“Schiaffo” a Putin: Ucraina entrerà nell’Ue? Russia sull’orlo di un enorme crisi finanziaria

Il presidente dell'Ucraina Zelensky ha ufficialmente firmato una domanda di adesione all'Unione europea. Intanto la Russia rischia di sprofondare in una crisi senza precedenti

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Miriam Carraretto

Giornalista di attualità politico-economica

Da vent'anni giornalista e caporedattrice per varie testate nazionali, è autrice di libri e contributi su progetti di sviluppo in Africa e fenomeni sociali.

Mentre da Oltreoceano arriva la decisione ferma del presidente Usa Joe Biden di non inviare truppe a combattere contro la Russia, e mentre si tenta il tutto per tutto con il secondo round di negoziati a due passi dalla centrale di Chernobyl che nel 1986 sconvolse l’Europa con una nube radioattiva, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky spiazza tutti.

Zelensky ha ufficialmente firmato una domanda di adesione dell’Ucraina all’Unione europea. La mossa – dal potentissimo valore simbolico prima ancora che politico – arriva poche ore dopo che lo stesso presidente ucraino ha pubblicato un video in cui si appellava all’Ue per l’adesione e invitava le forze russe a tornare a casa.

L’Ucraina dentro l’Ue?

L’Ucraina non è attualmente riconosciuta come candidata ufficiale per l’adesione all’Ue, sebbene faccia parte dal 2017 di un accordo di associazione con l’Unione in cui entrambe le parti hanno concordato di allineare le proprie economie in determinate aree e approfondire i legami politici.

Cinque paesi stanno attualmente integrando la legislazione Ue nel proprio diritto nazionale per farvi ingresso: si tratta di Albania, Montenegro, Macedonia del Nord, Serbia e Turchia. Altri due — Kosovo e Bosnia ed Erzegovina — sono classificati come “potenziali candidati” perché non soddisfano ancora i criteri per presentare la domanda di adesione.

Il processo in inclusione nell’Unione europea prevede trattative che richiedono molto tempo. Un Paese può presentare domanda solo se soddisfa determinate condizioni, tra cui avere un’economia di libero mercato e una democrazia stabile e accettare tutta la legislazione dell’Ue oltre alla sua moneta, l’euro.

La domanda va presentata al Consiglio europeo, che chiede alla Commissione di valutare la capacità del Paese di soddisfare i criteri. Se la valutazione della Commissione è favorevole, il Consiglio europeo deve concordare all’unanimità un quadro formale per i negoziati, che poi si svolgono tra ministri e ambasciatori dei governi dell’Ue e del Paese candidato.

Zelensky aveva detto di aver parlato con il presidente del Consiglio europeo Charles Michel: “È un momento cruciale per chiudere una volta per tutte la discussione di lunga data e decidere sull’adesione dell’Ucraina all’Ue” aveva twittato alcuni giorni fa. Michel a sua volta aveva risposto in un tweet: “L’Ucraina e la sua gente sono una famiglia. Un ulteriore sostegno concreto è in arrivo”.

Il capo dell’Ucraina sotto assedio russo ha esortato l’UE a consentire l’ingresso immediato dell’Ucraina in quella che ha descritto come una “nuova procedura speciale”. “Il nostro obiettivo è stare con tutti gli europei e, soprattutto, essere uguali”, ha detto. “Sono fiducioso che sia giusto. Sono fiducioso che ce lo siamo meritati. Sono fiducioso che tutto questo sia possibile”.

La presidente della Commissione europea Ursula Von Der Leyen ha dichiarato che l’Ucraina è “uno di noi e li vogliamo” nell’Unione europea. Ma ha comunque fatto intendere che l’ingresso di Kiev non sarà immediato: posto che i due cooperano già strettamente in settori strategici come l’energia, il processo comporterebbe l’integrazione del mercato ucraino in quello dell’Ue e dunque sarebbe lungo.

Italia richiama tutti i connazionali

È un momento cruciale per gli equilibri internazionali, “scioccato” dal riposizionamento russo sull’asse geopolitico, con Putin che vuole da un lato allargare la sua influenza e dall’altro frenare l’espansione della NATO lungo i suoi confini: lo “zar” potrebbe attaccare pesantemente Kiev.

Non a caso la Farnesina ha esortato tutti gli italiani a lasciare immediatamente il Paese, dopo che il governo Draghi ha approvato uno speciale decreto per dare supporto, inviando armi, attrezzature e non solo (qui cosa prevede il decreto, anche sul gas, qui quanti soldi l’Italia a già inviato a Zelensky e qui quanto spenderà l’Europa in aiuti militari).

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Putin potrebbe essere accusato di crimini contro l’umanità?

Il conflitto è già scivolato in un punto di non ritorno: difficile prevedere se e come al tavolo dei negoziati verrà trovato un accordo di massima, ma l’utilizzo di potenti bombe a grappolo che, secondo diverse organizzazioni umanitarie, la Russia starebbe usando nella sua avanzata in Ucraina hanno già traslato la guerra su un altro piano: quello dei possibili “crimini contro l’umanità”, per cui Putin potrebbe essere incriminato.

La Corte penale internazionale ha annunciato che aprirà un’indagine su presunti crimini di guerra condotti dalla Russia in Ucraina. Lo ha detto il procuratore della Cpi Karim AA Khan affermando che “c’è una base ragionevole per ritenere che siano stati commessi in Ucraina sia presunti crimini di guerra, sia crimini contro l’umanità”.

Bombe a grappolo sarebbero state lanciate su una scuola qualche giorno fa, dove dei bambini sono rimasti uccisi o mutilati. Ma non solo. Una volta sparate, queste munizioni a grappolo si aprono a mezz’aria e fanno piovere decine di munizioni più piccole, le “bombe” appunto, su una vasta area delle dimensioni di più campi da calcio. Ma non lo fanno subito: fino al 40% di queste bombe non esplode nell’impatto, ma resta a terra inesploso. Colpendo indiscriminatamente anche i civili. L’Afghanistan disseminato di queste bombe a forma di giocattoli, poi raccolti dai bambini, deve essere parte della nostra memoria collettiva.

Un disastro umanitario, gravissimo, che violerebbe tutte le convenzioni internazionali. Nel 2008, più di 100 Paesi hanno sottoscritto un trattato internazionale che vieta l’uso di munizioni a grappolo, ma tra i grandi assenti alla firma c’erano proprio Russia e Ucraina.

Russia verso una crisi economica senza precedenti?

Putin viene descritto come isolato nel Cremlino, solo, con scarso sostegno sia tra la popolazione russa che tra i suoi fedelissimi. Il suo equilibrio precario è evidente anche sul piano economico. L’economia russa sta subendo gravissimi contraccolpi per le sue azioni e potrebbe sprofondare in una crisi senza precedenti. L’attacco militare voluto da Putin sta innescando una delle peggiori crisi finanziarie del Paese dall’era sovietica.

La Russia è sottoposta a severe sanzioni (qui il pacchetto approvato dalla Ue, con anche, per la prima volta nella sua storia, l’invio di armi): alcune banche sono state tagliate fuori dal sistema SWIFT (qui c’è e perché è così vitale), e una grossa fetta delle riserve valutarie internazionali del Paese, stimate in centinaia di miliardi di dollari, è stata congelata.

Altissimi i rischi di inflazione e volatilità dei mercati, tanto che le autorità di regolamentazione hanno tenuto deciso di chiudere il mercato azionario per limitare le turbolenze. La Banca centrale russa sta cercando in tutti i modi di sostenere il rublo: la governatrice Elvira Nabiullina ha detto che l’economia russa si trova ad affrontare “una situazione del tutto anormale”.

Dopo aver già alzato il tasso di interesse al 9,5% due settimane fa, ora l’ha più che raddoppiato, portandolo al 20%. Il rublo è sceso a un minimo storico dopo un fine settimana che ha portato nuove severe sanzioni economiche da parte di Stati Uniti e Unione Europea, crollando di almeno il 20% e superando la soglia dei 100 contro il dollaro USA. Le sanzioni e l’instabilità hanno costretto Putin a firmare un decreto per contrastare quelle che ha definito le “azioni ostili e illegali degli Stati Uniti e dei loro alleati”.

La Banca centrale si assicurerà che i mercati valutari continuino a muoversi, e la fortuna di Mosca è aver approntato da tempo un sistema di messaggistica finanziaria che può sostituire SWIFT nelle operazioni bancarie. Basterà, o sono questi i primi segnali che porteranno alla resa (condizionata?) di Putin?