Recovery, ecco il Pnrr di Draghi: il discorso e il testo definitivo in pdf

Il totale degli investimenti previsti è di 248 miliardi di euro. Le riforme sono organizzate in 6 Missioni

“Sbaglieremmo tutti a pensare che il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, pur nella sua storica importanza, sia solo un insieme di progetti tanto necessari quanto ambiziosi, di numeri, obiettivi, scadenze”. Va letto in un altro modo, il Pnrr.

“Metteteci dentro le vite degli italiani, le nostre ma soprattutto quelle dei giovani, delle donne, dei cittadini che verranno. Le attese di chi più ha sofferto gli effetti devastanti della pandemia. Le aspirazioni delle famiglie preoccupate per l’educazione e il futuro dei propri figli. Le giuste rivendicazioni di chi un lavoro non ce l’ha o lo ha perso. Le preoccupazioni di chi ha dovuto chiudere la propria attività per permettere a noi tutti di frenare il contagio L’ansia dei territori svantaggiati di affrancarsi da disagi e povertà. La consapevolezza di ogni comunità che l’ambiente va tutelato e rispettato. Ma, nell’insieme dei programmi che oggi presento alla vostra attenzione, c’è anche e soprattutto il destino del Paese”.

È un incipit caldo, empatico quello del premier Mario Draghi nel suo discorso di presentazione. Toni a cui siamo poco abituati con l’ex numero uno della Bce, a suo agio negli ambienti formali della finanza e apparentemente meno, fino ad oggi, e a differenza del suo predecessore Conte, nella comunicazione emozionale con gli italiani. E invece il discorso di presentazione del Pnrr è stato ricco di enfasi.

Il piano di rilancio dell’Italia non è solo una questione di reddito, lavoro, benessere. Ma anche “di valori civili, di sentimenti della nostra comunità nazionale che nessun numero, nessuna tabella potranno mai rappresentare” dice il premier.

La situazione in Italia

Quasi 120mila morti per Covid, il Pil nel 2020 crollato dell’8,9%, l’occupazione scesa del 2,8%, e le ore lavorate precipitate all’11%. I giovani e le donne hanno sofferto un calo di occupazione molto superiore alla media, soprattutto nella fascia d’età 15-24 anni.

Tra il 2005 e il 2019, il numero di persone sotto la soglia di povertà assoluta è salito dal 3,3 al 7,7%, per poi aumentare a poco meno del 10% nel 2020. Ancora una volta ad essere particolarmente colpiti sono stati donne e giovani e ancora una volta soprattutto nel Mezzogiorno.

Il Piano si inserisce all’interno del programma Next Generation EU, il pacchetto da 750 miliardi di euro concordato dall’Unione Europea in risposta alla crisi pandemica.

Il Piano italiano prevede investimenti pari a 191,5 miliardi di euro, finanziati attraverso il Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza, lo strumento chiave del Next Generation. Ulteriori 30,6 miliardi sono parte di un Fondo complementare, finanziato attraverso lo scostamento pluriennale di bilancio approvato nel Consiglio dei ministri del 15 aprile.

Il totale degli investimenti previsti è pertanto di 222,1 miliardi di euro. Nel complesso ci saranno 248 miliardi di euro. Cui si aggiungono altri 13 miliardi resi disponibili dal programma REACT-EU per gli anni 2021-2023. 

>>> Scarica qui il PNRR-Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza <<<

I 3 obiettivi del Pnrr di Draghi

L’impatto complessivo del Pnrr sul Pil nazionale fino al 2026 è stimato in circa 16 punti percentuali. Per il Sud, l’impatto previsto è di circa 24 punti percentuali.

Il Piano che Draghi con la sua squadra ha messo a punto ha tre obiettivi principali:

  • il primo è riparare rapidamente i danni economici e sociali della crisi pandemica.
  • guardando invece a un arco temporale più lungo, il Piano affronta alcune debolezze che affliggono l’economia e la società italiane da decenni: divari territoriali, disparità di genere, debole crescita della produttività e basso investimento in capitale umano e fisico.
  • infine, le risorse del Piano vogliono contribuire a dare impulso a una compiuta transizione ecologica.

Pnrr: donne, giovani, Mezzogiorno

Il Piano include inoltre un corposo pacchetto di riforme, che toccano, tra gli altri, gli ambiti della Pubblica amministrazione, della giustizia, della semplificazione normativa e della concorrenza. Un “intervento epocale” l’ha definito Draghi, che ha come principali beneficiari le donne, i giovani e il Mezzogiorno.

I giovani beneficiano dei progetti nei campi dell’istruzione e della ricerca, del ricambio generazionale nella Pubblica amministrazione, e del rafforzamento del Servizio Civile Universale.

Per i ragazzi e le ragazze, sono stanziati fondi per l’estensione del tempo pieno scolastico e per il potenziamento delle infrastrutture sportive a scuola. Per quanto riguarda le donne, il Piano prevede misure di sostegno all’imprenditoria femminile e investimenti nelle competenze tecnico-scientifiche delle studentesse.

Inoltre, l’ampliamento dell’offerta di asili, il potenziamento della scuola per l’infanzia e il miglioramento dell’assistenza ad anziani e disabili aiuteranno indirettamente le donne, che spesso devono sostenere la maggior parte del carico assistenziale delle famiglie.

Digitalizzazione, transizione ecologica, coesione

Nel complesso, il 27% del Piano è dedicato alla digitalizzazione, il 40% agli investimenti per il contrasto al cambiamento climatico, e più del 10% alla coesione sociale.

Il Governo prevede che nel 2026 il Pil sarà di 3,6 punti percentuali più alto rispetto allo scenario di base. Nell’ultimo triennio dell’orizzonte temporale (2024-2026), l’occupazione sarà più alta di 3,2 punti percentuali.

Il Piano destina 82 miliardi al Mezzogiorno su 206 miliardi ripartibili secondo il criterio del territorio, per una quota dunque del 40%. In particolare, gli investimenti nelle infrastrutture e nella mobilità sostenibile al Sud sono pari 14,5 miliardi, il 53% del totale, e intervengono sull’alta velocità, sul sistema portuale e sulla viabilità nell’Italia interna.

Sono stanziati 8,8 miliardi per interventi di inclusione e coesione, pari al 39% del totale, e 14,6 miliardi per misure nell’istruzione e la ricerca, pari al 46%. Questi includono la creazione di nuovi asili, un incremento delle infrastrutture sociali, e politiche per il lavoro.

Il Piano è articolato in progetti di investimento e riforme. Queste ultime non solo consentono di dare efficacia e rapida attuazione agli stessi investimenti, ma anche di superare le debolezze strutturali che hanno per lungo tempo rallentato la crescita e determinato livelli occupazionali insoddisfacenti, soprattutto per i giovani e le donne.

Le 6 Missioni del Pnrr

Le riforme e gli investimenti sono corredati da obiettivi quantitativi e traguardi intermedi e sono organizzate in 6 Missioni:

  1. digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura
  2. rivoluzione verde e transizione ecologica
  3. infrastruttura per una mobilità sostenibile e interconnessa
  4. istruzione e ricerca
  5. politiche attive del lavoro e della formazione, inclusione sociale e coesione territoriale
  6. salute.

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Recovery, ecco il Pnrr di Draghi: il discorso e il testo definitivo in...