Come sono stati spesi i fondi per i terremoti

Per gli eventi sismici che si sono susseguiti dal 2009 al 2016 gran parte dei fondi è andata alla ricostruzione

Dal 2009 ad oggi, l’Italia è stata ciclicamente colpita da una serie di sismi di varia entità che ne hanno danneggiato il patrimonio artistico e culturale, provocando anche la compromissione delle attività produttive e una serie di danni collaterali.

Lo Stato e i vari Governi che si sono susseguiti in questi anni hanno sempre garantito massima solidarietà alle popolazioni colpite dai terremoti, assicurando il primo soccorso e una serie di fondi a cui si è affiancata l’iniziativa dei cittadini comuni e una gara di aiuti che ha coinvolto anche i personaggi dello spettacolo. L’Aquila nel 2009, l’Emilia nel 2012, il Centro Italia nel 2016 e nel 2017 sono stati gli epicentri di un’attività sismica di grande portata, a cui sono susseguite una serie di scosse di assestamento che non hanno certo placato la paura degli abitanti. Una situazione monitorata costantemente dall’INGV, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, a cui si è dovuto far fronte per cercare di ricostruire la quotidianità dei cittadini.

Nei mesi e negli anni successivi, lo Stato si è impegnato a garantire quanto necessario per ricostruire, ripristinare, mantenere e gestire le emergenze. Nel corso degli anni e a seconda della necessità, però, le cifre stanziate sono cambiate e sono state spese in maniera differente. In particolare, per in favore delle aree colpite dal sisma nel 2009, sono stati stanziati 17,5 miliardi di euro, gran parte dei quali – 15,6 miliardi di euro – sono stati destinati al ripristino e alla manutenzione di un patrimonio immobiliare che coinvolgeva anche luoghi d’importanza religiosa e culturale. Il resto è stato suddiviso tra la Pubblica Amministrazione, a cui sono arrivati 859 milioni, le emergenze (749 milioni) e le attività produttive (213 milioni). Sulla gestione dei fondi in Abruzzo non sono però mancate le polemiche e le lamentele da parte dei cittadini toccati in prima persona dal sisma e sono nate anche alcune inchieste della magistratura per la gestione degli appalti.

Al terremoto che ha colpito l’Emilia nel 2012, con epicentro nella zona di Finale Emilia, sono stati stanziati poco più di 8 miliardi di euro, una cifra decisamente inferiore a quanto destinato all’Abruzzo. Gran parte dei fondi sono stati utilizzati per la ricostruzione dei luoghi interessati dal territorio e per il ripristino delle attività produttive, mentre alla Pubblica Amministrazione e alla gestione dell’emergenza sono andati rispettivamente 185 e 2 milioni di euro. Per coprire questi costi, sono state decise anche alcune accise sui carburanti che hanno inciso e continuano a incidere sul loro prezzo.

Di ben altra portata è stato invece il terremoto che ha colpito il Centro Italia con epicentro nel comune di Amatrice. Per questa emergenza, sono stati spesi oltre 13 miliardi di euro, di cui quasi l’80% è stato necessario per ricostruire i centri abitati e ricollegare le zone in cui il sisma aveva provocato i maggiori danni, come dimostrato dalla consegna di oltre 3000 soluzioni abitative d’emergenza. 2,4 sono invece i miliardi di euro che lo Stato ha stanziato per aiutare il tessuto economico e produttivo della provincia di Rieti, a fronte di 486 milioni destinati all’Amministrazione e di 266 milioni per le emergenze.

Come sono stati spesi i fondi per i terremoti