Il colosso Sanofi accusato di omicidio colposo per la morte di 4 bambini

Il colosso farmaceutico francese è finito sotto inchiesta per la morte di quattro bambini le cui madri in gravidanza avevano assunto un particolare farmaco antiepilettico chiamato Depakine

Il colosso farmaceutico francese Sanofi è finito sotto inchiesta con l’accusa di omicidio colposo per la morte di quattro bambini le cui madri in gravidanza avevano assunto un particolare farmaco antiepilettico chiamato Depakine e prodotto, appunto da Sanofi.

Cos’è il Depakine e quali effetti collaterali gravi può avere

Il Depakine è ampiamente prescritto in tutto il mondo con nomi diversi per combattere l’epilessia e altre forme di convulsioni. Il principio attivo, il valproato, a partire dalla fine degli anni ’70 veniva già prescritto per curare il disordine bipolare.

La notizia dell’indagine che sta travolgendo Sanofi divide l’opinione pubblica, perché gli effetti potenzialmente pericolosi del farmaco, se assunto in gravidanza, erano noti da tempo e soprattutto indicati nel foglietto illustrativo. Tra quelli più gravi vengono segnalati rischi di malformazioni congenite, spina bifida, difetti cardiaci e agli organi genitali, autismo.

Ma il caso dei quattro bambini ha riaperto la questione. L’accusa sostiene che le informazioni relative ai rischi collegati al Depakine non siano mai state adeguatamente comunicate e che di conseguenza molte migliaia di bambini siano nati con problemi fisici o psichici, anche gravi, perché le loro mamme avevano assunto tranquillamente il farmaco durante i nove mesi di gravidanza.

Lo studio del 2017

Già nel 2017 era emerso che il farmaco anti-epilessia avrebbe provocato malformazioni ai neonati di donne che lo avevano assunto in gravidanza.

Secondo un rapporto uscito allora e redatto dall’Agenzia nazionale francese per la sicurezza del farmaco (Ansm) e dall’amministrazione nazionale di previdenza, le donne alle quali era stato somministrato il medicinale a base di sodio valproato avevano registrato un’incidenza quattro volte superiore delle nascite con malformazioni congenite. I bambini nati con problemi sarebbero almeno 3mila, un numero definito “altissimo” dal direttore scientifico dell’Ansm e co-autore del rapporto Mahmoud Zureik.

Sanofi, dal canto suo, si difende dichiarando a chiare lettere che combatterà l’azione legale in ogni fase perché ha rispettato il dovere di informare. Non è chiaro, al momento, se l’indagine porterà a un processo.

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