Un anno di Governo Draghi: tutti i “miliardi” dell’esecutivo

Il 13 febbraio 2021 è iniziato il mandato di Mario Draghi a Palazzo Chigi, ecco cosa è cambiato in questi 365 giorni di governo

Il 13 febbraio 2021 un volto nuovo per la politica italiana, ma molto noto per le tante cariche ricoperte nel nostro Paese e all’estero, si apprestava a fare il giuramento come nuovo presidente del Consiglio dei Ministri. Mario Draghi accettava così l’incarico di Sergio Mattarella dopo la caduta del secondo governo Conte dopo la crisi innescata da Matteo Renzi. L’incarico a Palazzo Chigi del numero uno della Banca Centrale Europea sanciva definitivamente la sconfitta della politica.

Per gestire la difficile situazione economica e sanitaria, davanti a un Parlamento sempre più diviso e incapace di proporre al presidente della Repubblica un leader forte, veniva nominato ancora una volta un outsider. Questa volta con il compito di riportare l’Italia in pista dopo un anno particolarmente difficile.

Mario Draghi ha iniziato a guidare un Governo con molti tecnici nei dicasteri chiave, a cui una larghissima maggioranza parlamentare ha dato e continua a dare la fiducia. E, nonostante legittime critiche, secondo i sondaggi continua a godere della stima della popolazione.

Un anno di Governo Draghi: rotture e continuità con Conte

Da una parte il Governo Draghi ha seguito la linea della continuità sulla gestione dell’emergenza sanitaria, con limitazioni molto severe in funzione anti Covid, allentate sempre più da maggio 2021, e con aiuti statali alle categorie più colpite dalla pandemia. Anche se con la bocciatura di alcune misure come il Cashback di Stato.

Dall’altra il nuovo premier si è distinto dal suo predecessore per lo stile e la squadra. Pochi interventi pubblici e annunci in televisione, e rinnovo totale dei vertici della Pubblica Amministrazione. Con una serie di decisioni per guidare l’Italia al ritorno alla normalità, che sembra sempre più vicino nonostante le tante difficoltà.

Un anno di Governo Draghi: i numeri del Pnrr

Sono due i numeri principali legati al suo anno a Palazzo Chigi. La prima è la grossa somma di denaro del Recovery fund europeo, con cui l’Italia è riuscita a ottenere 191 miliardi di euro, di cui 69 miliardi a fondo perduto, dall’Unione europea. Un esito non scontato considerando le tante critiche al Recovery plan abbozzato dal Governo precedente.

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza di Mario Draghi è invece piaciuto all’Ue, sia per la mole di interventi promessi nel nostro Paese, con uno sguardo al green e all’innovazione, sia per la figura del premier. Un profilo “europeista e atlantista”, come dichiarato da lui stesso durante il discorso di insediamento, e per questo apprezzato anche fuori dai confini e garanzia vivente del rispetto dei patti con la comunità internazionale.

Un anno di Governo Draghi: i numeri dei vaccini

L’altro numero che caratterizza quest’anno di Governo Draghi è quello dei vaccini anti Covid somministrati. Siamo passati da appena 2 milioni di dosi somministrate a fine gennaio 2021, dopo un mese di campagna vaccinale, alle attuali 133 milioni. Un traguardo che solo 365 giorni fa sembrava impossibile da raggiungere, e che ha portato a proteggere oltre il 93,5% della popolazione.

Nonostante ondate particolarmente pesanti, le misure messe in campo da questo esecutivo, grazie all’avvento dei vaccini, non sono state dure come nel 2020, l’anno del lockdown e delle zone rosse, della paura e degli ospedali pieni. Questo nonostante in Italia ci siano ancora molti morti a causa del Covid, come spiegato qua.

Un anno di Governo Draghi: le cifre della crisi

Ai fondi del Pnrr e alle dosi di farmaci somministrate, però, l’anno da premier di Mario Draghi (qua quanto guadagna secondo la sua dichiarazione dei redditi) può essere quantificato anche con i numeri di Pil e occupazione. Il primo è cresciuto del 6,5%, ben oltre le aspettative, la seconda è tornata al 59%. Ma sono aumentati notevolmente i precari.

A caratterizzare i 365 giorni di Mario Draghi ci sono anche le cifre esorbitanti delle bollette dovute all’aumento delle materie prime. Una stangata quantificata in quasi 13 miliardi di euro per le aziende italiane, e che sta mettendo in ginocchio le famiglie. Con il Governo chiamato a intervenire per risolvere un problema che rischia anche di svuotare i supermercati, come vi abbiamo anticipato qui.