Covid, svolta sui tamponi rapidi: come cambia il rischio zona rossa

Anche i risultati dei tamponi antigenici potrebbero presto entrare nel bollettino del Ministero della Salute e contribuire alla valutazione delle fasce di rischio

La positività al coronavirus viene ora calcolata solo sui tamponi molecolari. Una nuova circolare del Ministero della Salute, che potrebbe essere firmata a giorni da Giovanni Rezza, direttore generale della Prevenzione, potrebbe rivoluzionare il sistema di tracciamento dei casi e la raccolta dei dati dell’emergenza Covid. La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome sta lavorando alla riforma dei test insieme al medico e ai membri del Comitato Tecnico Scientifico.

Rezza: in arrivo una circolare per “promuovere” i test antigenici

“Stiamo lavorando a nuove raccomandazioni che rivedono le modalita dei test. I molecolari restano il gold standard ma quelli antigenici offrono opportunità utili”, ha fatto sapere lo stesso Giovanni Rezza. “Stiamo lavorando a una circolare che modificherà la definizione di casi su quanti test antigenici vengono effettuati e i loro risultati nel momento in cui verrà emanata la nuova circolare, quindi in tempi molto brevi”.

Tamponi rapidi “promossi”: cambia il monitoraggio Covid

I test antigenici, i cosiddetti tamponi rapidi che forniscono il risultato nel giro di 20 minuti, diventeranno così validi a tutti gli effetti per confermare la positività o negatività degli individui che potrebbero aver contratto il Sars-Cov-2. La promozione arriva dopo il via libera sulla loro affidabilità del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle mallattie e della Commissione Ue.

Non servirà più il tampone molecolare come conferma dell’esito, se non nei casi delle attività di screening, come all’interno delle scuole. I test antigenici potranno essere utilizzati, ad esempio, per il tracciamento nei cluster dove sono stati rilevati altri positivi. La circolare chiarirà nello specifico i casi in cui i test saranno da considerare diagnostici, quindi in grado di certificare da soli la positività, e quelli in cui servirà un’ulteriore analisi.

Tamponi rapidi “promossi”: entreranno nel bollettino Covid

Questo cambiamento aprirà nuovi scenari riguardo la possibilità di conoscere il proprio stato di salute, considerando che molte farmacie e studi medici effettuano i tamponi rapidi, ma anche perché i risultati ottenuti con questa tipologia di test verranno conteggiati da Regioni e Province autonome, ed entreranno nel bollettino quotidiano del Ministero della Salute.

In particolare, cambieranno il tasso di positività e il calcolo di tutti i 21 parametri valutati dalla Cabina di regia e dall’Istituto Superiore di Sanità per stabilire il livello di rischio in ogni regione e quindi la classificazione in zona rossa, arancione e gialla decisa dal Ministero della Salute. E di conseguenza le misure prese con il Dpcm in arrivo il 15 gennaio.

La promozione dei tamponi rapidi potrebbe avere effetti particolarmente significativi dove vengono utilizzati in modo massiccio, come in Veneto. Contando gli oltre 30 mila tamponi rapidi che vengono effettuati nella regione, il tasso di positività attualmente al 20% scende al 5%.

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