Covid creato in laboratorio a Wuhan? Il dossier sulla Cina e l’ipotesi sugli Usa

I servizi segreti Usa accusano la Cina, che risponde spiegando che il coronavirus potrebbe essere nato proprio sul territorio americano a causa di un incidente di laboratorio

La United States Intelligence Community, un’entità federativa degli Stati Uniti che racchiude le agenzie e le organizzazioni dei servizi segreti americani, è stata incaricata dal presidente Joe Biden di redigere un rapporto sull’origine del coronavirus che ha causato la pandemia di Covid. Gli esperti dell’intelligence hanno condotto diverse indagini indipendenti che hanno portato alla definizione di diversi scenari che potrebbero aver innescato i contagi del patogeno rilevato a Wuhan per la prima volta a fine 2019.

Qual è origine del coronavirus: le due ipotesi dei servizi segreti americani

Il documento non fornisce una risposta univoca, né delle risposte certe alle domande della Casa Bianca, ma rappresenta un punto di partenza per l’esclusione di alcune possibilità.

Tra tutte quella del Covid come arma biologica inventata dalla Cina. Le agenzie Usa sono infatti convinte che il patogeno non sia stato creato intenzionalmente per scatenare la Terza Guerra Mondiale.

La maggior parte delle organizzazioni ritiene inoltre che non sia stato modificato geneticamente, anche se due di esse hanno sottolineato la mancanza di prove sia in un senso che nell’altro.

Tra i punti principali del dossier, desecretato il 27 agosto 2021, come già annunciato dalla United States Intelligence Community, ce n’è uno molto importante.

Secondo i servizi segreti la Cina non sarebbe stata al corrente dell’esistenza del virus prima dell’inizio dei contagi con il focolaio di Wuhan e con l’ospedalizzazione dei primi pazienti affetti da Covid.

Dopo aver analizzato tutti i report delle agenzie di spionaggio, l’Intelligence Community rimane tuttavia divisa sull’origine più probabile del Sars-Cov-2. Sono due gli scenari considerati come i più probabili.

Qual è origine della pandemia, la prima ipotesi: è iniziata in natura da animali infetti

Quattro organizzazioni e il Consiglio per la sicurezza nazionale ritengono, anche se con poche prove, che il virus sia stato trasmesso agli uomini attraverso contatti avvenuti in natura con animali positivi al coronavirus o a un suo progenitore con cui il Sars-Cov-2 condividerebbe più del 99% del codice genetico.

In quest’ottica viene confermata la totale estraneità del governo cinese allo scoppio dei primi focolai, sono presi in considerazione i numerosi possibili vettori animali dei coronavirus e altri fattori che confermano la teoria della zoonosi evoluta in condizioni naturali, con un patogeno altamente instabile e incline a mutare, come abbiamo visto con la nascita e la diffusione delle sue varianti più note.

Qual è origine della pandemia, la seconda ipotesi: incidente nel laboratorio di Wuhan

Un’agenzia ritiene invece, con più sicurezza, che la prima infezione umana sia avvenuta in un laboratorio scientifico e sia il risultato di un incidente associato a esperimenti con animali vivi o campioni raccolti e conservati dall’Istituto di Virologia di Wuhan.

In questo scenario viene sottolineata la natura intrinsecamente rischiosa dei coronavirus, patogeni particolarmente infettivi nonostante il rispetto delle più rigide norme di sicurezza.

Qual è origine della pandemia di Covid: i dubbi degli americani sul coronavirus

Altre tre organizzazioni dell’Intelligence Community non hanno invece trovato invece prove univoche che possano confermare o smentire una delle due spiegazioni, spiegando che sono necessarie ulteriori indagini in merito.

Alcuni analisti si sono detti più convinti dell’origine naturale dei contagi, altri dell’incidente di laboratorio, mentra altri ancora ritengono entrambe le ipotesi ugualmente probabili.

La grande differenza di opinione tra i vari servizi segreti dipende dal peso dato durante le indagini indipendenti ai rapporti di intelligence, alle pubblicazioni scientifiche e anche lacune di entrambe queste tipologie di documenti.

In sostanza l’Intelligence Community non può fornire ulteriori informazioni o spiegazioni riguardo l’origine della pandemia di Covid-19, salvo nuove scoperte che possano provare l’evoluzione naturale delle infezioni umane da coronavirus o una manipolazione del patogeno all’interno del laboratorio di Wuhan.

Qual è origine della pandemia di Covid: le accuse alla Cina dagli Stati Uniti

Viene sottolineato, all’interno del rapporto consegnato allo Studio Ovale, che non esistono campioni clinici o un’interpretazione esaustiva dei dati epidemiologici dei primi casi di Covid.

Ottenendo informazioni sui luoghi frequentati e le professioni esercitate dai primi pazienti positivi, gli esperti americani sono convinti di poter scoprire la vera origine delle infezioni.

La collaborazione della Cina viene ritenuta dai servizi segreti Usa un tassello indispensabile per risolvere il mistero del virus. Tuttavia le agenzie sottolineano che Pechino starebbe ostacolando tutte le indagini mondiali, senza condividere le informazioni raccolte in loco e lanciando accuse ad altri Paesi, tra cui gli Stati Uniti.

Comportamenti che indicherebbero possibili preoccupazioni da parte del governo sinico riguardo le scoperte che potrebbero emergere e frustrazione per le pressioni esercitate dalla comunità internazionale.

Qual è origine della pandemia di Covid: la replica dell’ambasciata cinese

Da parte dell’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese sita a Washington è arrivata una dura replica contro il rapporto della United States Intelligence Community. In particolare riguardo le affermazioni sui comportamenti della Cina e sul suo ruolo poco collaborativo.

Parole confermate, tra l’altro, da un comunicato della Casa Bianca, con l’ennesimo richiamo alla trasparenza, che potrebbero inoltre convincere altri Paesi a fare ulteriori pressioni alla Cina.

I rappresentanti del Paese asiatico hanno condannato esplicitamente le accuse, denuciando la scarsa affidabilità del dossier prodotto dai servizi segreti Usa.

Il documento, viene sottolineato nella nota dell’ambasciata, non avrebbe autorevolezza scientifica. L’origine del virus è infatti un nodo che può essere risolto solo dai ricercatori e non dagli analisti dell’intelligence americana.

Secondo la Cina gli esperti statunitensi starebbero forzando prove e dati per accusare il Paese asiatico, come già fatto con i report utilizzati per giustificare le azioni militari in Siria e l’Iraq, accusati del possesso di armi di distruzione di massa e chimiche.

Tacciare di un comportamento poco trasparente la Cina sarebbe l’ennesimo pretesto per una campagna di propaganda rivolta a creare un clima sinofobico.

Il Paese asiatico, viene spiegato dall’ambasciata, è sempre stato in prima linea con un atteggiamento aperto e responsabile, con la condivisione di ogni informazione con la comunità internazionale, a iniziare dal genoma sequenziato del virus, per collaborare alla ricerca di una cura e dell’origine stessa del patogeno, aprendo le porte anche agli esperti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per la loro indagini indipendente sul posto.

Qual è origine del coronavirus, l’ipotesi cinese: sarebbe nato negli Stati Uniti

Il documento, secondo quanto dichiarato dall’ambasciata cinese, sarebbe inoltre l’ennesimo tentativo di rendere un Paese estero un capro espiatorio dell’incapacità degli Stati Uniti di gestire una crisi.

Non è un mistero che prima Donald Trump e poi Joe Biden si siano trovati in grande difficoltà a causa dell’alto numero di contagi e delle tantissime vittime del Covid.

Accusare la Cina deresponsabilizzerebbe la politica americana, creando però i presupposti per mandare a monte i tentativi di cooperazione internazionale e politicizzando la pandemia.

In ultima analisi la Cina ha ricordato che l’Istituto di Virologia di Wuhan è stato già oggetto di diverse visite da parte degli esperti internazionali, che hanno ritenuto altamente improbabile la possibilità di un incidente avvenuto alla fine del 2019 che avrebbe causato l’inizio dei contagi.

Al contrario Fort Detrick, centro di ricerca militare statunitense sui coronavirus, che è stato chiuso dopo un incidente di biosicurezza molto grave nell’agosto 2019, non sarebbe mai stato preso in considerazione come origine del Covid, nonostante i primi casi americani sarebbero stati rilevati molto prima dell’inizio ufficiale della pandemia.

Secondo l’ambasciata cinese da gennaio 2015 a giugno 2020 agli Istituti Nazionali di Sanità americani sono stati segnalati 28 incidenti di laboratorio che hanno coinvolto organismi geneticamente modificati. In 6 casi si sarebbe trattato di coronavirus.

L’accusa, non troppo velata, è quella che gli Stati Uniti stiano usando la Cina per nascondere delle responsabilità nell’origine dei contagi, spostando l’attenzione verso il Paese asiatico e omettendo informazioni molto importanti.

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Covid creato in laboratorio a Wuhan? Il dossier sulla Cina e l’i...