Dal Qatargate al Maroc-Leaks: si amplia lo scandalo nell’Ue

Dal Qatargate al Maroc-Leaks, lo scandalo all'interno dell'Ue si amplia sempre più e la figura di Panzeri è sempre più discussa a Bruxelles

Gli occhi di tutto il mondo sono sempre puntati su Bruxelles dove da giorni il Parlamento Europeo è stato coinvolto in uno scandalo internazionale di corruzione e riciclaggio che sembra non avere eguali. Il cosiddetto Qatargate, infatti, tiene banco tra gli scranni dell’europarlamento che ha visto diversi deputati finire in manette e perdere il proprio posto dopo le pesanti accuse.

Tra questi c’è anche Antonio Panzeri, ex deputato di Partito Democratico e Art. 1, che è stato arrestato insieme alla moglie e alla figlia e sul quale sembrerebbe orbitare un filone d’indagine che andrebbe ben oltre lo scandalo che proviene dal Qatar.

Non solo Qatargate, ecco il Maroc-Leaks

Nelle indagini che hanno portato a sgominare quella che sembrerebbe essere una folta organizzazione che avrebbe preso le parti del Qatar nelle discussione nel Parlamento Europeo dopo aver intascato ingenti quantità di denaro, infatti, si sarebbe scoperto un altro piano dettagliato alla cui guida ci sarebbe proprio Panzeri. Si tratta dei cosiddetti Maroc-Leaks, dei documenti che svelano le manovre di lobbying portate avanti in tutto il mondo da Rabat e soprattutto nell’Ue.

I documenti, riversati in rete già anni fa da un anonimo mai identificato noto come “Chris Coleman”, avrebbero dimostrato come il Marocco avesse un piano di lobbying per influenzare le scelte delle più alte istituzioni comunitarie sul dossier del Sahara occidentale, ma anche per promuovere gli interessi di Rabat all’interno dell’Eurocamera. Un piano che, per gli investigatori, vedrebbe Panzeri alla guida tanto da giustificare la sua conferma a Bruxelles nel 2019 nonostante il suo mandato fosse finito (qui vi abbiamo parlato di tutti gli affari del Qatar in Italia, dagli hotel agli ospedali).

I piani del Marocco per l’Ue

Secondo quanto ricostruito da Il Fatto Quotidiano, un primo piano d’intervento marocchino sul Parlamento Europeo era stato redatto nel 2013 in cui si prevedeva una “coalizione” parlamentare marocchina-europea che potesse “operare come rete di pressione composta da deputati europei, eurodeputati, deputati e consiglieri marocchini, al fine di difendere gli interessi supremi del Regno”.

Nel piano, si legge, l’obiettivo era quello di creare una vera e propria agenzia di lobbying per contribuire a rafforzare l’influenza del Marocco all’interno delle istituzioni dell’Ue come, per esempio, il Parlamento Europeo.

Il documento è del 4 gennaio 2013, ma le indagini del Belgio che hanno portato all’odierno scandalo di corruzione e riciclaggio proveniente dal Qatar è cominciano nel 2019. Panzeri è citato più volte nei cablogrammi, ma tra i nomi c’è anche quello di Francesco Giorgi, il suo ex assistente parlamentare finito agli arresti con la compagna Eva Kaili (ex vicepresidente dell’Europarlamento), che ha dei recente confessato le sue colpe e il suo ruolo all’interno dell’organizzazione che si è lasciata corrompere all’interno del Parlamento Europeo (qui ve ne abbiamo parlato nel dettaglio).

Quel che è certo, a poche settimane dallo scoppio dello scandalo, è che giorno dopo giorno le novità e i retroscena non mancheranno e i capi d’accusa per Panzeri e gli altri indagati sul Qatargate (qui vi abbiamo parlato degli italiani coinvolti nello scandalo) potrebbero aggravarsi ogni giorno sempre più.