Spettacolo: ancora crisi nonostante le riaperture, cosa sta succedendo

Cinema, teatro e musica sono stati i più colpiti dalla crisi dell'ultimo anno, ma la ripresa è ancora lontana, in particolare per le piccole realtà

A dieci giorni dal rientro in sala con la capienza al 100%, al cinema come a teatro, con indicazione valida anche per concerti, locali e spazi all’aperto, non sembra essersi risolto il nodo della crisi del settore. Ancora tante attività continuano a tenere la serranda abbassata, per la difficoltà di adeguarsi alla normativa vigente, che impone ai gestori di assicurare una distanza di almeno un metro tra spettatori non conviventi e per il personale, e di assicurarsi che il pubblico sia tutto dotato del Green pass.

Domenica 24 ottobre si festeggia la prima Giornata nazionale dello Spettacolo, approvata dalle Camere su proposta del ministro Dario Franceschini proprio per celebrare i tanti operatori del settore che si sono trovati in ginocchio a causa delle chiusure.

Ma, nelle parole del numero uno del Mibact, “non sarà mai possibile compensare le artiste e gli artisti di questo settore per ciò che hanno perduto”. Ovvero un anno senza pubblico, senza la magia della pellicola e l’emozione del palco, e, meno poeticamente, senza incassi.

Spettacolo ancora in crisi nonostante aiuti e riaperture: i danni della pandemia

A valutare i danni per il settore ci ha pensato la Siae, che nell’ultimo Annuario prodotto dall’Osservatorio dello Spettacolo evidenzia una situazione drammatica, con perdite in ogni area sia in valori assoluti che percentuali.

Senza la pandemia il 2020 sarebbe potuto essere un anno da record, con numeri incredibili di presenze nei cinema, grazie a Tolo Tolo di Checco Zalone, e una crescita di domanda e offerta di concerti e spettacoli teatrali. Il virus ha poi spazzato via le speranze del mondo della cultura. Gli eventi sono diminuti del 70%, gli ingressi del 73%. La spesa al botteghino è scesa del 78%, con una perdita di 3,8 miliardi di euro rispetto al 2019.

Non è andata meglio alla musica, l’arte più colpita, con un crollo degli spettatori dell’83% e del botteghino dell’89%. Ancora più sfortunati il mondo del teatro e dello sport, che hanno visto un’interruzione totale delle attività, che difficilmente si prestano a differenti forme di fruizione rispetto a quelle classiche dal vivo.

Si tratta, è bene ricordarlo, di dati comunque mitigati dagli straordinari numeri dei primi due mesi dell’anno e dalle tiepide e veloci riaperture estive. Queste ultime hanno tra l’altro riguardato solo la metà degli operatori, quelli che avevano gli spazi e i mezzi per assicurare gli spettacoli in sicurezza.

Spettacolo ancora in crisi nonostante aiuti e riaperture: gli aiuti del Governo

Per fare fronte alla crisi di un settore così vasto e variegato è dovuto intervenire lo Stato a più riprese. Prima con una serie di aiuti con i decreti Ristori e i successivi dl Sostegni, (qui il nostro speciale sull’argomento) poi con una vera e propria riforma del welfare per i lavoratori del mondo dello spettacolo, che finalmente possono accedere alle tutele e ai diritti base degli altri settori. Come l’indennità di malattia, di cui vi parliamo qui.

Spettacolo ancora in crisi nonostante aiuti e riaperture: tutte le motivazioni

Buone notizie dunque per gli artisti e i tanti lavoratori che operano sotto i palchi, dietro le quinte e fuori dalle inquadrature? Non proprio. Il settore stenta ancora a ripartire a causa delle, seppur legittime, stringenti norme anti contagio, che penalizzano le realtà più piccole, che senza nuovi aiuti rischiano di chiudere per sempre, seguendo quanto già fatto da tante altre durante l’ultimo anno e mezzo.

C’è poi un ostacolo psicologico, la paura che attanaglia lo spettatore davanti alla possibilità di andare a un evento e trovarsi improvvisamente in mezzo a estranei. E dove non ci sono timori crescono invece nuove abitudini di consumo, con lo streaming domestico che sembra aver sostituito lo spettacolo dal vivo, grazie alla facilità d’uso e i costi ridotti. Anche se potrebbe essere proprio Netflix a salvare il cinema, come vi abbiamo anticipato qui.

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