Il M5s cambia faccia, sì al finanziamento pubblico ai partiti: che fine fanno i soldi

Il Movimento 5 Stelle ha votato sì al finanziamento pubblico ai partiti tanto osteggiato agli albori. Ma come verranno usati i soldi? E a che punto siamo con le "restituzioni"?

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Miriam Carraretto

Giornalista di attualità politico-economica

Da vent'anni giornalista e caporedattrice per varie testate nazionali, è autrice di libri e contributi su progetti di sviluppo in Africa e fenomeni sociali.

Sono lontanissimi ormai i tempi in cui il Movimento 5 Stelle gridava la sua rabbia contro la Casta. Montecitorio ha cambiato parecchio colore, negli ultimi anni, e anche gli animi dei parlamentari sono più distesi e assecondanti verso il Potere. Il nuovo corso dei 5 Stelle è segnato da tempo, e, dopo la batosta elettorale che li ha quasi spazzati via, con Conte alla guida l’istituzione diventa regola.

Il M5s abbraccia il finanziamento pubblico ai partiti

Non è un caso, dunque, se nel M5S abbia vinto il sì al 2 per mille. I vecchi grillini hanno approvato il finanziamento pubblico ai partiti. 24.360 gli iscritti, il 71,72% dei votanti, che hanno votato a favore.

“C’è stata un’ottima partecipazione e il 72% è a favore del 2xmille, la stragrande maggioranza” è stato il commento del capo Giuseppe Conte a proposito dell’esito della votazione. “Ho preso atto di una richiesta che era già sul tavolo, e mi è sembrato opportuno che fosse discussa e votata. Se accettiamo il principio della democrazia diretta, è questo”.

Ma questo sì al finanziamento pubblico ai partiti appare parecchio contraddittorio per un Movimento nato alternativo e ritrovatosi Sistema. “Umane contraddizioni”, per dirla alla Follini, che si uniscono a una Realpolitik dura e pura, che peraltro vale sempre.

“Rispetto il voto degli iscritti, ma oggi viene violato uno dei principi identitari più forti del M5S, uno dei valori fondanti, voluto da Beppe Grillo e da Gianroberto Casaleggio, che ha decretato il successo politico del Movimento fino ad ora”, ha sbottato all’Adnkronos il senatore grillino Vincenzo Presutto. “L’idea che il denaro pubblico dovesse restare lontano dalla politica è sempre stata apprezzata dai cittadini”.

Quando il M5s era anti-finanziamenti…

Era il 5 aprile 2014 quando sul Blog delle Stelle si leggeva il titolo: “I partiti vogliono i soldi del tuo 2 per mille, il M5S no” in cui si trovava scritto che “il M5S non è un partito e non vuole i soldi del tuo 2 per mille. Il M5S ha restituito 42 milioni di euro di rimborsi elettorali, si finanzia con il lavoro e le piccole donazioni volontarie degli attivisti e sostenitori di tutta Italia e ha dimostrato che non servono soldi pubblici per fare politica”.

Sistemi di finanziamento della politica con i contributi dei privati che poi scalano tutto dalle tasse esistono in molti Paesi del mondo. E come in moltissimi Paesi del mondo anche in Italia c’è il finanziamento pubblico alle forze politiche.

Ma in Italia soprattutto nell’ultimo ventennio – lamentava il vecchio M5s 7 anni fa, “i partiti hanno manifestamente esagerato portando nelle loro tasche, con la legge che c’era, un miliardo secco di euro nel corso degli ultimi anni. E ignorando ostinatamente un referendum che chiaramente aveva detto stop al finanziamento pubblico per anni, fino a sentenza contraria della Corte Costituzionale. Dunque, comprensibilmente, l’opinione pubblica italiana è molto maldisposta nei confronti della nuova legge, votata da poco, quella appunto che consente di destinare al partito di elezione il 2X1000 del proprio reddito”.

“Lo decidono gli elettori”

E cos’è successo, poi? Perché questa virata brusca allora? “Quando è partito il nuovo corso la cosa che abbiamo fatto è stato chiedere ai nostri iscritti se erano d’accordo ad autorizzare questa donazione che i cittadini fanno attraverso il 2 per mille e i nostri iscritti hanno detto di sì, se avessero detto no andava bene comunque, non è una vittoria perché hanno detto sì e non sarebbe una sconfitta se avessero detto di no” ha commentato il vicepresidente Michele Gubitosa a Sky TG24. Risposta diplomatica, e piuttosto vuota di significato.

Ma ciò che interessa capire, ora, è più che altro che fine faranno i soldi del 2 per mille che incasserà il Movimento 5 Stelle.

Per cosa verrano usati i soldi del 2 per mille

Gubitosa ha annunciato che serviranno per chi ne ha bisogno. “Li utilizzeremo come abbiamo sempre fatto con gli altri soldi: ridando i soldi ai cittadini, mettendoli nel circuito nazionale a sostegno delle fasce deboli e di progetti innovativi“.

Gubitosa “assicura” anche che “gran parte, se non la totalità, dei miei colleghi restituisce lo stipendio”. E proprio a proposito delle restituzioni, cavallo di battaglia del grillismo della prima ora, gli iscritti M5S hanno espresso 62.438 preferenze nella votazione per la scelta dei progetti a cui destinare i 4 milioni di euro delle restituzioni dei parlamentari stellati.

E le restituzioni dei parlamentari M5s?

“L’importo stanziato sarà suddiviso tra i soggetti indicati, proporzionalmente al numero delle preferenze ricevute”, si legge sul Blog del Movimento.

Vediamo dove finiranno questi soldi:

  • Anpas – Associazione nazionale pubbliche assistenze ha ricevuto 7.711 preferenze, pari al 12,35% del totale
  • Cnr – Consiglio Nazionale Ricerche – per Progetti di ricerca ha ricevuto 15.982 preferenze pari al 25,60% del totale
  • Emergency ha ricevuto 14.652 preferenze pari al 23,47% del totale
  • Gruppo Abele Onlus, 1.295 preferenze
  • Lega del Filo d’Oro, 8.696 preferenze
  • Medici Senza Frontiere, 11.127 preferenze
  • Nove Onlus – Emergenza Afghanistan, 2.975 preferenze.

Ma qualche parlamentare moroso c’è. I deputati considerati non in regola hanno ricevuto una comunicazione dal tesoriere in cui si invita a “provvedere subito a effettuare i versamenti eventualmente mancanti”. Questo perché, come si ricorda nella convocazione delle votazioni per il Direttivo, lo statuto M5S prevede che “i componenti del Gruppo che non sono in regola con le rendicontazioni, non possono accedere ad incarichi relativi al Gruppo”. Ma c’è chi contesta errori nel calcolo.

“Care Colleghe, cari Colleghi, – si legge – alla luce della mail inviata dal Tesoriere del Movimento, in data odierna a tutti i deputati sulla situazione personale in tema di restituzioni, e in considerazione della prossima elezione del Comitato Direttivo, annunciata con mail del 1 dicembre, vi comunichiamo che abbiamo provveduto a richiedere un chiarimento sui parametri che verranno utilizzati ai fini della valutazione della regolarità delle restituzioni, come previsto dal comma 6 dell’art 21 dello statuto del Gruppo. Sarà nostra premura comunicarvi in tempi utili aggiornamenti, tali da permettere ai Colleghi e alle Colleghe che intendano candidarsi le opportune valutazioni ai fini della presentazione della propria squadra”.