Scuola: banchi, docenti, orari, tutti i nodi irrisolti del piano di Azzolina

Per ora si sa con certezza la data di inizio delle lezioni, il 14 settembre. Ma sulla riorganizzazione della vita scolastica sussistono ancora parecchi dubbi

Una delle poche certezze è che la scuola ricomincerà il 14 settembre. Ma su come ripartiranno le lezioni, restano ancora tanti dubbi e diverse questioni irrisolte.

Carenza di docenti

La prima necessità sarà quella di rispondere alla carenza di personale docente: a settembre, si rischierebbe di avere quasi 200mila cattedre scoperte. Per ovviare alla situazione, il Ministero ha deciso di aprire alla possibilità di utilizzare supplenti non ancora laureati. “Il Miur sta dando la possibilità a giovani formati di fare gli insegnanti della scuola primaria. Stanno concludendo il ciclo di studi, sono stati valutati, hanno fatto un tirocinio ed hanno una formazione sul tema specifico”, ha sottolineato Azzolina.

“Sono giovani preparati perché demonizzarli? Da anni questi ragazzi insegnavano già nelle scuole, ma nessuno aveva il coraggio di dirlo. Li vogliamo mandare all’estero? Servono in Italia. Sono bravi, competenti e preparati”, ha proseguito. I giovani non laureati, ha chiarito però la Ministra, rappresenteranno una extrema ratio: la priorità, ha confermato, sarà data ai diplomati in scienza della formazione e i laureati”.

Controllo e gestione della situazione sanitaria

Quanto al controllo della situazione sanitaria, la Ministra ha annunciato che tutto il personale verrà sottoposto a test sierologico, ma, pare, su base volontaria. In caso di risultato positivo, sarà eseguito il tampone. In caso di contagi, invece, Azzolina ha spiegato che ogni decisione “spetterà al ministero della Salute, non a quello dell’Istruzione”.

C’è anche chi parla di “controllori anti-Covid”, personale (pagato o volontario) specificatamente dedicato al controllo del rispetto delle regole. La proposta è giunta dai presidi, che l’hanno inserita tra le richieste inviate al Miur: i dirigenti hanno sottolineato la necessità di ricorrere a un numero maggiore di collaboratori scolastici deputati a verificare che le norme anti-virus siano osservate correttamente. E secondo i sindacati, mancherebbero all’appello almeno 21mila collaboratori.

Orario

Altro rebus da risolvere, quello dell’orario scolastico: secondo le linee guida, dovranno essere rimodulati per evitare assembramenti.

  • Per quanto riguarda le scuole dell’infanzia, ad oggi il tempo scuola è di 40 ore settimanali, con due docenti per ogni sezione e 25 ore di presenza per ogni docente, che condivide in compresenza 10 ore con l’altro docente. Secondo le linee guida, bisognerebbe attivare moduli da 40 minuti, con una distribuzione di 37,5 moduli per ogni docente (25 ore). La fascia oraria d’ingresso, che attualmente va dalle 7.30 alle 9, dovrà essere adeguata e programmata con i genitori.
  • Quanto alla scuola primaria, il tempo scuola può essere di 24, 30 o 40 ore (per il tempo pieno). Le linee guida suggeriscono di portare i moduli a una durata di 40 minuti, 33 per docente. Eppure, avvertono i sindacati, molte scuole non avranno abbastanza docenti per attivare il tempo pieno.
  • Per le scuole medie, attualmente il tempo scuola è tra le 30 e le 36 ore (per il prolungato), con 5 o 6 giorni settimanali di lezioni, mentre l’orario docente è di 18 ore. Le linee guida propongono moduli orari da 45 minuti, con 24 moduli per ogni docente. Per ogni classe, avanzerebbero così 10 moduli da 45 minuti da utilizzare per attività trasversali.
  • Per le scuole superiori, il tempo scuola è di 30 ore, con l’orario docente di 18 ore. Secondo le linee guida, l’orario dovrà variare in base alla presenza degli ITP (insegnante tecnico pratico) o dei docenti di potenziamento. Ad esempio, si potrebbero organizzare 42 moduli di 40 minuti, con 12 pause di 10 minuti su 6 giorni. Le classi andrebbero divise su due gruppi con orari di entrata sfalsata. Ma non dovrebbe cambiare il numero delle ore curriculari: l’idea è di cambiarne la distribuzione.

Banchi

C’è poi la questione banchi, che ha provocato non poche polemiche. La ministra Azzolina ha infatti annunciato la decisione di optare per banchi monoposto. Così, il commissario per l’emergenza Arcuri ha indetto una gara pubblica europea per l’acquisto di un massimo di 3 milioni di banchi. Una scelta, ha fatto notare qualcuno, particolarmente costosa. Per non parlare delle sedie: in proposito, il comitato Priorità alla Scuola ha in particolare parlato di un possibile conflitto di interessi.

Non solo: qualcuno dubita persino che con i banchi monoposto si risparmi davvero spazio: secondo la rivista “Tuttoscuola”, se 25 alunni seduti ai banchi biposto occupano 15 mq, con il banco monoposto ne occuperanno almeno 20. Il presidente dell’Associazione Nazionale Presidi, Antonello Giannelli, ha peraltro sottolineato come “molti istituti non hanno avuto comunicazioni circa i locali aggiuntivi dei quali dovrebbero poter usufruire dal prossimo 1 settembre”.

Spazi aggiuntivi e ingresso

Pressante è anche la questione degli spazi aggiuntivi, che non tutte le scuole hanno a disposizione. E gli ingressi scaglionati, su un periodo di tempo più lungo del normale, obbligherà i genitori a riorganizzare la tabella di marcia mattiniera, lavoro permettendo.

© Italiaonline S.p.A. 2020Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Scuola: banchi, docenti, orari, tutti i nodi irrisolti del piano di Az...