Ucraina verso la pace? La proposta di Zelensky: ecco cosa vuole

Kiev sarebbe disposta ad accettare un compromesso territoriale pur di far cessare la guerra. Ma la Russia e la Nato non sembrano molto convinte

Dopo settimane di prese di posizione inamovibili, tensione crescente e minacce riguardo gli obiettivi bellici, la guerra in Ucraina sembra avviarsi faticosamente e a costo di enorme sofferenza verso un’intesa che preveda la pace. O almeno così sembra trapelare dalle parole del presidente ucraino Volodomyr Zelensky, intervenuto in videoconferenza alla Chatham House di Londra. Sul tavolo delle trattative non potevano mancare i temi caldissimi degli ultimi otto anni: Crimea e Donbass.

La questione Crimea: cosa ha detto e cosa vuole Zelensky

L’Ucraina sarebbe disposta ad accettare un compromesso per il cessate il fuoco con la Russia, a patto però che l’esercito di Mosca si ritiri “sulle posizioni del 23 febbraio”, il giorno precedente all’invasione. Tradotto: Putin potrebbe tenersi la Crimea, annessa unilateralmente nel 2014, ma non il Donbass occupato il 24 febbraio. Non si tratterebbe dunque di una cessione vera e propria, ma di “un’apertura al dialogo” (qui abbiamo parlato invece del possibile ricorso alle armi nucleari: cosa succederebbe).

Si tratta della prima volta in cui il governo ucraino si espone senza mezzi termini sulla possibilità di un compromesso che non includa la restituzione della Crimea. Finora aveva infatti sempre ribadito l’integrità territoriale dell’Ucraina come condizione essenziale per discutere della pace. Davvero ora sarebbe pronto a sacrificare anche Kherson, prima città presa dai russi e teatro osceno di torture e abusi, per porre fine al conflitto?

Già il 28 marzo Zelensky aveva però aperto a un potenziale accordo con Putin che riguardasse la neutralità ucraina. “Capisco che è impossibile forzare la Russia a liberare completamente i territori occupati, questo porterebbe a una Terza Guerra Mondiale”, aveva dichiarato il presidente ucraino (quella di un terzo conflitto mondiale è una possibilità concreta? Ne abbiamo parlato qui). Anche all’epoca Kiev sembrò poter accettare un territoriale sulle regioni della Crimea, di Donetsk e di Lugansk. E anche allora aveva chiesto il ritiro delle truppe russe “sulle posizioni antecedenti il 24 febbraio, e da lì partiremo a discutere”.

La posizione della Russia

Dall’altro lato del tavolo dei negoziati, e della barricata sul campo di battaglia, la Russia non sembra per nulla intenzionata a portare avanti un discorso del genere. Innanzitutto perché il ritiro delle truppe dal territorio ucraino assomiglierebbe troppo a una sconfitta o, comunque, a un’ammissione di debolezza strategica e militare, oltre che politica. In secondo luogo perché gli obiettivi di guerra del Cremlino, per quanto “segreti” possano essere, appaiono irrinunciabili (qui abbiamo spiegato perché Putin sceglie la “guerra totale” e come cambia il conflitto in Ucraina).

Per Putin la Crimea, occupata e annessa nel 2014 in risposta alla rivolta filo-europea di piazza Maidan, è parte integrante della Russia. Una convinzione che affonda le radici in secoli di storia e guerre e che è stata recentemente ribadita da un esponente del Parlamento di Mosca, durante una visita a Kherson: “Putin vuole ancora la guerra. La Russia resterà per sempre nel sud dell’Ucraina“. Il che presuppone che la medesima convinzione si estenda anche al Donbass, che già prima dell’invasione Putin aveva provveduto a riconoscere ufficialmente come territori della Federazione.

La posizione della Nato

In un conflitto così complesso e stratificato, non bisogna dimenticare il “convitato di pietra” che tutto muove e tutto vede dietro il fronte ucraino, a partire dall’invio di armi: la Nato. Ecco dunque che anche il segretario generale Jens Stoltenberg, in un’intervista al giornale tedesco Welt, ha detto la sua sulla proposta avanzata da Zelensky.

“I membri della Nato non accetteranno mai l’annessione illegale della Crimea. Ci siamo sempre opposti al controllo russo su parti del Donbass nell’Ucraina orientale”. La sensazione è dunque che l’Ucraina abbia compiuto un passo avanti, mentre l’Occidente l’ha spinta indietro. Anche per questo questa guerra sembra davvero senza fine.