Patente di immunità, in Sicilia non servirà: il protocollo di sicurezza di Musumeci

Spostamenti tra regioni, vacanze e ipotesi di ripresa del turismo: dopo la patente di immunità confermato il protocollo di sicurezza in Sicilia

Le riaperture e gli spostamenti tra Regioni nella Fase 2 di giugno (qui lo speciale di QuiFinanza) spaventano molte regioni, sopratutto quelle dove il sistema sanitario non sarebbe in grado di gestire altri focolai e un nuovo aumento dei contagi. Per questo motivo, Nello Musumeci, Presidente della Regione Sicilia, ha bocciato l’idea del patentino di immunità per i viaggiatori e si è detto pronto ad accogliere i turisti ma solo dopo aver messo a punto un preciso protocollo di sicurezza, che chi chi arriverà nel territorio siciliano a partire dalle prossime settimane sarà tenuto a rispettare.

Addio alla patente di immunità per i turisti, dopo la Sardegna anche la Sicilia ci rinuncia

In vista dell’Estate 2020, molti Presidenti di Regione si sono detti scettici nell’aprire i propri confini a turisti e viaggiatori di passaggio. A partire da queste preoccupazioni si sono fatte strada diverse ipotesi: tra queste spicca la patente di immunità, una sorta di passaporto sanitario che attesti la salute di chi si sta muovendo che, dopo le critiche degli esperti, pare non vedrà la luce del sole.

L’aveva proposto la Sardegna, poi si era detto che anche la Sicilia fosse interessata (anche se lo stesso Musumeci recentemente ha smentito la notizia), ma alla fine il patentino per permettere ai turisti di viaggiare liberamente pare sia una proposta destinata a nulla di concreto.

Spostamenti tra regioni: il protocollo di sicurezza voluto da Musumeci

Chi vorrà andare in Sicilia quando gli spostamenti tra regioni saranno permessi, dovrà dunque seguire le disposizioni del protocollo di sicurezza imposto da Musumeci.

“No a patente sanitaria, sì a protocollo di sicurezza”, ha dichiarato il Presidente rivolgendosi ai turisti. “In Sicilia sono tutti benvenuti“, ha poi aggiunto lo stesso. Ma quali saranno le regole da seguire per poter soggiornare nella regione? Ebbene, su questo punto ancora le idee non sono chiare.

Stando a quanto affermato da Musumeci i dipartimenti Salute e Turismo stanno lavorando al protocollo, ma gli esperti e le autorità regionali vorrebbe che delle linee guida generali venissero date in primis dallo Stato. Per questo motivo la questione è stata argomento di discussione nella Conferenza Stato – Regioni.

“La mobilità interregionale non può che essere un provvedimento omogeneo e nazionale. E questo spetta allo Stato d’intesa con le Regioni”, ha infatti ribadito il Presidente.

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