Recovery Plan, il piano Draghi divide il governo: slitta il Cdm, cosa succede ora

All'ordine del giorno un'informativa del ministro dell'Economia Daniele Franco sul Recovery Plan. Ma il Consiglio dei ministri è slittato

Recovery, tutto rinviato. Avrebbe dovuto tenersi ieri, venerdì 23 aprile, poi è stata rinviata a questa mattina alle 10: ma ancora niente da fare per la riunione del Consiglio dei ministri con all’ordine del giorno un’informativa del ministro Daniele Franco sul Recovery Plan. Il Cdm è slittato ancora, “non si sa quando si fa” ha detto un ministro all’Adnkronos.

Recovery, perché il Cdm è slittato

I ministri si sono lamentati di aver trovato pubblicata sui giornali la bozza del Piano prima ancora che venisse inviata ai loro uffici, senza avere il tempo di esaminarla prima del Cdm.

Ma soprattutto, ci sarebbero ancora importanti nodi da sciogliere in seno alla maggioranza. A partire dal Superbonus, che M5S e Forza Italia chiedono di estendere al 2023, ma anche su altri punti strategici, come quello delle pensioni, con Quota 100 in primis, e quello delle liberalizzazioni.

Non solo. Pare che anche la Commissione europea ci voglia vedere più chiaro. Bruxelles vuole infatti schiarirsi le idee rispetto alle riforme che costituiscono l’impianto del Pnrr messo sul tavolo dal premier Draghi e dalla sua squadra. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza beneficia di circa 200 miliardi di fondi europei che dovrebbero andare all’Italia nei prossimi 6 anni per il rilancio dell’economia nella fase post-pandemica.

Molte delle riforme in cantiere sono ancora in via di definizione e l’Europa vuole capirci di più. Lo stesso Draghi avrebbe avuto contatti diretti con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Il testo definitivo del Recovery Plan italiano dovrà comunque arrivare a Bruxelles entro il 30 aprile.

Nodi Superbonus, pensioni e centri commerciali

Sul Superbonus, comunque, a quanto apprende l’Adnkronos, il premier avrebbe rassicurato il M5S sulle coperture necessarie per una proroga fino al 2023, spiegando che queste verranno verificate annualmente a seconda del “tiraggio”, cioè a seconda di quante risorse vengono spese in base ai lavori. Tuttavia, questa posizione è in contrasto con quanto fatto circolare in via informale fino a ieri, e cioè, come QuiFinanza aveva anticipato, niente proroga per il Superbonus edilizio 110%.

Sul versante pensioni, invece, secondo quanto riferito da alcune fonti di governo, la Lega di Salvini sarebbe intenzionata a lasciar correre per il momento la questione Quota 100.

Ma sarebbe invece decisa ad alzare la posta in gioco riguardo alla riapertura nei weekend dei centri commerciali, improvvisamente sparita dal decreto aperture pubblicato in Gazzetta Ufficiale (qui tutte le novità definitive e il pdf ufficiale). Una vera beffa per un settore in ginocchio, dicono gli addetti ai lavori. Una scelta che il presidente di Federdistribuzione Alberto Frausin ha bollato come “inaspettata e senza alcuna spiegazione”.

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