La guerra potrebbe finire a maggio: c’è una data precisa, ecco perché

Stiamo sentendo in queste settimane parlare di una data chiave che potrebbe sancire la fine della guerra: ecco qual è, e perché è così importante

Foto di Miriam Carraretto

Miriam Carraretto

Giornalista di attualità politico-economica

Da vent'anni giornalista e caporedattrice per varie testate nazionali, è autrice di libri e contributi su progetti di sviluppo in Africa e fenomeni sociali.

Qualcuno di voi ne avrà già sentito parlare nelle scorse settimane, e anche noi di QuiFinanza ne avevamo già scritto, anticipando alcuni scenari che oggi sembrano sempre più possibili. Vladimir Putin vuole che l’invasione dell’Ucraina orientale si concluda entro il prossimo mese, in modo da poterla celebrare all’annuale parata russa del Giorno della Vittoria a Mosca. Per questo, ci sarebbe già una data di fine guerra: e sarebbe proprio il 9 maggio.

Perché proprio il 9 maggio

Questo quanto rivelato da alcuni analisti strategici, secondo cui Putin vorrebbe che la vittoria sull’Ucraina coincidesse con la parata annuale sulla Piazza Rossa del 9 maggio, che si tiene proprio in occasione della vittoria della Russia sulla Germania nazista nella Seconda guerra mondiale.

In una intervista, l’analista esperto di sicurezza e difesa Michael Clarke ha dichiarato che “tutti i servizi segreti indicano che Putin è alla disperata ricerca di qualcosa in questa guerra in tempo per il 9 maggio”, che è appunto la cosiddetta “Victory Parade”.

Le fonti dell’intelligence dello Stato maggiore delle forze armate ucraine hanno affermato che alle truppe russe è stato detto che la guerra deve finire entro il 9 maggio.

La Russia rischia il “disastro militare”

Già a fine marzo l’intelligence occidentale indicava che Vladimir Putin avrebbe cercato di dichiarare la vittoria in Ucraina entro le prossime 5 settimane, ma mettendo in guardia rispetto al fatto che, così facendo, il capo del Cremlino avrebbe rischiato il “disastro militare” nella corsa per una rapida vittoria.

Un funzionario occidentale ha dichiarato: “Riteniamo che il 9 maggio sia una data significativa data la consueta parata, anche se la disponibilità di capacità per quella parata potrebbe essere alquanto limitata quest’anno”.

Quasi un quarto di tutti i gruppi tattici del battaglione russo sono stati disabilitati, secondo gli alleati occidentali che monitorano lo stato della guerra, per un totale di 29 costretti a tornare alla loro base. Si ritiene che le truppe russe abbiano subito colpi psicologici e perdite fisiche che richiedono l’arrivo di rinforzi da altre aree.

Il portavoce di Putin ha ammesso “perdite significative” per la Russia, ma nega i crimini di guerra. Intanto, si continua a parlare del possibile golpe interno contro Putin.

Per non perderti le ultime notizie e ricevere i nostri migliori contenuti,
iscriviti gratuitamente al canale Telegram di QuiFinanza: basta cliccare qui.

Obiettivo Donbass: così la guerra cambia

L’esercito russo difficilmente tenterà un altro assalto a Kiev “nel prossimo futuro” dopo aver ritirato le truppe dall’area e aver ceduto il terreno alle forze ucraine. Ma ciò che appare chiaro è che, prima o poi, se anche se i russi si ritirassero (e ci sarebbe comunque da capire a quali condizioni) e Putin rimasse al potere per i prossimi 2 o 3 anni, gli ucraini dovrebbe in ogni caso stare sempre pronti a un nuovo attacco.

La retorica del governo russo si è concentrata ora sull’ottenere il controllo totale della regione del Donbass nel sud-est e sull’apertura di un corridoio terrestre verso la Crimea. Al momento non è chiaro se Mosca cercherà di prendere il controllo dell’intera costa ucraina, comprese le città di Odessa e Mykolaiv (qui i nuovi piani della Nato e più info su dove si sposterà la guerra).

Il dramma dei bambini ucraini: colpiti anche da bombe a grappolo

Odessa, la terza città più grande dell’Ucraina e il porto più grande, sulla costa del Mar Nero dalla penisola di Crimea annessa alla Russia, sta vivendo una sorta di guerra silenziosa.

Lì decine di uomini sulla spiaggia riempiono sacchi di sabbia che verranno utilizzati, forse, per la battaglia urbana in prima linea, attesa a breve. Lungo i tratti della costa, sono state posizionate delle mine, dopo la notizia secondo cui una grande flotta anfibia russa si starebbe avvicinando alla città.

A Mykolaiv alcuni giorni fa i russi hanno lanciato bombe a grappolo contro parchi giochi, ospedali pediatrici e oncologici. Il 4 aprile, un equipe di quattro persone di Medici Senza Frontiere ha visitato la città nell’Ucraina sudorientale per incontrare le autorità sanitarie cittadine e regionali. Quando il team di MSF è entrato nell’ospedale oncologico, che cura i feriti dall’inizio del conflitto, l’area intorno all’ospedale è stata presa di mira.

Il team per i diritti delle Nazioni Unite aveva affermato già prima di aver ricevuto “rapporti credibili” di diversi casi di forze russe che hanno utilizzato munizioni a grappolo, le cosiddette cluster bomb, particolarmente “attraenti” per i bambini perché spesso ricordano dei giocattoli e vengono raccolte ancora inesplose.

L’Unicef ha denunciato che oltre due terzi dei bambini ucraini sono oggi sfollati. 142 bambini sono rimasti uccisi e 229 feriti: queste le stime ufficiali, che potrebbe purtroppo essere imprecise, per difetto.

Dei 3,2 milioni di bambini che si stima siano rimasti nelle loro case, quasi la metà potrebbe essere a rischio di non avere abbastanza cibo. Gli attacchi alle infrastrutture del sistema idrico e la mancanza di energia elettrica hanno lasciato circa 1,4 milioni di persone senza accesso all’acqua in Ucraina. Altri 4,6 milioni di persone hanno solo un accesso limitato.

Oltre al dramma umanitario, anche sul piano economico la crisi è fuori controllo e rischia di provocare danni a lunghissimo termine.

Economia dell’Ucraina fuori controllo: le cifre

Secondo quanto dichiarato dal ministero dell’Economia ucraino, il Pil dell’Ucraina nel primo trimestre del 2022 è diminuito del 16% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, e l’allarme è che possa addirittura precipitare del 40% rispetto al 2021 a causa della guerra.

“L’aggressione della Russia contro l’Ucraina ha cambiato radicalmente la nostra economia. La nostra previsione per un calo del Pil nel primo trimestre del 2022 è del 16% e il calo annuale potrebbe raggiungere il 40%”, ha affermato Denis Kudin, citato dai media ucraini.