi in arrivo ad altri Paesi

Quello di Israele rappresenta oggi uno dei migliori modelli di vaccinazione di massa: la maggior parte della popolazione ha ricevuto entrambe le dosi del trattamento anti Covid, tanto che le restrizioni sono state già allentate e non vige più l’obbligo di mascherina all’aperto. In questo scenario, con l’emergenza sanitaria in parte rientrata, le autorità hanno chiesto di annullare un ordine AstraZeneca.

A differenza di quanto accadeva l’anno scorso, quando nel 2020 la pandemia era al suo culmine e il Governo si era attivato per assicurarsi le dosi (preordinandone un certo numero), adesso il Paese ha deciso addirittura di rinunciare ad alcuni vaccini, prediligendone altri.

Perché Israele vuole annullare l’ordine di vaccini AstraZeneca

“Stiamo cercando di trovare la soluzione migliore. Dopotutto, non vogliamo che i vaccini che arrivano qui debbano essere poi gettati nella spazzatura“, ha detto il funzionario, Nachman Ash, a Army Radio (emittente locale), spiegando come i bisogni di Israele siano stati ormai soddisfatti da altri fornitori.

Israele, così, sta cercando di annullare un ordine di 10 mila dosi di AstraZeneca, valutando l’invio altrove dei vaccini in cantiere. Durante il suo intervento, Ash non ha fatto alcun riferimento ai rari casi di coaguli di sangue e trombosi su cui gli enti sanitari sono stati chiamati ad indagare e pronunciarsi, ma ha affermato che con le forniture assicuratisi fino al 2022, Israele non ha più bisogno delle 10 milioni di dosi che ha accettato di acquistare da AstraZeneca che, al contrario, potrebbero essere indirizzate dove vi è maggior necessità.

Sulla questione, i funzionari di AstraZeneca non hanno ancora rilasciato commenti.

Israele vicino al ritorno alla “normalità”: quanti e quali i vaccini somministrati

Se qualcuno avesse ancora dubbi su come l’andamento della campagna vaccinale possa influenzare l’allentamento delle restrizioni e il tanto agognato “ritorno alla normalità”, basta dare un’occhiata a cosa sta succedendo a Israele per farsi un’idea.

Ad oggi, l’81% dei cittadini israeliani o residenti sopra i 16 anni – la fascia di età ammissibile per il vaccino Pfizer/BioNTech in Israele – ha ricevuto entrambe le dosi.

Dei 5,2 milioni di palestinesi presenti nella Cisgiordania occupata e nella Gaza gestita da Hamas, circa 167.000 hanno ricevuto almeno una dose di vaccino, con rifornimenti provenienti da Israele, Russia, Emirati Arabi Uniti e dal programma globale di condivisione del vaccino COVAX e Cina.

Nella maggior parte dei casi sono stati somministrati i vaccini Pfizer-BioNTech e Moderna.

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