Scoppia il caso Report sulle discoteche in Sardegna: tra Solinas e Conte, chi c’è dietro?

Report ha ricostruito le pressioni e i condizionamenti che hanno agito nell'ombra, inducendo la politica a correre rischi molto elevati nella gestione dei contagi

Sardegna, anche quest’anno, sinonimo di estate e divertimento. Ma a quale prezzo? E sotto le pressioni di chi? Ad agosto la Regione amministrata da Christian Solinas, in quota centrodestra, è stata al centro di un ampio dibattito politico dopo che il governatore aveva chiuso e poi riaperto le discoteche in seguito a un’impennata di contagi provenienti dai locali notturni.

Ora, in una puntata andata in onda lunedì 9 novembre dal titolo “Balla co me” (la potete vedere integralmente qui), Report ricostruisce le pressioni e i condizionamenti che hanno agito nell’ombra, inducendo la politica a correre rischi molto elevati nella gestione dei contagi.

Le rivelazioni di Cocciu (FI)

Angelo Cocciu, capogruppo di Forza Italia nel Consiglio regionale, a Report spiega i retroscena dell’ordinanza che ha lasciato aperte le discoteche sull’isola fino al 16 agosto, dieci giorni dopo la decisione di chiuderle del Governo.

Il Dpcm che chiudeva le discoteche viene emanato dal premier Conte il 7 agosto, ma lasciava libere le Regioni di agire diversamente. La sera dell’11 Solinas adotta un’ordinanza che le tiene aperte, fino al 31 agosto, per poi revocarla subito dopo Ferragosto, il 16.

“Mi sono arrivate tante telefonate, gestori che ci chiedevano di tirare qualche giorno in più. Billionaire e Phi Beach avevano per esempio contratti stratosferici con dj importanti. In particolare il Phi beach aveva Sven Vath (dj tra i più quotati, ndr) l’11 o il 12″ svela Cocciu. In una seduta del Consiglio regionale dell’11 agosto, Cocciu aveva detto che “ci sono attività che hanno anche 200 dipendenti e locali che hanno investito molto”.

“Si trattava di lasciare aperte le discoteche solo qualche giorno in più, fino a Ferragosto: lo sapevamo che i contagi stavano salendo, abbiamo rischiato”. Non volevano tenerle aperte fino al 31 agosto, “così avremmo ammazzato la Sardegna”: era “solo” questione di uno o due giorni.

“Avete preferito il Billionaire alla nostra salute”, si legge in uno striscione sulla sede della presidenza della Regione. Mentre il noto virologo Crisanti chiedeva di chiuderle immediatamente, la movida ballava sulle spiagge, senza più pensare al rischio contagio.

Sardegna da Covid-free a focolaio, perché?

Da Regione Covid-free nella prima ondata di Coronavirus, la Sardegna diventa il focolaio estivo più acceso d’Italia. Tra i vip che si contagiano sull’isola, prima lo stesso Briatore e poi Silvio Berlusconi.

Intanto, il deputato e coordinatore di Forza Italia in Sardegna, Ugo Cappellacci, prende le distanze da Cocciu, definendo le sue dichiarazione “del tutto a titolo personale e non rispondenti al procedimento seguito”.

“Il percorso politico-amministrativo seguito alle ordinanze è sempre stato accompagnato dai pareri del Comitato tecnico scientifico, mai dalla valutazione di interessi contrapposti e tantomeno dalla preferenza per quello economico di terzi rispetto al diritto alla salute dei cittadini”.

“È stato umiliante e deprimente da sardo constatare quanto il presidente Solinas, la sua giunta e i suoi fedeli consiglieri di maggioranza, abbiano subito e ceduto alle pressioni dei predatori continentali mettendo in secondo piano la salute dei loro conterranei” commenta il vicesindaco di Assemini Gianluca Mandas.

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