Quale futuro per Di Maio? Cosa farà ora l’ex ministro

L'ex ministro degli Esteri ha perso il posto in Parlamento e ora dovrà reinventarsi nella speranza futura di poter tornare nel mondo politico

Le elezioni dello scorso 25 settembre che hanno premiato il centrodestra e permesso a Giorgia Meloni di diventare la prima presidente del Consiglio donna d’Italia hanno, dall’altro lato, segnato la fine della carriera in Parlamento di Luigi Di Maio. L’ex ministro degli Esteri, infatti, lascia sia la Farnesina che il suo posto a Montecitorio dove non è stato rieletto. La tornata ai seggi si è infatti presentata come deludente per l’ex 5s con il suo partito Impegno Civico che, subito dopo il risultato amaro, è diventato passato per lui.

La cocente sconfitta, infatti, ha portato Di Maio alle dimissioni come segretario nazionale del partito e ora, senza incarichi nel Governo e soprattutto senza un posto nel Parlamento, in tanti si chiedono quale futuro attenderà l’ex ministro.

Di Maio, quale futuro?

Una volta presi in mano i risultati delle elezioni ed essersi reso conto della mancata elezione in Parlamento, pian piano tutte le certezze degli ultimi anni sono venute meno a Luigi Di Maio, che ha cercato un modo per reinventarsi in una politica che sembra avergli mandato un chiaro messaggio: non c’è più posto. La delusione, come detto, è stata talmente tanta da aver portato l’ex ministro a cancellarsi prima dai social e poi, a poche ore dal passaggio di consegne alla Farnesina con Tajani, di salutare anche il partito. Quello 0,6% ottenuto, infatti, è stato un dolore difficile da superare e oggi Di Maio sembra volersi allontanare dalla politica per dimenticare e, forse, essere dimenticato prima di un possibile ritorno.

Come riferito dal Corriere della Sera sono dunque diverse le ipotesi di nuovo impiego per l’ex vicepresidente del Consiglio del governo Conte I. C’è chi ipotizza che nel tentativo di tagliare i ponti con tutti e sperare di pensare ad altro Di Maio sia pronto a gettarsi nella carriera da consulente. Si parla dell’idea di mettere in piedi una società di consulenza o di lavorare con Bain & Co., ma lui che è ormai lontano dai social e si fa vedere poco vicino ai media non smentisce e neanche conferma. C’è anche l’ipotesi di un’offerta da un fondo di investimento arabo, come già successo a Renzi, dopo che negli ultimi mesi ha ottenuto finanziamenti e donazioni per 300.000 euro da Consap, Alfredo Romeo, Marco Rotelli, l’università telematica Niccolò Cusano, Stigc pressure tanks e Energas Spa (qui vi abbiamo parlato di Di Maio e le accuse di “contrabbando” di vaccini).

Di Maio dimentica la politica

Quel che è certo, almeno per il momento, è che la carriera politica di Luigi Di Maio si sia fermata bruscamente. Definito da molti enfant prodige della classe politica degli ultimi anni, alcune mosse errate, infatti, hanno fatto chiudere le porte del Parlamento al 36enne di Avellino che dovrà trovare un modo per reinventarsi. Il primo tempo, però, si è appena concluso e la strada di un possibile ritorno nella politica non è del tutto da escludere (qui vi abbiamo parlato degli esclusi eccellenti dopo le elezioni).

Nei suoi quasi 10 anni in Parlamento, infatti, si è sempre fatto trovare pronto e ricettivo a qualsiasi opportunità, diventando prima vicepresidente della Camera nel 2013 – il più giovane della storia dell’Italia unita- ed è via via diventato il volto di spicco della politica grillina. Il Movimento 5 Stelle è diventata la sua casa e la sua “rovina”, con l’elezione a capo politico, ministro dello Sviluppo economico, del lavoro e delle politiche sociali nonché vicepresidente del Consiglio dal 2018 al 2019. Ministro degli Esteri dell’ultimo governo “tandem” Conte-Draghi, con la caduta dell’esecutivo dell’ex BCE ha salutato poltrona e partito, il cui addio ha coinciso anche con quello dalla vita politica.