Sardegna, Governo blocca “legge-scempio del cemento” di Solinas: salve le coste

Stop alla legge di revisione del Piano paesaggistico regionale (Ppr) della Sardegna, e stop alla legge che proroga il Piano casa

Stop alla legge di revisione del Piano paesaggistico regionale (Ppr) della Sardegna, e stop alla legge che proroga il Piano casa al 31 dicembre prossimo. Il governo Conte ha bloccato la giunta leghista di Christian Solinas, giudicando i provvedimenti che il governatore dell’isola voleva far passare “incostituzionali”.

Cosa prevedeva la revisione del Piano paesaggistico regionale (Ppr)

La riforma del Ppr, duramente contestata da più parti – tra cui oltre 35mila firme raccolte dai cittadini – viola infatti l’articolo 117 della Costituzione, che attribuisce allo Stato la tutela dell’ambiente e del paesaggio. Anche nel caso del Piano casa, che invece era stato approvato all’unanimità dal Consiglio regionale, lo staff di Conte ci ha visto un’invasione di campo e ha fermato tutto.

Il Ppr era stato fortemente voluto dalla maggioranza di Solinas e osteggiato dalle opposizioni, che avevano subito gridato allo scandalo tacciando il provvedimento di “assalto e scempio alle coste”. Secondo gli ambientalisti, Solinas stava lavorando a una nuova “stagione del mattone” e di “cementificazione” dei magnifici litorali sardi, che avrebbe toccato persino le aree agricole.

Nei giorni scorsi anche i ministeri dell’Ambiente e dei Beni culturali erano intervenuti. Il Mibact, in particolare, aveva sottolineato che il rinvio dei termini del Piano casa è “l’ennesimo di una disciplina introdotta nel 2009 che consente la realizzazione di nuove volumetrie in deroga alla pianificazione urbanistica, anche nelle aree sottoposte a tutela paesaggistica”. Davvero uno schiaffo a un paesaggio unico al mondo.

La doppia strategia di Solinas

Il Governo ha così bloccato la doppia strategia di Solinas e i suoi, particolarmente impegnati anche sul fronte di AirItaly, che vorrebbero nella newco Alitalia. Da un lato, il tentativo di far decadere l’obbligo della co-pianificazione con la Stato: se non fosse intervenuto l’Esecutivo, la Regione Sardegna sarebbe diventata l’unico ente legittimato a decidere sui progetti da autorizzare, anche quelli turistici. Dall’altro, sarebbero state modificate le norme di manutenzione con le quali sono fissate le regole per costruire: in sostanza, i metri cubi edificabili avrebbero tranquillamente potuto essere ampliati.

Una vittoria per gli ambientalisti

Così, invece, vengono mantenuti i vincoli di inedificabilità costieri nella fascia dei 300 metri dalla battigia marina, stabiliti dalle normative vigenti e dalla disciplina del Piano paesaggistico regionale approvato nel 2006.

Esultano gli ambientalisti, a partire da Stefano Deliperi del Gruppo di intervento giuridico, che per primo aveva inviato una segnalazione al Governo poche ore dopo l’approvazione della norma. “Il testo è denso di illegittimità, non potendo la Regione eludere l’obbligo di pianificazione congiunta in tutta quella fascia costiera e nelle aree agricole tutelate con vincolo paesaggistico”.

Ora più di 35mila cittadini sostengono la campagna per la salvaguardia delle coste della Sardegna e le adesioni continueranno a giungere, in attesa del prossimo esame di un’altra proposta legislativa, spiega Deliperi, “foriera di fortissime preoccupazioni per la tutela delle coste, il disegno di legge della giunta Solinas per consentire aumenti volumetrici anche a due passi dal mare”. Toccherà adesso alla Corte Costituzionale pronunciarsi.

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