Usa minacciano di assassinare Putin: l’accusa dalla Russia

Il ministro degli Esteri russo Lavrov punta il dito contro gli Usa, col Pentagono che avrebbe messo a punto il piano per eliminare Putin

La guerra in Ucraina va ormai avanti da 307 lunghi giorni, ma oltre il conflitto che si combatte sul campo di battaglia ce n’è un altro che sta tenendo tutti col fiato sospeso da mesi. È quello astratto nella politica internazionale, fatto di parole e frecciatine, di minacce dirette o tante volte indirette che Russia e Stati Uniti si inviano settimana dopo settimana rischiando l’espansione del conflitto ben oltre i confini ucraini.

Se Putin non ha mai nascosto di essere pronto a ricorrere al nucleare nel caso in cui il potere russo venisse minacciato, dall’altro gli Usa non restano di certo a guardare aiutando l’Ucraina come possibile con le armi a disposizione. L’ultima fornitura arrivata è quella del sistema missilistico di difesa Patriot, mossa che non ha fatto piacere al Cremlino. E proprio da Mosca, nelle ultime ore, è arrivata una nuova pesante accusa a Washington che, secondo i più alti ufficiali russi, non starebbe aiutando alla fine del conflitto.

Putin minacciato dagli Usa, le accuse

A svelare quelli che sarebbero i piani del Pentagono è stato Sergey Lavrov, ministro degli Esteri russo, che nel corso di un’intervista all’agenzia di stampa Tass ha mosso pesanti accuse nei confronti degli Stati Uniti. Secondo il ministro russo, infatti, da Washington sarebbe stato messo a punto un piano per sferrare un “attacco decapitante” al Cremlino e, nello specifico, a Vladimir Putin.

Per Lavrov, che cita “funzionari anonimi” all’interno del Pentagono, il piano sarebbe quello di uccidere lo zar. “È una minaccia di tentato omicidio del presidente. Se tali idee sono davvero ponderate da qualcuno, allora questo qualcuno dovrebbe pensare meglio alle possibili conseguenze di tali piani” ha affermato il ministro (qui abbiamo parlato del colloquio tra Zelensky e Meloni).

Il messaggio della Russia agli Stati Uniti

Il ministro degli Esteri russo non si è però limitato a far sapere agli Usa di aver scoperto il loro presunto “piano”, ma è andato ben oltre. Come spesso è capitato in questi mesi, infatti, da Mosca a Washington c’è sempre un passaggio di messaggi via media per far cambiare idea all’altro per evitare di far diventare il conflitto mondiale (qui vi abbiamo parlato del piano di pace di Zelensky per il 2023).

Lavrov, infatti, ha invitato gli Usa a desistere da qualsiasi tentativo di interferenza che sarebbe considerato molto pericoloso perché “presenta rischi di uno scontro armato diretto tra potenze nucleari“. Il ministro ha quindi sottolineato che Mosca ha affermato più volte che non ci possono essere vincitori in una guerra nucleare e che “non deve mai essere scatenata”.

Da parte del Cremlino arriva quindi l’accusa diretta agli Usa che starebbero “facendo di tutto per rendere il conflitto in Ucraina ancora più violento“. “Vogliono distruggere il nostro paese e faranno di tutto per raggiungere questo obiettivo. Washington ha anche raggiunto l’obiettivo geopolitico chiave di rompere i legami tradizionali tra Russia ed Europa”, ha detto.

Parole chiare da Mosca agli Stati Uniti a pochi giorni di distanza dallo storico viaggio del presidente ucraino Volodymyr Zelensky negli Usa per far visita al presidente americano Joe Biden.