Vaccini Covid, contratto con AstraZeneca a rischio: cosa potrebbe accadere

Il Commissario Ue Breton a capo della Task force sui vaccini non esclude l'interruzione delle forniture del preparato anglo-svedese

Lo scontro sulle forniture del vaccino anti-Covid tra la Commissione europea e la casa farmaceutica AstraZeneca potrebbe portare l’Ue alla conseguenza estrema di non rinnovare il contratto con la multinazionale in scadenza il prossimo giugno.

Contratto con AstraZeneca a rischio: le dichiarazioni del commissario

Lo ha fatto intendere il Commissario Ue al mercato interno e capo della task force sui vaccini, Thierry Breton: “Siamo pragmatici. La mia priorità in quanto responsabile dei vaccini è che le consegne avvengano esattamente nei tempi che sono stati previsti”.

“Niente è ancora definitivo. Continueremo a discutere”, ha precisato Breton. “Non è per una ragione epidemiologica o medica. Quanto guardiamo ai dati i benefici del vaccino AstraZeneca sono più importanti rispetto alla malattia” ha aggiunto infine.

Contratto con AstraZeneca a rischio: l’ultimatum

L’offensiva Ue alla multinazionale anglo-svedese si sta consumando a più livelli, per il sospetto sempre più fondato da parte della Commissione che la multinazionale anglo-svedese non abbia fatto il massimo sforzo possibile per rispettare gli accordi presi con le istituzioni europee, il “best reasonable effort“ specificato nel contratto.

Risale a poco più di una settimana fa la scadenza dell’ultimatum che Bruxelles ha inviato tramite una lettera alla casa farmaceutica nella quale la intimava a rispettare i termini dell’accordo.

Tra le accuse principali rivolte alla multinazionale l’incasso dell’anticipo subito dopo la firma lo scorso agosto senza tenere fede agli impegni, il fatto che AstraZeneca avrebbe promesso le stesse dosi a più committenti pur garantendo il contrario nel contratto con la Commissione europea e che avrebbe senza motivi evidenti tardato nella sua richiesta di autorizzazione del suo vaccino presso il regolatore europeo Ema.

“Con gli inglesi abbiamo sottoscritto un contratto importante con AstraZeneca, dovevano consegnare 100 milioni di dosi nel primo trimestre, poi 180 milioni, invece ci hanno dato solo il 30%” ha detto Breton ospite al programma “Che tempo che fa” su Rai3.

Nell’intervista Breton ha però tenuto subito a scacciare i timori che una decisione del genere possa mettere a rischio la campagna vaccinale nel nostro Paese per la mancanza di dosi sufficienti ad andare avanti: “Nei prossimi tre mesi arriveranno 54 milioni di dosi per l’Italia, ben 6 milioni in più di quelle previste. Non sono solo Pfizer, ma di tutto il portfolio, si tratta più di tre volte di quello ricevuto nel primo trimestre. C’è una fase di accelerazione. È importante farsi vaccinare perché solo dopo si arresterà l’epidemia”, ha sottolineato.

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