Vaccino Covid: perché è stato annunciato lo stop nel Lazio e in Veneto

Luca Zaia e l'assessore Alessio D'Amato hanno annunciato che le vaccinazioni potrebbero fermarsi in Veneto e nel Lazio a causa dei ritardi nelle forniture da parte delle case farmaceutiche

Due regioni hanno annunciato il possibile stop alla somministrazione del vaccino anti Covid. Si tratta di Lazio e Veneto. Alla base del fermo ci sarebbe la mancanza di dosi dei sieri, dovute a ritardi nella fornitura da parte delle case farmaceutiche. A parlarne sono stati il doge Luca Zaia e l’assessore alla Sanità laziale Alessio D’Amato, che hanno sottolineato gli importanti sforzi compiuti a livello territoriale per garantire le somministrazioni a tutta la popolazione che ne ha fatto richiesta.

Stop al vaccino in Veneto: l’annuncio di Luca Zaia

Il presidente del Veneto ha annunciato che “sospendiamo le vaccinazioni, a parte il richiamo”. Questo nonostante il Veneto sia ai primi posti nelle somministrazioni, circa 35 mila al giorno. Il governatore ha denunciato che i sieri “non sono arrivati” e la “macchina perfetta” messa in piedi dalla Regione e dalle aziende sanitarie locali non potrà proseguire.

Il modello veneto ha previsto finora l’accesso diretto senza prenotazione, anche se il 1° aprile è stato attivato il portale unico per la registrazione, subito andato in tilt a causa dell’alto numero di utenti che si sono riversati sul sito.

In questo momento, ha fatto sapere Luca Zaia, sarà impossibile garantire le vaccinazioni perché “non abbiamo la materia prima”. Nella giornata del 30 marzo sono arrivate in Veneto 83 mila dosi del preparato Pfizer, che verrano inoculate in questi giorni, dando priorità a chi deve effettuare il richiamo.

Stop al vaccino nel Lazio: l’annuncio di D’Amato

Lo stesso allarme è arrivato dal Lazio, con l’assessore Alessio D’Amato che ha dichiarat che “siamo costretti nostro malgrado” a sospendere la vaccinazioni se nei prossimi giorni non arriveranno 122 mila dosi del vaccino AstraZeneca. “Mi auguro che tale sospensione venga scongiurata”, ha sottolineato.

Anche il politico del Lazio ha parlato di una “macchina imponente” che “non deve fermarsi“, considerando le oltre 36 mila nuove prenotazioni per la fascia di età tra i 66 e i 67 anni. In totale, fino a maggio, sono circa un milione le persone che hanno richiesto il vaccino. Il vaccino potrà essere somministrato anche dalle farmacie. “Servono i vaccini!”, ha sottolineato.

L’arrivo delle dosi del vaccino AstraZeneca a Roma dovrebbe essere slittato a sabato 3 aprile, il giorno prima di Pasqua, con molto ritardo rispetto al previsto, dovuto alle casa farmaceutiche. “Stiamo facendo verifiche approfondite” per capire la disponibilità di sieri per la giornata del 2 aprile, ha sottolineato l’assessore.

Poi la denuncia contro l’iter burocratico necessario per far arrivare le dosi del vaccino AstraZeneca. “Fanno il giro delle Fiandre”, ha denunciato D’Amato. Il vaccino viene infatti infialato in tutta Europa, compresa la sede di Anagni, nella provincia di Frosinone. Ma prima di essere somministrate nel nostro Paese devono prima andare ad Anversa. “Tutto questo circolo dura almeno 5 giorni”. Un iter che a detta di Alessio D’Amato potrebbe non essere necessario. “Mi sembra ci sia troppa burocrazia intorno a questa cosa”, ha concluso.

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