Covid, il caso Sardegna: merita davvero la zona bianca? I dubbi sui tamponi

Dubbi sulla zona bianca in Sardegna: quanti tamponi sono fatti prima che venisse assegnato un nuovo tasso di rischio?

Sardegna zona bianca, dopo il boom di casi di questa estate la regione è diventata esempio virtuoso della lotta al Covid in Italia. L’assegnazione dell’area di rischio dipende, come sappiamo, da tutta una serie di parametri e numeri che indicano se in un determinato territorio la diffusione del virus procede a rilento o meno. Ma proprio questi criteri di valutazione, nelle ultime ore, sono stati messi in dubbio da chi ha passato il rassegna il numero di tamponi effettuati in queste settimane.

Sardegna in zona bianca: quanti tamponi sono stati fatti?

La prima a sollevare dubbi sull’assegnazione della zona bianca alla Sardegna è stata la giornalista Stefania Pinna che, su Twitter, ha fatto luce sul numero dei tamponi effettuati nelle ultime settimane. Dati del ministero della Salute alla mano, Pinna ha scritto: “Quanti tamponi fanno in zona bianca? Pochi, pochissimi. 955 ogni 100mila abitanti vs 1782 media nazionale. Quanti vaccini? Pochi, pochissimi. La Sardegna è ultima per dosi somministrate. State attenti cari conterranei, siate prudenti. E pretendete/pretendiamo chiarezza”.

Sardegna, numero tamponi in zona bianca

Numero di tamponi effettuati in Sardegna, tweet di Stefania Pinna

Lo screening di massa iniziato il 2 marzo, infatti, è stato avviato a seguito dell’assegnazione della nuova fascia di rischio. A La Maddalena, unica zona rossa della regione, sono stati effettuati 6470 tamponi in due giorni, con l’obiettivo di circoscrivere e individuare i positivi al virus, così da poter monitorare la situazione dei contagi e la presenza o meno di varianti Covid nel territorio (che è risaputo essere più contagiose).

Covid, il caso Sardegna e i dubbi sui tamponi: merita davvero la zona bianca?

Non essendo obbligatorio un numero minimo di tamponi al giorno propedeutico all’assegnazione di una determinata fascia di rischio, le regioni possono muoversi più o meno liberamente da questo punto di vista. In Sardegna quindi, volendo fare delle ipotesi, il numero più basso di tamponi rispetto alla media nazionale potrebbe essere conseguenza di un numero alto di asintomatici: probabilmente i test sono di meno perché meno le persone che accusano sintomi riconducibili a Covid, questo però non impedisce loro di diffonderlo.

Per avere un riscontro sul numero effettivo dei contagi, in questo caso, sarebbe interessante sapere invece i tempi di attesa tra la richiesta di un tampone e la comunicazione dell’esito, in rapporto a chi accusa i sintomi tipici del Sars-Cov-2.

È anche vero, però, che è normale che ci siano meno tamponi all’interno di un territorio se i contagi sono di entità minore rispetto alla media nazionale. Certo è che il nuovo piano del Presidente Solinas, che punta a tracciare ogni entrata e uscita nella Regione e a procedere con screening mirati, potrebbe presto fare chiarezza e confermare (o confutare) l’assegnazione della zona bianca.

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