Tasse universitarie, le Regioni che hanno deciso di tagliarle dopo la pandemia

Le Università che hanno deciso di abbassare e sospendere le rette dopo l'emergenza Coronavirus

Università chiuse, lezioni sospese ed esami online non tra poche difficoltà: il Coronavirus si è abbattuto anche sugli Atenei italiani, sconvolgendo e rivoluzionando la routine di molti studenti. Per i disagi riscontrati e i problemi economici con cui saranno costretti a fare i conti i meno abbienti, da diverse settimane la protesta per richiedere la sospensione delle rette universitarie non si arresta, e c’è chi ha deciso di correre ai ripari.

La protesta degli studenti

È giusto pretendere l’intero pagamento di un servizio che non è stato garantito in maniera costante e continua? Se ci trovassimo davanti ad un contratto questa situazione – di fatto – potrebbe autorizzare la rescissione dello stesso da parte di uno dei soggetti coinvolti.

Questo principio, però, non è valso per molte Università italiane che, nonostante l’emergenza sanitaria e tutti i disagi che ne sono conseguiti, hanno continuato a pretendere il puntuale e pieno pagamento delle tasse da parte degli studenti, persino di quelli in medicina (di cui vi abbiamo parlato qui) impegnati in prima linea contro il Coronavirus.

La situazione, ovviamente, ha generato non poco malcontento tra gli studenti e, mentre si promette loro il ritorno in aula già a settembre, la richiesta unanime emersa dalle loro proteste rimane la stessa: abbassare o addirittura sospendere le rette universitarie per tutto il 2020.

Le Università che hanno deciso di abbassare e sospendere le rette

In tutto ciò, anche se il Governo non ha dato linee guida a tal proposito, alcune Regioni e specifici Atenei hanno deciso di muoversi a tal proposito, abbassando o in alcuni casi sospendendo il pagamento delle rette.

L’Università di Palermo, per esempio, ha approvato un’ordinanza che prevede una contribuzione alle spese per le tasse universitarie, attraverso una misura che riconoscerà un esonero totale a quasi il 70% degli studenti. A beneficiare di questo contributo saranno tutti gli studenti appartenenti ad un nucleo familiare con un reddito Isee non superiore a 25 mila euro.

Diversa è invece la situazione in Puglia, dove ad intervenire è stata direttamente l’amministrazione regionale. Per l’anno accademico 2020/2021, nello specifico, la Regione pagherà le tasse per intero a tutti gli studenti fuori sede che sceglieranno di ritornare nei prossimi mesi in Puglia. L’intervento, ha spiegato l’assessore regionale all’Istruzione Sebastiano Leo, vuole essere un incentivo finalizzato a riportare a casa i giovani. In questo modo si riduce il rischio contagio (che può aumentare in caso di eventuali spostamenti) e si da una mano alle famiglie anche a livello economico.

La speranza, ovviamente, è che molti altri seguano lo stesso esempio.

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