Recovery Fund, sei manager a capo del piano: l’idea di Conte

La struttura pensata dal presidente del Consiglio servirà a guidare la gestione dei fondi del Recovery Fund

Sei manager responsabili degli obiettivi del Recovery plan, anche con poteri sostitutivi rispetto ai soggetti attuatori. L’idea prodotta nell’incontro sul tema tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e i capi delegazione della maggioranza, sarebbe quella di nominare delle figure di gestione e supervisione politica da porre al vertice di una struttura piramidale.

Recovery Fund, sei manager a capo del piano: la struttura

I manager si riunirebbero in una sorta di comitato tecnico esecutore, coadiuvato da una task force di 300 persone, che farebbe comunque capo a Palazzo Chigi. A fare da contraltare a questo organo tecnico ci sarà infatti un organo tutto politico.

Secondo il disegno, la struttura che dovrebbe guidare la realizzazione del Recovery plan sarebbe composta a più livelli dal Comitato interministeriale affari europei, un organo politico composto dal premier Conte, dal ministro dell’Economia Gualtieri, dal ministro dello Sviluppo economico Patuanelli e da un comitato esecutivo formato dai sei manager. In qualità di ministro per gli Affari europei, sarebbe poi Enzo Amendola a curare i rapporti con Bruxelles.

Recovery Fund, sei manager a capo del piano: Italia in ritardo?

La mossa rappresenterebbe un’apertura del presidente del Consiglio Giuseppe Conte alle richieste dei partiti di maggioranza, soprattutto di Pd e Italia Viva, per una gestione più decentrata rispetto al controllo di Palazzo Chigi sui 209 miliardi di euro dal “Nex Generation Ue” previsti nei prossimi anni per l’Italia, il piano europeo per affrontare la crisi economica provocata dalla pandemia da Covid-19.

“Next Generation EU è una possibilità per l’Italia di reinventarsi”, ha detto Ursula von der Leyen, la presidente della Commissione europea, in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico 2020-2021 dell’Università Bocconi.

“Questo è un Paese di innovatori – ha detto la presidente. Nel corso dei secoli siete sempre stati capaci di ripensare le vostre tradizioni, il vostro artigianato, la vostra industria, e persino la vostra cucina. È grazie a questo spirito che oggi l’Italia può vantare la seconda base industriale d’Europa. Grazie a NextGenerationEU l’Italia potrà reinventarsi ancora una volta“.

La preoccupazione a livello europeo, ma anche da voci interne come dimostra il presidente di Confindustria Carlo Bonomi, è che l’Italia arrivi in ritardo o comunque impreparata per la presentazione del Recovery Plan, da consegnare agli inizi di gennaio a Bruxelles per accedere ai fondi destinati alla ripresa dalla crisi Covid-19.

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Recovery Fund, sei manager a capo del piano: l’idea di Conte