Caos Usa, fuga dall’amministrazione Trump e i social lo bloccano

Il presidente uscente è lasciato sempre più solo dai componenti della suo staff e i democratici chiedono la sua "rimozione"

Il giorno dopo l’assalto a Capitol Hill di migliaia di suoi sostenitori Donald Trump è sempre più isolato. Il presidente uscente degli Stati Uniti è ritenuto da più parti politiche il mandante morale degli scontri a Washington e istigatore della marcia sul Congresso per bloccare la certificazione dell’elezione di Joe Biden. Per questo nelle ultime ore da una parte gli avversari politici chiedono per lui l’applicazione del 25esimo emendamento e dall’altra si sta verificando una fuga di massa dei esponenti della sua amministrazione.

Assalto al Congresso, Trump nel caos: le accuse di Biden

Nella conferenza stampa dopo la proclamazione del Congresso, il presidente eletto Joe Biden, atteso al giuramento il 20 gennaio, ha apertamente rincarato le accuse già espresse ieri verso Trump.

“Ci piacerebbe poter dire che” l’assalto al Campidoglio “non poteva essere previsto ma lo avevamo previsto” in quanto è conseguenza di “quattro anni in cui il presidente ha manifestato disprezzo per la nostra democrazia, la Costituzione e il rispetto della legge in tutto quello che ha fatto”. Lo ha dichiarato Biden, condannando quello che ha definito “un assalto alla nostra democrazia” commesso da “terroristi interni”.

L’attacco al Campidoglio è stato uno  “dei giorni più bui della storia americana“, un “assalto alla nostra democrazia” , ha detto ancora, sostenendo poi che “se i manifestanti fossero stati afroamericani sarebbero stati trattati in modo diverso”. Facendo riferimento alle violenze della polizia contro gli afroamericani, denunciate dal movimento #Blacklivesmatter e mai condannate chiaramente da Trump.

Assalto al Congresso, Trump nel caos: le dimissioni

La ministra dei Trasporti Elaine Chao, nonché moglie di Mitch McConnell, leader repubblicano del Senato, si è dimessa in seguito agli scontri in Campidoglio. Come lei, altri componenti dello staff di Trump fra cui il vice consigliere per la Sicurezza nazionale della Casa Bianca, Matt Pottinger, hanno rinunciato al loro posto.

Ci starebbero pensando il consigliere per la Sicurezza nazionale, Robert O’Brien, e il vice capo di gabinetto, Chris Lidddel, così Mick Mulvaney, ex capo dello staff del presidente ha annunciato le sue dimissioni dal posto di inviato speciale per l’Irlanda del Nord.

Assalto al Congresso, Trump nel caos: il 25esimo emendamento

Intanto il Partito democratico invoca la rimozione di Trump dalla Casa Bianca tramite l’applicazione del 25esimo emendamento. “Quello che è successo ieri al Campidoglio degli Stati Uniti è stata un’insurrezione incitata dal presidente. Questo presidente non dovrebbe restare in carica un giorno di più”, ha dichiarato il leader dei democratici al Senato, Chuck Schumer .

“Il modo più rapido ed efficace per rimuovere questo presidente dall’incarico sarebbe che il vice presidente invocasse immediatamente il 25esimo emendamento” ha detto in proposito, oppure “il Congresso dovrebbe riunirsi nuovamente per mettere sotto accusa il presidente”.

Questa misura eccezionale prevista nella costituzione americana permetterebbe al vicepresidente di prendere il posto del Commander-in-chief in caso di morte, dimissioni o per incapacità del presidente degli Usa.

Una mossa che però dovrebbe avanzare lo stesso vice Mike Pence insieme alla maggioranza del gabinetto e alla quale lo stesso Trump potrebbe opporsi. A quel punto dovrebbero essere la Camera e il Senato a esprimersi con due terzi dei voti. Secondo indiscrezioni della stampa americana alcuni funzionari americani starebbero valutando il ricorso al 25esimo emendamento, nonostante manchino meno di due settimane al termine del mandato.

Assalto al Congresso, Trump nel caos: il blocco dei social network

Non solo la politica, il presidente Donald Trump deve guardarsi anche dai social network. Uno dopo l’altro sia Twitter che Facebook, dopo aver censurato i suoi post ritenuti colpevoli di aver fomentato le folle con notizie fuorvianti, hanno bloccato gli account del presidente.

Ma se, per quanto riguarda il primo, i tre tweet dal suo profilo che hanno causato il blocco temporaneo del suo account sono stati rimossi, la piattaforma di Mark Zuckerberg ha invece tolto l’accesso a Trump per almeno due settimane, come dichiarato dallo stesso fondatore: “Riteniamo che i rischi di permettere al Presidente di continuare a utilizzare il nostro servizio durante questo periodo siano troppo grandi. Pertanto, stiamo estendendo il blocco che abbiamo messo sul suo account Facebook e Instagram a tempo indeterminato e per almeno le prossime due settimane fino al completamento della transizione pacifica del potere”.

Il presidente uscente non si è comunque tirato indietro nel commentare la proclamazione di Biden e della vice Kamala Harris: “Anche se sono totalmente in disaccordo con il risultato delle elezioni ci sara’ una transizione ordinata verso il 20 gennaio“, ha detto Donald Trump.

“È la fine del più grande mandato presidenziale della storia, ma è solo l’inizio della nostra lotta per fare l’America di nuovo grande”, ha aggiunto e conclude: “Ho sempre detto che continueremo la nostra lotta per assicurare che solo i voti legali contino”.

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