Fbi dà la caccia ad Ignatova, regina delle criptovalute: maxi taglia

Nazionalità bulgara, 42 anni e una passione sfrenata per il lusso: soprannominata la “Cryptoqueen”, oggi è tra i 10 criminali più ricercati dall’intelligence

Mentre gli apparati di intelligence di mezza Europa – supportati dalle sanzioni sempre più pesanti volute da Stati Uniti e Unione europea – danno la caccia ai beni dei magnati russi sparsi un po’ ovunque, c’è una donna che da quasi 5 anni si aggira per il continente (o forse altrove) nel tentativo di sfuggire ad un mandato di cattura internazionale pendente sulla sua testa.

Potrebbe essere l’incipit di un racconto poliziesco firmato da Gianrico Carofiglio o una nuova puntata dei Bastardi di Pizzofalcone, invece si tratta di una delle vicende che da anni tiene banco nei reparti investigativi nazionali e comunitari. La protagonista si chiama Ruja Ignatova, possiede la nazionalità bulgara e per lei si sono mobilitati diversi organi di informazione di caratura mondiale – dalla Bbc inglese alla Bild tedesca – che nel corso degli anni le hanno dedicato inchieste e reportage.

Ruja Ignatova, la “Cryptoqueen” che ha ingannato il mondo per poi sparire nel nulla

Il suo nome è tornato a far discutere negli ultimi giorni per una notizia che la rende parte di un ristretto club di latitanti internazionali considerati particolarmente “sotto osservazione”: l’Fbi ha infatti inserito le sue generalità nel database dei dieci criminali più ricercati del pianeta. Contestualmente a questo passaggio è stata inserita anche una maxi taglia riservata a chiunque sia in grado di individuarla: in ballo c’è un premio di 100 mila dollari e i servizi segreti americani hanno fatto sapere che ritengono di poterla catturare ben presto grazie anche alla collaborazione di diversi individui presenti in Europa che hanno riferito di conoscerla e di poter fornire informazioni sui suoi ultimi spostamenti.

Ma chi è veramente Ruja Ignatova e quali crimi ha commesso per guadagnarsi un trattamento tanto speciale?

Passata alla storia come la “Cryptoqueen“, 42 anni e una passionata sfrenata per il lusso, in realtà Ruja Ignatova nulla è se non una volgare truffatrice che nel 2014 è riuscita a raccogliere ben 4 miliardi di dollari emettendo OneCoin, ossia una finta criptovaluta mai registrata sulla blockchain (per chi non è pratico del settore, si tratta del requisito essenziale per la certificazione di qualunque moneta digitale).

OneCoin, la finta criptovaluta che ha proiettato Ruja Ignatova nel mondo del lusso

OneCoin ha avuto un successo strabiliante durante i suoi primi anni di utilizzo e il segreto sta solamente in un semplice passaparola: quando il nome del prodotto e quello della sua artefice hanno iniziato a circolare negli ambienti della finanza, in breve tempo la finta criptovaluta è diventata uno degli investimenti più gettonati e ricercati del momento.

Ma c’è anche un altro fattore che ha permesso a Ruja Ignatova di raggiungere un clamoroso successo con la sua nuova moneta digitale: la capacità di coinvolgimento di coloro che riusciva a trascinare in questo business. Le sue “vittime” non solo venivano portate ad investire in maniera sempre più cospicua, ma venivano messi nelle condizioni di divenire veri e propri agenti a cui era affidato il compito di vendere altre criptovalute ai conoscenti.

Ma, come si diceva, la truffatrice bulgara ha sempre adorato anche le esibizioni esagerate di ricchezza: fastose feste di compleanno a Londra, giri nelle capitali europee trascinando decine di pacchi acquistati nelle boutique degli stilisti più famosi, fino all’acquisto di un lussuoso appartamento nel quartiere londinese di Kensington pagato ben 13,5 milioni di sterline. Oggi tutto questo non c’è più ma la “Cryptoqueen“, entrata ufficialmente tra i dieci profili più pericolosi in circolazione, torna comunque a riempire le pagine dei tabloid di tutto il mondo.