Il piano Colao per la ripartenza: da cantieri e burocrazia a occupazione femminile

Tra le mani del Premier ci sarebbe un fascicolo messo a punto dalla task force di Colao con 100 progetti e 20 obiettivi. Ecco di cosa si tratta

Si tratterebbe di un piano di circa 100 progetti e 20 obiettivi, quello messo a punto dal “Comitato di esperti in materia economica e sociale” voluto dal Governo e guidato da Vittorio Colao. L’ex ad di Vodafone è stato scelto due mesi fa a capo della task force preposta a guidare il Paese nella fase della ripartenza.

I grandi temi del report Colao

Secondo le indiscrezioni di Repubblica, il premier Conte avrebbe da qualche giorno tra le mani un plico con le proposte del Comitato di Colao per far ripartire l’Italia dopo l’emergenza coronavirus. Proposte che ruotano attorno a diversi temi: secondo quanto scrive il quotidiano, si parla di “Rivoluzione verde e transizione ecologica; Inclusione e uguaglianza; Digitalizzazione e innovazione”.

Tutti, rispettivamente, declinati a seconda dei settori: “le imprese come motore dell’economia; le infrastrutture e l’ambiente come volano del rilancio; turismo, arte e cultura; la Pa alleata dei cittadini; istruzione e formazione per tutti; individui e famiglia in una società più inclusiva ed equa”. Il documento sarebbe il risultato di una serie di confronti avvenuti nei giorni scorsi con membri del Governo, manager e rappresentanti di categoria.

Burocrazia, opere pubbliche, imprese

All’interno del piano, ci sarebbe un punto già toccato dal Premier lo scorso mercoledì in conferenza stampa e destinato a suscitare polemiche: la necessità, cioè, di intervenire sulla “burocrazia difensiva” a causa della quale molte opere non vanno avanti. Per sbloccarle, la proposta della task force di Colao sarebbe quella di rivedere le norme che stabiliscono la responsabilità in solido di un dirigente pubblico che manda avanti un’infrastruttura, ma che viene poi raggiunto da una condanna per danno erariale. Un’altra idea “controversa”, secondo Repubblica, sarebbe poi quella di “escludere il contagio da Covid dalla responsabilità penale del datore di lavoro”.

Per le infrastrutture considerate di interesse nazionale, si prevede l’introduzione di una procedura ad hoc, con un “presidio di esecuzione” che permetta di snellire le pratiche per la realizzazione delle opere: sia per quelle materiali, come l’estensione dell’Alta velocità e il Ponte sullo Stretto, sia per la digitalizzazione dell’intero territorio nazionale.

Quanto alle imprese, il piano insisterebbe sulla liquidazione dei crediti delle aziende nei confronti della Pubblica Amministrazione, e chiederebbe di valutare un anticipo dei tempi di pagamento per i lavori pubblici. Inoltre, si propone anche di stanziare incentivi per facilitare il rientro delle imprese trasferitesi all’estero.

Green economy, occupazione femminile, istruzione

Altro obiettivo del piano sarebbe quello di rafforzare e accelerare gli investimenti sulla green economy. Ci sarebbero poi interventi a sostegno dell’occupazione femminile, particolarmente colpita dalla crisi del Covid-19. In tema di scuola, università e ricerca, l’obiettivo ambizioso sarebbe quello di arrivare ad un aumento del numero dei laureati, e di “superare il disallineamento tra domanda e offerta di competenze e conoscenze”.

Secondo quanto riportano i media, resta da vedere quanto del piano Colao sarà in effetti adottato dal Governo, anche perché, suggerisce il Sole24Ore, “il rapporto tra il premier e il manager residente a Londra non è mai decollato”. Conte, intanto, sta lavorando alla preparazione degli Stati Generali dell’Economia annunciati negli scorsi giorni, che dovrebbero tenersi tra 10 e 11 giugno. Proprio in vista di questo appuntamento, il report di Colao sarà uno dei contributi che l’Esecutivo prenderà in considerazione per delineare la roadmap della ripartenza.

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