Papa Francesco contro Putin: l’avvertimento al patriarca russo

Da quando è iniziata (a oggi) la guerra in Ucraina questa è la prima, dura, presa di posizione di Papa Francesco contro chi appoggia il presidente Vladimir Putin

Papa Francesco si è detto pronto a incontrare Vladimir Putin a Mosca, perché intenzionato ad aprire un dialogo con il Cremlino che possa contribuire in qualche modo a porre fine alla guerra in Ucraina. L’apertura mostrata nei confronti del governo russo, però, il leader della Chiesa Cattolica non l’ha avuta verso chi appoggia il presidente e i suoi piani di espansione in Occidente.

Da quando è scoppiato il conflitto, questa è la prima volta che il Vaticano prende una posizione così netta.

Papa Francesco contro chi appoggia la guerra di Putin

In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, secondo quanto riportato da papa Francesco, 20 giorni dopo l’inizio della guerra, sarebbe stato lui stesso a chiedere al massimo diplomatico vaticano, il cardinale italiano Pietro Parolin, di aprire una linea di comunicazione con la Russia. Inoltre, nei primi scambi con il Governo di Putin, il Papa avrebbe subito espresso il volere di recarsi a Mosca per tentare di porre fine al conflitto. Ad oggi, però, non è stato ancora ricevuto né dal presidente né da altri diplomatici.

“Non abbiamo ancora avuto una risposta e stiamo ancora insistendo”, ha detto a proposito della sua richiesta di incontrare il leader russo.

Il capo del Vaticano ha poi raccontato di aver chiamato recentemente il patriarca russo ortodosso Kirill (chi è e perché è una figura controversa ne abbiamo parlato qui), uno dei principali sostenitori del presidente Vladimir Putin e dell’invasione russa in Ucraina. Questa volta, però, lo scambio di opinioni è stato più diretto.

Papa Francesco e la chiamata di avvertimento al patriarca russo Kirill

Nonostante non ci sia stata collaborazione da parte di Putin, i tentativi di dialogo del Vaticano non si sono interrotti.

Papa Francesco ha infatti fatto sapere di aver recentemente avvertito il patriarca della Chiesa ortodossa russa Kirill di evitare di diventare “il chierichetto di Putin”. Il tutto sarebbe avvenuto durante una chiamata su Zoom. “Gli ho detto che non siamo chierici di stato”, ha poi aggiunto, fornendo ulteriori dettagli sulla conversazione che pare sia durata all’incirca 40 minuti, 20 dei quali sono stati utilizzati da Kirill per delineare le motivazioni che hanno spinto (e in qualche modo giustificano ancora) la guerra in Ucraina da parte della Russia.

I due leader religiosi avevano programmato di incontrarsi il 14 giugno a Gerusalemme – sarebbe stato solo il secondo incontro di persona tra un papa e un patriarca russo – ma in un’intervista del 21 aprile rilasciata al quotidiano argentino La Nacion, il papa ha affermato che il Vaticano ha ritenuto che un colloquio in questo momento creerebbe più “confusione”.

Papa Francesco non accetta l’invito di Zelensky

Intanto, papa Francesco ha già avuto due diversi contatti con il presidente ucraino Zelensky. Quest’ultimo lo ha pure invitato a presentarsi a Kiev, per ribadire la sua posizione contro la guerra. Il Vaticano, però, ha declinato l’invito, ribadendo che al momento la priorità è quella di stabilire un contatto con Mosca, provando a incontrare Putin, in presenza.

Papa Francesco, tuttavia, ha ricordato il suo incontro, tenutosi il 21 aprile, con il primo ministro ungherese Viktor Orban in Vaticano che gli aveva parlato di un piano della Russia per porre fine alla guerra entro il 9 maggio (dei rapporti già tesi dell’Ungheria con l’Ue ve ne abbiamo parlato qui). “Spero che sia così, quindi capiremmo anche l’escalation di questi giorni”, ha commentato il papa.

Visto come stanno le cose, ad oggi, risulta difficile pensare che il conflitto possa veramente rientrare nel giro di pochi giorni. Con gli ultimi attacchi bellici messi in atto e l’Europa a lavoro su un altro pacchetto di sanzioni contro la Russia (qui i nodi da sciogliere), una fine imminente sembra improbabile.