Covid, quando finirà la pandemia? Quando avremo zero contagi

Gli esperti prevedono una graduale diminuzione dei contagi anche e soprattutto grazie alla campagna vaccinale, ma gli italiani sono ancora dubbiosi e non fanno programmi per l'estate

Il ministro Massimo Garavaglia, titolare della delega al Turismo, ha invitato gli italiani a prenotare viaggi e soggiorni per l’estate. Al suo appello ha risposto anche il premier Mario Draghi, affermando che se si potesse andare in vacanza “ci andrei volentieri”. Concordando con il membro dell’esecutivo in quota Lega, anche il presidente del Consiglio si è epresso positivamente sulla possibilità che i mesi più caldi coincidano con nuove riaperture e la distensione delle limitazioni anti Covid. Ma tra la popolazione rimangono forti dubbi, e risuona un quesito a cui nessuno sembra aver dato risposta, almeno fino a oggi: “Quando finirà la pandemia di coronavirus?”.

Per capire cosa succederà in futuro, è necessario guardare al passato e a quello che è successo lo scorso anno proprio durante l’estate. Con le dovute differenze nei conteggi e nel tracciamento, considerando che adesso abbiamo molta più capacità sottoporre ai tamponi i casi sospetti e identificare con più velocità i positivi, all’inizio della bella stagione abbiamo visto la curva toccare il minimo storico. Il 23 giugno 2020 sono stati registrati infatti solo 122 nuovi contagi da Covid in 24 ore.

Covid, quando finirà la pandemia: il vaccino come arma contro il virus

La situazione, dicevamo, è oggi molto diversa. Nonostante la diffusione delle varianti del coronavirus, che lo hanno reso più infettivo e hanno accelerato l’andamento delle curve, abbiamo dalla nostra parte strumenti molto più avanzati per la lotta al virus. In particolare il vaccino.

È parere comune tra i virologi che dopo aver toccato il punto più basso dei contagi, verso fine luglio o inizio agosto, l’Italia potrà tirare un sospiro di sollievo grazie ai numeri della campagna vaccinale. Nei mesi più caldi si prevede infatti che la maggior parte della popolazione avrà ricevuto la somministrazione dei sieri anti Covid.

Covid, quando finirà la pandemia: la previsione per l’estate di La Vecchia

A spiegarlo, tra gli altri, è anche il professor Carlo La Vecchia, docente di Statistica medica ed Epidemiologia dell’Università degli Studi di Milano. L’esperto prevede che nei prossimi tre mesi avremo ancora tra le 12 mila e le 15 mila vittime per cause legate a Covid-19. Ma all’inizio di giugno i casi giornalieri di contagio dovrebbero scendere a picco, con numeri vicini allo zero, con una flessione anche per i decessi, che si dovrebbero scendere sotto i 100.

Grazie al vaccino anti Covid dovremmo già notare un’inflessione dei decessi, che alla fine saranno il 30% o il 40% in meno rispetto allo scorso anno. Il picco di vittime giornaliere dovrebbe arrivare intorno a inizio aprile, per poi scemare nei due mesi successivi.

Si tratterà dunque della fine della pandemia? Non proprio. Il ricercatore italiano ha chiarito che questo virus non se ne andrà: “Dobbiamo conviverci“. Ma il prossimo inverno sarà migliore di quello passato. Nonostante altri ritardi sui vaccini, che è facile ipotizzare considerando la difficoltà di produzione dei preparati biologici rispetto ai farmaci chimici, arriveranno più sieri e più copertura immunitaria per la popolazione. Ad esempio il Regno Unito e gli Stati Uniti, che hanno iniziato prima la vaccinazione di massa, dovrebbero uscire dalla crisi tra i due e i tre mesi prima dell’Italia.

Covid, è prevista una “estate serena” secondo Brusaferro e Rezza

Nonostante la fase ancora acuta dei contagi, anche altri virologi italiani condividono l’ottimismo del professor La Vecchia. Come Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, che ha parlato della speranza di adottare “misure di rilassamento” per recuperare maggiori “spazi di libertà” in estate, grazie al combinato effetto dei vaccini e della bella stagione. Mantenendo oggi le limitazioni anti Covid e investendo sempre di più sulle vaccinazioni, ha spiegato, “possiamo guardare con fiducia” ai mesi più caldi.

Ottimismo condiviso anche dal collega Gianni Rezza, direttore dell’Iss, che ha sottolineato che rafforzando la campagna vaccinale e continuando con le misure attuali, si potrà arrivare a “proficui miglioramenti” per trascorre una “estate serena”. Anche se, ha sottolineato l’esperto, “non elimineremo il virus”.

Covid, è prevista una “estate serena”: i dubbi degli italiani

Il picco nazionale della terza ondata sembra ormai superato, ma si contano ancora molti positivi in tutta Italia. Ufficialmente sono circa mezzo milione, ma al dato bisogna aggiungere i tanti asintomatici e paucisintomatici non registrati dal sistema. L’infezione è dunque ancora molto diffusa, e proprio adesso è necessario non abbassare la guardia e continuare a seguire con rigore le misure anti Covid e le regole che abbiamo introdotto nel nostro quotidiano, dall’uso della mascherina al rispetto del distanziamento sociale, fino al lavaggio frequente delle mani.

Nonostante le belle notizie e i proclami del mondo della politica e della scienza, tra gli italiani aleggia ancora lo spettro della paura. Lo spiega l’indice di fiducia dei viaggiatori italiani, calcolato mensilmente da Swg per conto di Confturismo e Confcommercio. Ben 20 milioni di italiani quest’anno non progettano spostamenti per l’incertezza sulla possibilità di sottoporsi al vaccino anti Covid, mentre 5 milioni hanno rinunciato a fare programmi per il timore di un nuovo lockdown. A marzo l’indice di fiducia è salito a 53 punti. Si tratta di ben 9 punti sotto l’ultimo valore registrato prima della pandemia, quello di marzo 2019. Ma che attesta un ritorno della voglia di tornare viaggiare già dalla prossima estate.

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