Putin minaccia Europa e Usa dopo l’ennesima debacle in Ucraina

Le difficoltà militari e l’affondamento dell’incrociatore Moskva avrebbero spinto il presidente russo Zar ad ammonire l’Occidente sul futuro della guerra

Dopo giornate di bombardamenti e terrore in occasione della Pasqua – con immagini e scene che hanno ricordato i terribili massacri di civili a Bucha – ora l’armata russa sembra non accontentarsi più della conquista del Donbass. L’alta amministrazione militare russa vuole il Sud e potrebbe cercare di conquistare una fascia di territorio più ampia, che comprenda il fronte fino alla città di Odessa.

A dirlo è il Financial Times che, sulla base delle conversazioni avute da tre fonti con il presidente russo, scrive come Vladimir Putin abbia perso interesse negli sforzi diplomatici per arrivare ad un accordo di pace con Kiev. “Mira solo a ottenere quanti più territori possibile“, si legge sul quotidiano britannico.

Putin non vuole la pace? I piano del capo del Cremlino

Un cambio di passo che, se confermato, getta ombre scure sulla stabilità e sulla pace. Secondo quanto dichiarato a diversi organi di stampa europei da Dmitrij Suslov (direttore del Centro di studi europei e internazionali di Mosca e tra gli uomini più vicini al capo del Cremlino), il mese scorso Vladimir Putin era ancora interessato a un accordo di pace. Poi il dietrofront, inaspettato per la brutalità e le tempistiche ma non del tutto escluso già in passato: sono in molti a pensare che Mosca non voglia davvero concludere il conflitto armato.

Secondo lo Zar i negoziati sono arrivati ad un vicolo cieco perché — ed è una delle stesse fonti citate dal FT a dirlo — “crede sinceramente alle sciocchezze che ascolta alla tv russa e vuole una grande vittoria già a maggio“. Sembra dunque aver prevalso la linea dei falchi, ossia di quei consiglieri più intransigenti che sanno di rischiare molto (non solo il posto di lavoro) viste le estreme difficoltà riscontrate dalle truppe russe nell’avanzamento verso ovest dopo l’invasione del 24 febbraio scorso.

Il fallimento delle trattative e il messaggio rivolto all’Occidente

Nemmeno l’intervento di diversi intermediari sta funzionando. Finora ci hanno provato a più riprese il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, il presidente del Consiglio europeo Charles Michel e anche l’oligarca russo Roman Abramovich: tutti e 3 hanno tentato di convincere il capo di Stato russo a incontrare l’omologo ucraino Volodymyr Zelensky, ma i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Vladimir Putin vuole evitare il colloquio con il leader ucraino perché “esige che tutto sia deciso prima che questo incontro avvenga di persona”. Inoltre – sempre secondo una delle fonti intercettate dal tabloid britannico – il presidente russo vorrebbe terminare quella che lui chiama come “operazione militare speciale” facendo sembrare al mondo intero che gli sforzi degli Stati Uniti e dei membri dell’Unione europea siano stati vani e che lo stop ai combattimenti sia solo una conseguenza di una sua scelta personale.

Infatti ad irrigidire la posizione del capo del Cremlino – oltre alle accuse di crimini di guerra – sarebbe stato l’affondamento dell’incrociatore Moskva, di cui Kiev rivendica la responsabilità. Un passaggio bellico che lui avrebbe vissuto come una vera e propria umiliazione e che vuole cancellare mostrando di aver deciso sempre in prima persona il futuro della guerra.