Perché potremmo rischiare di rimanere senza carta igienica

L'allarme lanciato da una compagnia brasiliana: dopo la crisi del primo lockdown, lo spettro degli scaffali vuoti

Paradossi della crisi globale nel trasporto dei container via mare: mentre aumenta la domanda dalla Cina di materiali come le barre di acciaio con nervature (che servono per la produzione di calcestruzzo), il resto del mondo rischia di vivere un’altra emergenza della carta igienica.

Sarebbe infatti il secondo episodio di penuria sugli scaffali riguardante i rotoli da bagno, dopo quello che ha shockato i clienti dei supermercati e dei centri commerciali (e infiammato i social con fotografie, meme e battute) nei primi giorni di lockdown generalizzato.

Perché rischiamo di non trovare più la carta igienica sugli scaffali

A lanciare l’allarme è una compagnia produttrice brasiliana. La Suzano Papel e Celulose SA, con sede a San Paolo, è infatti tra i principali produttori al mondo di pasta di legno dura, un materiale essenziale per la fabbricazione del prezioso artefatto per l’igiene personale (e non solo, anche per altri prodotti da bagno).

Ebbene, secondo i manager della terza società per volume di produzione di pasta di legno al mondo, l’effetto combinato di un aumento della domanda dalla Cina, in grado di occupare gran parte dello spazio disponibile sulle navi per il trasporto, e l’acquisto compulsivo di carta per la toilette generato dai ripetuti lockdown, potrebbero insieme scatenare una seconda temibile crisi del rotolo, a patto che i produttori non abbiano accumulato considerevoli scorte di materie prime nei propri magazzini.

Le conseguenze a lungo termine: come potrebbe cambiare il costo della vita

Per adesso i segnali non sono incoraggianti. Almeno stando a quanto detto dai capi della compagnia brasiliana a Bloomberg, agenzia di stampa internazionale specializzata in informazione economica. Suzano ha esportato meno del previsto in marzo e ha dovuto rimandare alcune consegne previste per aprile, proprio a causa della mancanza di spazio a bordo dei veicoli marittimi.

La crisi dei container, provocata da un aumento di domanda nella Repubblica Popolare, non è qualcosa di cui gli analisti non possono dirsi al corrente. Secondo Bloomberg tuttavia, l’allarme di Suzano potrebbe essere tra i primi segnali di una globalizzazione del calo consegne, con ricadute anche, in caso di aumento dei costi, in termini monetari e prefigurando uno scenario inflazionistico.

Negli ultimi giorni, i problemi delle spedizioni via mare hanno riguardato anche il passaggio attraverso il canale di Suez.

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Perché potremmo rischiare di rimanere senza carta igienica