Piste da sci aperte solo a chi soggiorna in quota: la proposta delle Regioni

Le amministrazioni regionali vogliono legare il rilascio dello skipass solo a chi ha una seconda casa o ha soggiornato in albergo

L’obiettivo primario è quello di salvare la stagione sciistica, costi quel che costi. L’inverno, infatti, è fondamentale per tutte le località turistiche che insistono sull’arco alpino e uno stop prolungato all’accesso alle piste potrebbe compromettere in maniera definitiva le già esangui casse dei gestori degli impianti sciistici, delle strutture ricettive e quelle della ristorazione.

Le misure di ristoro previste dal Governo, infatti, potrebbero non essere sufficienti per garantire la sopravvivenza delle centinaia di attività e per mantenere le migliaia di posti di lavoro (stagionali e non) garantiti da queste. Le amministrazioni regionali e provinciali del nord Italia hanno così avanzato una proposta che consentirebbe di riaprire le strutture sciistiche e, allo stesso tempo, garantire il pieno rispetto delle norme sulla sicurezza.

Riaprire le piste da sci in sicurezza: la proposta delle Regioni e delle Province

Gli assessori di Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Provincia di Bolzano, Provincia di Trento, Veneto e Friuli Venezia Giulia hanno sottoscritto e presentato al Governo una proposta per riaprire immediatamente le piste da sci senza mettere a rischio la tenuta delle strutture sanitarie locali. In sostanza, le regioni dell’arco alpino propongono di aprire le piste solamente a chi soggiorna in quota.

Concedere lo skipass a chi ha pernottato in una struttura ricettiva e a chi possiede o prende in affitto una seconda casa, consente di controllare al meglio l’afflusso all’impianto sciistico – si legge nella missiva inviata dagli amministratori locali al Governo. La soluzione che proponiamo permette di avviare la stagione invernale con gradualità, in questo modo si potranno applicare i protocolli di sicurezza che abbiamo approvato lunedì scorso e metterli alla prova. Il governo ci ascolti, consenta l’apertura degli impianti di risalita con questo criterio e permetta la mobilità regionale”.

Riapertura piste da sci, lo spauracchio dei “vicini”

A mettere fretta agli amministratori locali del nord Italia ci sono anche le decisioni dei “vicini” di montagna. Ossia, tutte le nazioni con impianti sciistici sulle Alpi che si apprestano a riaprire le piste. La Svizzera, nonostante una situazione sanitaria a rischio, ha già riaperto, mentre in Austria è questione di giorni. Il timore, fondato, è che gli appassionati di sci finiscano con il preferire mete straniere nel caso in cui le piste italiane continuino a rimanere chiuse.

“La nostra proposta – rimarcano gli assessori regionali – non è legata agli aspetti ludici dello sci e dello svago ma, al contrario, deriva da un’attenzione particolare al mondo del lavoro e all’occupazione che l’industria dello sci genera sui nostri territori montani. Trovare un compromesso è d’obbligo, ne va della sopravvivenza della montagna, dei suoi lavoratori e del suo indotto di 20 miliardi“.

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