Scoppia il caso di Salvini e la “missione di pace” in Ucraina

Matteo Salvini ha annunciato di aver parlato con l'ambasciata italiana, la Caritas e Sant'Egidio per organizzare un viaggio in Ucraina: ma sarebbe stato smentito

Il progetto di Matteo Salvini, di andare in Ucraina o comunque al confine con la Polonia, è diventato un caso. Il leader della Lega, mercoledì 2 marzo, si era detto determinato a raggiungere il Paese invaso dalla Russia di Vladimir Putin. Aveva spiegato di essere al lavoro con l’ambasciata italiana, la Caritas e la comunità di Sant’Egidio. Il giorno dopo, però, fonti delle due associazioni avrebbero negato di essere state consultate da Salvini, che nel frattempo ha dichiarato: “Non mi interessa fare passeggiate, se posso fare qualcosa di utile lo farò”. Ecco che cosa è successo negli ultimi giorni.

Cosa ha detto Salvini

Mercoledì 2 marzo Matteo Salvini, nel corso di una conferenza stampa da lui convocata, ha annunciato di aver preso in considerazione l’idea di recarsi nelle zone del conflitto: “Sto valutando la possibilità tecnico-logistica di essere in presenza perché, al di là delle manifestazioni, un conto è invocare la pace, un conto è esserci in presenza“.

Per farlo, ha dichiarato di essersi messo in contatto “con l’ambasciata italiana, la Caritas, Sant’Egidio. Ho inviato messaggi al premier polacco e ungherese per avviare dei corridoi di pace. Stiamo lavorando a un grande movimento per pace che si frapponga alla guerra“.

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La smentita di Caritas e Sant’Egidio

Il giorno dopo, però, la smentita. Ad accendere i riflettori sul ‘caso Salvini’ è stato il Fatto Quotidiano: fonti di Caritas e Sant’Egidio, infatti, avrebbero negato al giornale di essere stati contattati dal leader della Lega.

Alla Caritas nessuno ha parlato con Salvini”, avrebbero riferito al Fatto gli uffici dell’organismo pastorale della Cei, “non conosciamo il merito della proposta e quindi non possiamo esprimerci”.

Stessa posizione per la comunità di Sant’Egidio: “Nessuno ha ancora parlato con Salvini, non ne sappiamo niente”, riporta il quotidiano diretto da Marco Travaglio.

Salvini chiede il cessate fuoco: la Lega vota per inviare armi in Ucraina

Giovedì 3 marzo, inoltre, Matteo Salvini ha confermato di aver chiesto all’ambasciatore russo a Roma di girare il suo appello a Vladimir Putin (a proposito di Putin: come è diventato ricco? Ci sono tre teorie riguardanti il patrimonio del presidente russo: ecco quali) per il cessate il fuoco. In secondo luogo ha annunciato che avrebbe invece fatto visita a quello cinese per chiedere il sostegno del presidente Xi Jinping: “Se lo facessimo tutti insieme, mentre qualcuno sento che la butta in politica”.

A proposito di politica, Matteo Salvini, ospite a Dritto e Rovescio su Rete 4, ha confermato di aver “votato per sanzioni (ecco quali sono le sanzioni dell’Europa alla Russia) e invio di armi. La Lega ha votato. Se poi se mi si chiede se la guerra si ferma con altre bombe, io dico ‘non basta’. Un popolo che è sotto attacco deve essere messo in condizioni di difendersi, ma insisto: va cercata la pace”.

Sulle armi concesse alla Russia in passato, invece, riflettori sui Governi di Silvio Berlusconi e Matteo Renzi: qui trovate il nostro approfondimento.