Stati Generali, i tre pilastri di Conte per il rilancio dell’Italia

La prima giornata a Villa Pamphili degli Stati Generali dell'economia voluti da Conte è stata "proficua" dice il premier. Ecco i punti cardine del rilancio Italia

Si chiude in modo “proficuo” il primo giorno degli Stati Generali dell’economia convocati dal premier Conte, serie di incontri con rappresentanti delle istituzioni e delle parti sociali per un confronto sui progetti di rilancio del Paese. A sentire lui è andata bene, ma è chiaro che, qui, Conte si gioca il tutto per tutto.

Tutta l’Europa presente (virtualmente)

Un avvio improntato all’internazionalità, vista la presenza, in videoconferenza, oltre a tutti i ministri del Governo, di tutto il gotha europeo. Ci sono tutti: la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, la numero uno della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, il commissario europeo all’Economia Paolo Gentiloni, il presidente del Consiglio europeo Charles Michel.

“Ricostruire e trasformare” sono i due concetti messi sul tavolo da Michel, gli stessi su cui punta dritto il premier. L’obiettivo del Governo è ripensare l’Italia senza “sprecare nessun euro”. “Lavoreremo intensamente per il Paese, ci rendiamo conto del momento storico” ha detto Conte ai giornalisti riuniti a Villa Pamphili. “Non ci accontenteremo di ripristinare una normalità. L’Italia purtroppo da vari lustri era indietro nella crescita economica, non vogliamo ripristinare uno stato anteriore ma migliorare”.

La “bellezza” e i 3 pilastri per il rilancio

Conte rilancia il tema della “bellezza” del nostro Paese (la scelta stessa della location di Villa Pamphili lo dimostra) e ancora un volta fissa al centro della crescita del Belpaese la “modernizzazione” che non può prescindere dalla “transizione ecologica” e dall'”inclusione sociale, territoriale e di genere“. Augurandosi, per realizzare questo piano, che l’opposizione accetti di sedersi al tavolo degli Stati generali (“C’è stato un rifiuto dell’iniziale invito ma noi siamo sempre aperti e confido che ci possa essere un confronto, magari al termine”).

“Tre pilastri” del rilancio italiano, per cui “alcune somme sono già a disposizione” ma altre “dobbiamo deciderle e per la redistribuzione delle somme, se non abbiamo progetti concreti, misure di impatto, non andiamo da nessuna parte”. Dall’Europa c’è la possibilità di avere alcune somme anticipate in autunno, precisa Conte, ma “il grosso dei finanziamenti arriverà l’anno prossimo”.

Tra gli obiettivi del governo c’è anche la riforma fiscale (“Condividiamo tutti in maggioranza il fatto che il nostro Fisco è inefficiente, non equo”), poi Conte riprende il tanto discusso tema del Recovery Fund (“C’è ancora da lavorare, molti Paesi europei di destra lo contestano, alcune forze di opposizione sono molto legate ai governi di Visegrad”).

Il piano della Bce

Una ricetta vicinissima a quella indicata dalla presidente della Bce Lagarde, che, assicurando che la Banca centrale europea “farà la sua parte”, per il rilancio dell’economia italiana spinge l’acceleratore su infrastrutture digitali per l’istruzione e la formazione, energie rinnovabili e modernizzazione della pubblica amministrazione.

Poi Conte lancia un appello: quello di lavorare per “darci una mano nell’interesse nazionale”. “Vi prego, vi riconoscerò pubblicamente questo aiuto intervenendo anche con i partiti con cui avete legami, con i Paesi che stanno cercando di contrastare la risposta che la Commissione Ue sta offrendo” dice.

Infine, una parantesi sull’Italia in prima linea anche sui vaccini. “Dobbiamo essere cauti, non stiamo parlando di un vaccino a disposizione, ma tra i progetti cui parteciperemo è uno dei più promettenti e avanzati. Non è l’unico progetto, non lasciamo nulla di intentato, anche per le terapie mediche siamo in prima linea”.

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