Putin azzera i vertici militari e si affida al “generale dei massacri”

Sempre più contrariato dal prolungarsi del conflitto in Ucraina, il capo del Cremlino ha scelto una delle figure più cruente per dare una svolta alla guerra

Sono trascorsi oltre 40 giorni dall’invasione compiuta da Vladimir Putin ai danni del popolo ucraino e alla fine il Cremlino sembra aver deciso di nominare un comandante unico che gestisca quella che è stata definita come l’Operazione militare speciale in Ucraina. Infatti da tempo gli esperti occidentali facevano notare come le varie forze impegnate sui differenti fronti sembrassero non agire in maniera coordinata.

Segno evidente della mancanza di un solo centro di supervisione generale. Ma ora, secondo quanto riportato dalla Bbc nel fine settimana, al generale Aleksandr Dvornikov, ex capo del corpo di spedizione in Siria, sarebbe stata assegnata la guida di tutte le truppe in vista della battaglia che dovrebbe portare Mosca a controllare l’intero Sud-Est dell’Ucraina.

Esercito russo spaesato e mal gestito: già morti sei generali

Le truppe alle quali era stato affidata la conquista di Kiev e quelle schierate nel Donbass o sulla costa del Mare d’Azov “sembravano non agire in maniera univoca“. Questo il commento rilasciato alla Cnn da parte di un alto ufficiale americano che ha preferito rimanere anonimo. “Uno dei princìpi cardine della guerra è l’unità del comando, nel senso che una persona deve avere la responsabilità di tutto – ha aggiunto – deve coordinare gli attacchi, dirigere la logistica, adoperare le forze di riserva e, in base a quello che vede, modificare la strategia“.

Questa situazione ha portato probabilmente molti generali russi a doversi impegnare direttamente quasi in prima linea per tenere sotto controllo l’azione dei diversi reparti. Da qui le fortissime perdite tra gli alti gradi denunciate dagli ucraini che affermano di aver ucciso almeno sei generali russi. E la morte in combattimento di un altissimo ufficiale è un evento che di solito è estremamente raro, secondo quanto spiegato da David Petraeus, ex comandante delle forze statunitensi nonché ex direttore della Cia.

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Chi è il nuovo ufficiale scelto dal Cremlino

Aleksandr Dvornikov, sessant’anni, è attualmente alla guida del Distretto militare del Sud, dopo essere stato a capo delle forze in Siria. In quell’occasione i russi adoperarono la cosiddetta “tecnica Grozny“, vale a dire bombardamenti massicci e indiscriminati per spianare la strada alle forze di terra mandate poi ad occupare i centri cittadini. Quella strategia comportò un ampio uso di bombe a grappolo e di armi termobariche, che provocano un alto numero di morti tra i civili. Si teme che lo stesso metodo stia per essere adottato nelle città tenute dall’esercito di Kiev e dai volontari.

Il generale, che ha studiato alla prestigiosa accademia Frunze di Mosca, è stato insignito del titolo di Eroe della Russia proprio per la sua attività in Siria. In vista di quella che dalla prospettiva di Mosca dovrebbe risultare l’offensiva definitiva, i russi continuano a tentare di fermare i rifornimenti di armi alle forze di Kiev. Un intento confermato anche da Anatolij Antonov, l’ambasciatore russo negli Stati Uniti: “I Paesi occidentali seguitano a inviare aiuti militari all’Ucraina. Sono azioni provocatorie e pericolose che possono portare gli Usa e la
Russia sulla strada del confronto diretto“. Antonov ha detto ancora una volta che i convogli sono considerati “obiettivi militari legittimi“.