Stop alla plastica monouso, tra Ue e governo è scontro: cosa succede

Il governo italiano protesta contro la direttiva Ue che vieta dal 3 luglio la plastica usa e getta

La data di scadenza per la plastica monouso in Europa è quasi arrivata. Secondo quanto stabilito dalla direttiva Ue 904, la cosiddetta “Sup” (Single Use Plastic) o anche “salvamare”, entro il 3 luglio gli Stati membri dovranno vietare il consumo di tutti i prodotti di plastica usa e getta. Ma la normativa preoccupa diversi componenti dell’esecutivo di Mario Draghi e dai banchi del governo italiano si alza la protesta contro Bruxelles.

Stop alla plastica monouso, tra Ue e governo è scontro: le preoccupazioni dei ministri

Nonostante la direttiva sia stata recepita a larga maggioranza lo scorso aprile dal Senato, ad un mese di distanza dalla messa in atto, si fanno più pressanti i timori sull’impatto che il provvedimento può avere sull’economia.

Nell’ultimo incontro con il commissario all’Economia Paolo Gentiloni, il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti ha fatto presente tutta la sua preoccupazione: “Riguardo alla transizione (ecologica, ndr) è importante sottolineare che è giusto andare in quella direzione, ma tenendo conto anche del prezzo che si paga in termini di posti di lavoro persi”, ha affermato il Ministro in riferimento all’industria della plastica.

“Questo è uno di quei settori di cui parlavo prima, che pagheranno il prezzo della transizione”, ha sottolineato Giorgetti, aggiungendo “chiediamo la riserva sulla direttiva SUP sulle plastiche monouso, perché la transizione green deve tener conto anche dell’occupazione”.

Una posizione ribadita in una nota del Mise: “La consapevolezza ambientale, progetto condivisibile e obiettivo da perseguire non può ignorare le conseguenze di un approccio ideologico che penalizza le industrie italiane lasciando sul terreno morti e feriti in termini di fallimenti aziendali e disoccupazione”

Il ministero coinvolto in prima linea, quello dedicato appunto alla transizione ecologica, guidato da Roberto Cingolani, nelle ultime ore è entrato più nello specifico rispetto alle perplessità sulla direttiva.

Il ministro in particolare ha evidenziato le contraddizioni sul divieto di utilizzo anche delle plastiche oxodegradabili: plastiche tradizionali alle quali vengono aggiunti additivi per facilitarne la frammentazione.

L’Europa ha dato una definizione di plastica stranissima, solo quella riciclabile – ha spiegato – Tutte le altre, anche se sono biodegradabili o sono additivate di qualcosa, non vanno bene”.

“Ma nello stesso tempo – ha detto ancora Cingolani – la Ue sta finanziando grandi progetti europei per sviluppare plastiche biodegradabili. Anche a livello continentale ci sono segnali contrastanti, che vanno chiariti. La nostra comunità scientifica ha una leadership a livello mondiale sullo sviluppo di materiali biodegradabili, ma in questo momento non sono utilizzabili dall’industria, perché c’è una direttiva europea nuova e assurda”.

Stop alla plastica monouso, tra Ue e governo è scontro: la direttiva

Dai piatti alle forchette di plastica, dalle cannucce ai contenitori per polistirolo, dai bastoncini per palloncini e i “cotton fioc”, sono diversi gli oggetti di uso quotidiano messi al bando dalla direttiva.

Oltre al divieto a partire da quest’anno della plastica monouso, la norma Ue stabilisce un obiettivo di raccolta del 90% per le bottiglie di plastica entro il 2029 e stabilisce che entro il 2025 il 25% delle bottiglie di plastica dovrà essere composto da materiali riciclati, quota che salirà al 30% entro il 2030.

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Stop alla plastica monouso, tra Ue e governo è scontro: cosa succede