Cos’è la piastrinopenia e perché se ne parla in relazione ad AstraZeneca

La piastrinopenia o trombocitopenia autoimmune (ITP) è una malattia che distrugge le piastrine nel sangue. Ne soffriva la studentessa di 18 anni morta dopo il vaccino anti Covid

Il vaccino Vaxzevria prodotto da AstraZeneca è tornato al centro delle pagine dei giornali dopo il decesso di Camilla Canepa, studentessa di 18 anni morta dopo due settimane dalla somministrazione del farmaco. A quanto si è appreso nelle scorse ore, la giovane soffriva di una malattia autoimmune e assumeva una doppia terapia ormonale.

Questa scoperta potrebbe scagionare il preparato anti Covid. Spetterà ora agli investigatori capire se nella scheda consegnata prima della somministrazione la paziente abbia segnalato il suo quadro clinico agli operatori sanitari. L’anamnesi prevaccinale, come aveva dichiarato l’azienda sanitaria, era infatti “negativa“.

Camilla Canepa soffriva di piastrinopenia autoimmune, che determina un abbassamento della conta delle piastrine all’interno del sangue perché queste vengono distrutte dall’organismo stesso o ne viene inibita la produzione.

Saranno necessari ulteriori esami per appurare le cause della morte della studentessa, ma è possibile ipotizzare che la sua malattia abbia contribuito a scatenare il quadro che l’ha portata a sviluppare trombosi atipiche dopo la somministrazione del Vaxzevria, per cui sono stati necessari diversi interventi neurochirurgici.

Cos’è la piastrinopenia (o trombocitopenia) autoimmune e come si diagnostica

Nota anche come trombocitopenia autoimmune o ITP è una malattia rara che insorge per cause non ancora note, e nella maggior parte dei casi è asintomatica.

Emerge dopo gli esami specialistici se viene rilevata una riduzione dei livelli piastrinici sotto la soglia delle 150 mila piastrine in un microlitro di sangue, e una conta nella media di globuli rossi e globuli bianchi.

Per la diagnosi vera e propria è necessario che la piastrinopenia venga riscontrata in più controlli, perché altri fattori, come le infezioni, possono influenzare i valori ematici. È inoltre importante escludere con altre analisi ulteriori cause della bassa conta piastrinica.

Quali tipolgie di piastrinopenia esistono e come vengono classificate

La malattia può anche essere momentanea, e per questo sono identificate tre fasi, come spiega anche l’Aipit Onlus, l’Associazione Italiana Porpora Immune Trombocitopenica.

  • ITP di nuova diagnosi, nei primi tre mesi dopo la diagnosi.
  • ITP persistente, se persiste fino a un anno dopo la diagnosi.
  • ITP cronica, se persiste oltre un anno dopo la diagnosi.

Può essere inoltre contratta in forma primaria o in forma secondaria. In quest’ultimo caso è legata ad altre patologie, di cui è conseguenza indiretta, come leucemie, mielomi e carcinomi e diverse malattie autoimmuni.

Come si cura la piastrinopenia e quali sintomi gravi comporta

In genere se le piastrine rimangono intorno a 50 mila non insorgono particolari problemi di salute nel paziente, che può non presentare mai dei sintomi specifici. Quelli più comuni sono manifestazioni emorragiche.

La mortalità è molto bassa, e in genere è un quadro clinico con il quale si può convivere tranquillamente anche grazie a terapie mirate. Nei casi più gravi può essere necessaria la rimozione della milza.

È in questo organo che, in condizioni patologiche, vengono infatti prodotti gli anticorpi che aggrediscono le piastrine. La milza è inoltre una sede del sistema monocito-macrofagico che elimina dal sangue le cellule a cui si legano gli anticorpi, che in questo caso non sono riconosciuti come propri.

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