Putin sta cercando di corrompere le famiglie, in cambio dei loro figli

Putin pagherà 10 mila rubli alle famiglie dell'Ucraina occupata se queste accetteranno l'educazione russa per i figli: è solo propaganda o c'è altro sotto?

Putin pagherà 10 mila rubli alle famiglie dell’Ucraina occupata se queste accetteranno di mandare i propri figli nelle scuole controllate dalla Russia, dove verrà impartita loro un’educazione controllata e approvata dal Cremlino. Circa 167 euro per l’indottrinamento dei più giovani: ma è solo propaganda o c’è altro sotto? Forse non è un caso che questa iniziativa abbia fatto seguito al decreto russo che punta a espandere l’esercito di Mosca.

Aiuti alle famiglie in cambio dei loro figli: il piano di Putin

Il Cremlino ha annunciato mercoledì 24 agosto che avrebbe riconosciuto un pagamento una tantum di 10.000 rubli ai genitori di bambini di età compresa tra i 6 ei 18 anni residenti a Donetsk e Luhansk, Zaporizhzhia, Kharkiv e Kherson – territori ucraini occupati dall’esercito russo – a seguito dell’iscrizione dei piccoli in una delle scuole controllate dalla Russia entro il 15 settembre. L’importo, come accennato già sopra, equivale a circa 167 euro, poco meno di metà dello stipendio medio mensile in quelle zone (secondo una stima del 2021 pubblicato dal sito web Statista). L’economia in tempo di guerra e l’inflazione globale hanno però fatto salire il costo della vita (qui come sono cambiati i prezzi a causa della guerra), quindi la cifra potrebbe di fatto sollevare e migliorare – anche se temporaneamente – la situazione di molte famiglie in quelle zone.

L’annuncio del Cremlino probabilmente è solo il primo atto volto a mettere in pratica la strategia di Putin, che sta tentando di rimodellare il sistema educativo nelle aree dell’Ucraina che controlla per diffondere una visione del mondo incentrata sulla Russia. In pratica, l’obiettivo è l’indottrinamento delle nuove generazioni (qui infatti vi avevamo parlato di come sta cercando di reprimere ogni forma di dissenso).

Ovviamente, quella che è stata promossa come un’iniziativa a cui aderire su base volontaria, nella realtà ha assunto le sembianze di un vero e proprio reclutamento forzato di ragazzi e ragazze portati nelle scuole russe spesso sotto ricatto, come riporta Business Insider, con tanto di minacce e multe inflitte ai genitori e intimidazioni nei confronti degli insegnanti ucraini.

Putin, il fallimento della guerra lampo e i tentativi di propaganda

Non è questa la prima e unica iniziativa con cui il presidente Vladimir Putin ha cercato di coinvolgere le famiglie nella sua campagna di propaganda russa. Dopo il fallimento della guerra lampo (come sappiamo infatti l’invasione dell’Ucraina, secondo i piani di Mosca, avrebbe dovuto concludersi in dieci giorni), lo zar sembra intenzionato a provarle tutte. Tanto che gli esperti di politica internazionale parlano di “tentativi disperati” per portare in auge la potenza russa.

La scorsa settimana, per esempio, lo stesso Putin ha offerto denaro alle donne con 10 o più figli. Nello specifico, stando a quanto riportato nel decreto firmato lunedì 22 agosto, alle “madri qualificate” verrà destinato un pagamento di 1 milione di rubli (circa 16 mila euro) al compimento di un anno di vita del decimo figlio. Secondo i portavoce del Cremlino, i sussidi hanno lo scopo di contrastare la crisi demografica del paese conseguente al calo delle nascite in Russia e alle perdite militari in Ucraina.

Con un decreto firmato giovedì 25 agosto, poi, Putin ha fatto sapere che la sua intenzione è quella di aumentare le forze armate nel paese, proprio a sei mesi esatti dallo scoppio del conflitto, Mosca aumenterà il numero del personale di combattimento di circa il 10%. Ciò porterà il conteggio totale dei militari a 2,04 milioni, o almeno questo è l’obiettivo.

Non a caso, questa strategia è stata messa in atto dopo che la Russia ha segnalato un picco di casi giornalieri di coronavirus da marzo di quest’anno, mentre i morti per la guerra hanno quasi toccato la soglia dei 50.000 (anche se l’esercito russo nega queste cifre) e il capo della difesa russa ha riconosciuto che la campagna militare in Ucraina è in fase di stallo.