Usa, ancora armi all’Ucraina: cosa sono i Patriot e quanto sono potenti

Dopo la visita di Zelensky a Washington, la Casa Bianca aumenta il sostegno militare a Kiev. I nuovi missili che invierà sono formidabili, ma riusciranno a sconfiggere i russi?

L’arrivo del Generale Inverno non ha fermato la guerra in Ucraina (ne avevamo parlato anche qui), nonostante gli schieramenti contrapposti sembrino voler attendere la primavera per mettere in atto controffensive più massicce.

Se da un lato la Russia non intende arretrare di un passo, punto sul quale Vladimir Putin e il “partito della guerra” convengono appieno, dall’altro l’Ucraina si stringe a braccia serrate al corpo dell’Occidente, in particolare degli Stati Uniti. Questi ultimi hanno infatti rinnovato il loro sostegno militare a Kiev con un altro importante invio di armi. E che armi (qui avevamo invece parlato di quelle inviate dall’Italia).

Nuovo pacchetto di armi Usa all’Ucraina

Dopo la storica visita di Volodymyr Zelensky in terra americana, la primissima dall’inizio del conflitto, l’amministrazione Biden ha definitivamente confermato all’Ucraina e al mondo le sue intenzioni nei territori orientali d’Europa. Al di là della vetrina diplomatica e del bilaterale tra presidenti, la Casa Bianca si è esposta ancora una volta dal punto di vista pratico, garantendo nuovi e potenti armamenti al Paese invaso.

Un pacchetto da quasi due miliardi di dollari, che comprende per la prima volta anche i celebri e temuti (dai nemici) missili Patriot. All’esercito ucraino verranno fornite anche le cosiddette “bombe intelligenti”, ma ancora nessun Atacms, i razzi tattici a lungo raggio in grado di colpire obiettivi fino a 300 chilometri, quindi potenzialmente capaci di arrivare in territorio russo.

Gli Army Tactical Missile System sono i razzi più a lungo raggio in dotazione alle forze armate statunitensi, utilizzati anche nel 1991 durante la grande operazione Desert Storm per colpire i lanciamissili balistici a medio raggio e i siti missilistici terra-aria dell’Iraq. Nonostante non abbia ottenuto questo ambito “premio”, Zelensky può dirsi comunque soddisfatto per poter utilizzare i Patriot, ultimo tassello di un mosaico di aiuti militari che dall’invasione russa ha visto un investimento complessivo di oltre 18 miliardi di dollari.

Cosa sono i missili Patriot e quanto sono potenti

Le Forze Armate ucraine riceveranno una batteria formata da otto lanciatori, ognuno in grado di sparare quattro missili, la stazione di controllo e il radar. Un’arma formidabile, che però necessita di una squadra e di un addestramento adeguati. I 90 militari necessari al corretto funzionamento del sistema Patriot dovranno seguire un apprendistato complesso, dalle tempistiche variabili a seconda delle mansioni. Si va dalle 13 settimane per gli specialisti di tiro alle 53 (oltre un anno) per gli addetti alla manutenzione.

Una mole di tempo enorme per un Paese in guerra che deve rispondere “qui e ora” alla minaccia russa. Eppure i Patriot potrebbero mutare le sorti della guerra, grazie a un raggio d’azione tra i 30 e i 160 chilometri. Il sistema è stato sviluppato per neutralizzare i missili balistici, già utilizzato in Medio Oriente per contrastare la minaccia dei vettori di produzione iraniana.

A che punto è la guerra

Intanto l’Ucraina è sempre più devastata dai bombardamenti russi e dagli scontri di quartiere nelle città della frontiera orientale. La strategia del Cremlino è quella del “freddo”: colpendo le centrali elettriche del Paese con missili da crociera e droni iraniani, costringe civili e attività produttive a fuggire per non soccombere all’inverno, sperando di fiaccare l’adesione popolare alla prosecuzione della guerra da parte del governo Zelensky.

La tattica russa comprende anche il lancio costante di ordigni “falsi” al solo scopo di distrarre e tenere occupata la contraerea avversaria. Contro i droni, più che i Patriot, gli ucraini avrebbero tuttavia necessità di mitragliere pesanti. Senza contare che le costosissime batterie di missili Patriot diventeranno un obiettivo primario per Mosca, che anche dal punto di vista dell’immagine e della propaganda potrebbe dipingersi come “grande giocatore” in grado di neutralizzare ogni mossa del grande avversario americano.