Putin e i conti nei paradisi fiscali: ecco il “tesoro” che nasconde

Le indagini sui fondi neri del presidente russo per finanziare la guerra che sarebbero nascosti nelle Isole Cayman

Il presidente russo Vladimir Putin avrebbe nascosto miliardi di dollari nelle Isole Cayman in previsione di finanziare la guerra in corso contro l’Ucraina. La congettura è stata formulata da due ricercatori del Council on Foreign Relations di New York, Steil e Benjamin Della Rocca, che hanno esaminato delle operazioni su consistenti fondi occulti, riconducibili al capo del Cremlino, prima dell’aggressione al Paese vicino.

Conti segreti di Putin nei paradisi fiscali: le ricostruzioni

I due analisti del think tank americano hanno infatti ricostruiscono in un articolo il trasferimento di circa 80 miliardi di dollari in titoli del Tesoro americani depositati da misteriose entità alle Isole Cayman e sulla piattaforma Euroclear in Belgio. I movimenti finiti sotto la lente del Council on Foreign Relations sarebbero due: uno verso metà del 2018 e un secondo nel dicembre 2021, mentre Putin si preparava a fare scattare l’offensiva in Ucraina (qui abbiamo parlato del mistero del mega yacht di Putin).

I primi sospetti sarebbero sorti quattro anni fa di fronte a una presunta vendita da parte della Russia di 81 miliardi di dollari sotto forma di titoli del Tesoro Usa (Treasury) sui 96 miliardi in possesso del Cremlino.

Un’operazione che ha suscitato perplessità tra gli osservatori internazionali dato che sarebbe insolito per un Paese sbarazzarsi quasi totalmente delle riserve nella principale valuta del commercio internazionale, qual è il dollaro.

In quell’occasione inoltre nei conti della banca centrale di Mosca sarebbe stata registrata una vendita inferiore per soli 43 miliardi di dollari, con i rimanenti 38 miliardi spariti ingiustificatamente nel nulla.

È a quel punto che Steil e Benjamin Della Rocca, risalendo nello storico dei movimenti, avrebbero notato un improvviso aumento di depositi in Treasury nel paradiso fiscale delle Cayman per 20 miliardi e un altro per 25 miliardi in Belgio, dove ha sede la banca depositaria internazionale Euroclear.

Su entrambe le operazioni, le informazioni sull’identità dei titolari di questi imponenti depositi in Treasury americani rimangono nascosti per via della protezione della riservatezza garantita dalle entità depositarie.

Secondo le ipotesi, questo enorme ammontare di denaro in valuta statunitense sarebbe utilizzato da Mosca per finanziare il conflitto nonostante le sanzioni inflitte dai Pesi dell’Occidente per bloccare tutte le risorse nella disponibilità del Cremlino. E in questo finanziamento occulto, per i ricercatori, a giocare un ruolo ci sarebbe anche la Cina.

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Conti segreti di Putin nei paradisi fiscali: quanto nasconderebbe

Nella loro analisi Steil e Benjamin Della Rocca evidenziano come i conti non tracciabili della banca Euroclear vengano spesso sfruttati dalla Cina per influenzare il valore dello yuan con interventi sul mercato dei cambi.

Ed è proprio su questi depositi belgi che qualche mese prima dello scoppio della guerra in Ucraina, nel dicembre del 2021, si registra un trasferimento sempre sotto forma di Treasury Usa di ulteriori 47 miliardi di dollari.

Sempre alla fine dello scorso anno arriva però viene rilevato da parte della banca centrale di Mosca un incremento intorno alle stesse cifre di propri depositi “detenuti presso altre banche centrali nazionali”.

Fondi che secondo la ricostruzione degli analisti potrebbe essere stati depositati in yuan cinesi alla banca centrale di Pechino, la quale avrebbe a sua volta acquistato Treasury americani aprendo un conto non tracciabile presso Euroclear, fornendo così ai russi la possibilità di accedere ai depositi in dollari aggirando le sanzioni (qui abbiamo parlato delle ultime sanzioni contro la Russia).