Cos’è il “Patto per Napoli” siglato da Draghi: tutte le misure previste

Con l'accordo siglato tra il premier Draghi e il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, ritorna in primo piano la cosiddetta questione meridionale. Ecco cosa prevede

Martedì 29 marzo il premier Mario Draghi è stato a Napoli per un importante incontro con focus sulla “questione meridionale“. Draghi ha siglato assieme al sindaco Gaetano Manfredi il “Patto per Napoli”, un accordo tra il Governo e il Comune. Draghi ha ricordato la storia che ha portato Napoli a essere nei secoli un punto di riferimento, non solo in Italia, ma in Europa e nel mondo.

A Napoli, ha detto, fu istituita la prima cattedra di economia d’Europa, affidata a Antonio Genovesi. La sua tradizione intellettuale e artistica va da Benedetto Croce a Matilde Serao, da Eduardo De Filippo a Paolo Sorrentino. La sfida dichiarata del governo ora è permettere a Napoli, e con Napoli a tutto il Mezzogiorno, di “mantenere la centralità che merita”.

Una sfida “che deve unirci tutti” sottolinea il premier: Governo centrale, enti territoriali, società civile. I Comuni sono al centro della prospettiva di sviluppo per l’Italia. E sono i principali enti attuatori del PNRR. Il Governo vuole metterli in condizione di poter programmare con maggiore serenità la crescita delle loro comunità, spiega Draghi.

Il Patto per Napoli coincide con il programma di investimenti più significativo nella storia recente del Mezzogiorno. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza destina infatti almeno il 40% delle sue risorse al Sud. L’obiettivo del piano è colmare i divari territoriali, che Draghi definisce “ormai insopportabili”. Il reddito pro-capite del Mezzogiorno è infatti poco più della metà di quello del Centro-Nord e il tasso di disoccupazione è più del doppio.

Per far ripartire il processo di convergenza, fermo da quasi 50 anni, è necessario superare quegli ostacoli, finanziari, istituzionali, culturali e “ammettere l’esistenza di una questione meridionale”, senza tuttavia che si riduca a “sterili rivendicazioni”. “Dobbiamo affrontarla con urgenza, determinazione, unità e umiltà. Perché l’Italia tutta ha bisogno che Napoli e il Mezzogiorno siano un motore del Paese”.

I punti di forza da cui ripartire sono molti. Draghi cita l’agroalimentare, il turismo, la moda, l’aerospazio, l’industria dell’automobile, il digitale, il polo universitario di San Giovanni a Teduccio, creato nel 2016 con il contributo decisivo dell’Università Federico II.

Con questo accordo di fatto il governo contribuisce “in modo significativo” al risanamento dei conti del Comune. Cosa stabilisce il Patto per Napoli?

In base a quanto stabilito nell’ultima Finanziaria per aiutare i Comuni capoluogo delle Città metropolitane in gravi difficoltà economiche e finanziarie, lo Stato verserà nelle casse comunali circa 1 miliardo e 231 milioni di euro in 20 anni. I pagamenti vengono “legati” al conseguimento di alcuni obiettivi, “esattamente come l’Italia fa con il PNRR”.

Come cambierà Napoli grazie al PNRR

Grazie al PNRR si cerca di migliorare la connettività di Napoli e di tutto il Sud. Ecco il dettaglio delle misure annunciate dal premier:

  • 241 milioni di euro al porto, di cui 130 al prolungamento e al rafforzamento della diga Duca d’Aosta
  • completamento delle tratte ferroviarie ad alta velocità Napoli-Bari e Salerno-Reggio Calabria
  • riduzione di 80 minuti il tempo di percorrenza tra Salerno e Reggio Calabria e di un’ora e mezza la tratta da Napoli a Bari
  • 136 milioni nella Zona Economica Speciale della Campania per migliorare l’efficienza di porti e aree industriali
  • investimenti sul trasporto pubblico locale, per ridurre il traffico e migliorare la qualità dell’aria (ad oggi, solo il 10% dei cittadini meridionali usa il trasporto pubblico locale, circa la metà degli abitanti del Centro-Nord): focus su metropolitana, rete tranviaria e autobus
  • sperimentazione di una nuova concezione di mobilità urbana, basata sulla sostenibilità e sulle tecnologie digitali (Napoli si è classificata prima nella graduatoria dei progetti di mobilità sostenibile “MaaS”)
    100 milioni per il recupero e il restauro di Palazzo Fuga, il Real Albergo dei Poveri: si tratta di uno dei 14 investimenti strategici per recuperare complessi di elevato valore storico e architettonico che hanno bisogno di azioni di tutela
  • miglioramento dell’edilizia residenziale pubblica
  • a Ponticelli verrà realizzato un nuovo eco-quartiere con 104 nuovi edifici, riqualificate le aree verdi e i comuni del cosiddetto “Lotto 10” in via Scarpetta
  • ristrutturazione del Rione San Francesco nella zona di Capodichino
  • 30 milioni a due progetti presentati dal Comune nei quartieri di Marianella e Chiaiano.

Per non perderti le ultime notizie e ricevere i nostri migliori contenuti,
iscriviti gratuitamente al canale Telegram di QuiFinanza: basta cliccare qui.

Giovani e donne

Draghi sottolinea anche l’importanza essenziale di giovani e donne. “Dobbiamo poi saper investire su chi è stato lasciato ai margini della vita economica. Mi riferisco in particolare alle donne e ai giovani, le cui difficoltà a trovare un lavoro ben pagato sono allo stesso tempo una causa e una conseguenza dei ritardi di crescita del Mezzogiorno”.

E cita dati allarmanti: nel 2020, il tasso di occupazione delle donne in età lavorativa era di appena 35,1% al Sud, a fronte del 62% nel Centro-Nord. Nel Mezzogiorno, il tasso di disoccupazione giovanile era del 35%, al Nord del 15%.

L’assenza di opportunità ha portato a un’emigrazione massiccia: si stima che, tra il 2002 e il 2020, oltre 1 milione di persone abbia lasciato il Sud, di cui circa il 30% laureate.

Il PNRR intende incentivare le aziende che vogliono partecipare ai bandi a impiegare una quota significativa di giovani e donne.

Legalità

Il PNRR “ci impone” inoltre di difendere la cultura della legalità. La città di Napoli ha saputo rispondere alla criminalità con progetti e idee. Draghi è stato in visita al Rione Sanità, simbolo di una comunità che sa organizzarsi per togliere i ragazzi dalla strada, dare una speranza ai suoi giovani. Poi un avvertimento alla mafia: “Il Governo non intende tollerare infiltrazioni mafiose nella gestione dei soldi del PNRR”.

Il PNRR è un’opportunità storica per affrontare molti dei problemi rimasti irrisolti nel Paese. E di farlo a partire dalle richieste delle comunità, con soluzioni e proposte condivise.

Troppo spesso nella storia d’Italia, ha concluso Draghi, i cittadini hanno sentito le istituzioni lontane e hanno percepito i progetti di sviluppo, soprattutto quelli più imponenti, come qualcosa imposta dall’alto. “In questo il PNRR è diverso, perché parte dal basso, dai progetti che i Comuni, le Regioni e gli altri enti attuatori presentano. Con il PNRR, riduciamo la distanza tra istituzioni e cittadini, e costruiamo insieme il futuro che vogliamo per la nostra collettività. Per farlo, serve entusiasmo, ingegno, immaginazione. La stessa materia di cui è fatta Napoli”.