Primo maggio, cos’è successo tra Fedez e Salvini

È arrivata subito la replica di Salvini al monologo di Fedez sul palco del concerto del Primo maggio: dopo le parole in difesa delle DDL Zan il botta e risposta si è spostato sui social

Primo maggio di fuoco per Fedez che, dopo aver preannunciato il suo intervento sul palco del concertone sui social, ha decido di prendere parola durante la diretta citando per intero il discorso che – come da lui dichiarato – era stato in parte censurato dalla Rai. Un lungo monologo in difesa del DDL Zan, dove il rapper ha fatto nomi e cognomi di esponenti della Lega e non solo. Immediata, dopo il suo intervento, la risposta di Salvini e della rete ammiraglia.

Il discorso di Fedez sul palco del concerto del Primo maggio

“È la prima volta che mi è successo che mi è stato chiesto di inviare un testo di un mio intervento perché doveva essere messo al vaglio dell’approvazione della politica. Approvazione che purtroppo non c’è stata in prima battuta, o meglio… dai vertici di Rai 3 mi è stato chiesto di omettere nomi, partiti e di edulcorarne il contenuto”, ha esordito Fedez sul palco del Primo maggio.

“Mi assumo tutte le responsabilità di tutto ciò che dico e faccio”, ha poi continuato, tirando in ballo i lavoratori poco tutelati del mondo dello spettacolo e invitando il Premier Mario Draghi a pensare per loro interventi ad hoc, dopo essersi interessato ed esposto in merito alla Superlega.

“A proposito di Superlega – ha aggiunto – due parole sull’uomo del momento Ostellari (Andrea Ostellari, legista a capo della Commissione Giustizia in Senato, ndr) ha deciso che un disegno di legge già approvato alla Camera può tranquillamente essere bloccato dall’iniziativa di un singolo, cioè se stesso. Ma d’altronde Ostellari fa parte di uno schieramento politico che negli anni si è distinto per la sua lotta all’uguaglianza”.

Parole queste che hanno fatto da apripista a tutta una serie di citazioni che hanno coinvolto alcuni dei principali esponenti della Lega, tra cui: Giovanni De Paoli, consigliere regionale della Lega Liguria, Alessandro Rinaldi, consigliere per la Lega in Reggio Emilia e il senatore Simone Pillon, anche lui politico legista.

La risposta di Salvini a Fedez

Alle parole di Fedez ha deciso di replicare, tra tutti, anche il leader della Lega Matteo Salvini, che su Facebook ha scritto: “Reinvito Fedez a bere un caffè, tranquilli, per parlare di libertà e di diritti. Il diritto alla vita ed all’amore sono sacri, non si discutono. Per me anche il diritto di un bimbo a nascere da una mamma e un papà è sacro, mentre il solo pensiero dell’utero in affitto e della donna pensata come oggetto mi fanno rabbrividire. Così come, da padre, non condivido che a bimbi di 6 anni venga proposta in classe l’ideologia gender, o si vietino giochi, canti e favole perché offenderebbero qualcuno. Non scherziamo“.

Prima di questo post, tuttavia, l’esponente del Carroccio su Twitter aveva condiviso un video dove affermava: “Sono curioso di vedere se stasera al concertone del Primo maggio ci sarà qualche artista di sinistra che farà il solito comizio di sinistra, mancando di rispetto a chi paga il canone e alle lavoratrici e ai lavoratori che non hanno colore politico”.

Il tutto accompagnato dal seguente commento: “Il ‘concertone’ costa circa 500 mila euro agli italiani, a tutti gli italiani, quindi i comizi ‘di sinistra’ sarebbero fuori luogo”. Post quest’ultimo ripreso da Fedez su Twitter, che ha deciso di replicare così: “Io vado al concertone gratis e pago i miei musicisti che non lavorano da un anno e sul palco vorrei esprimersi da uomo libero senza che gli artisti debbano inviare i loo discorsi per approvazione preventiva da voi politici. Il suo partito ci è costato 49 milioni di euro“.

La smentita Rai e le difese di Alessandro Zan

Conclusosi – a colpi di post e tweet – il dibattito tra Salvini e Fedez, sempre sui social è continuata invece la querelle con la Rai. I vertici della Rete, tramite i loro canali, hanno smentito quanto affermato dal rapper in merito al tentativo di censura del suo intervento.

Di contro, però, Fedez ha deciso di pubblicare la telefonata avvenuta prima della sua esibizione, dove appunto ha discusso della questione.

In sua difesa è intervenuto anche il deputato Alessandro Zan, che sul suo profilo Facebook e Twitter ha scritto: “Il coraggio di Fedez al #concertone dà voce a tutte quelle persone che ancora subiscono violenze e discriminazioni per ciò che sono. Il #Senato abbia lo stesso coraggio ad approvare subito una legge per cui l’#Italia non può più attendere. Grazie”.

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