Omicron, vaccini, green pass, lockdown, mascherine: cosa ha detto Draghi e cosa può cambiare

Il discorso del premier Draghi in occasione della consueta conferenza stampa di fine anno. Da Omicron ai vaccini al green pass, ecco cosa aspettarci nel prossimo decreto

Variante Omicron in Italia, cabina di regia per discutere anche di tamponi e green pass, mascherine, lockdown, eventuali restrizioni in vista del Natale. E poi il futuro del governo. Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, risponde alle domande dei giornalisti nella consueta conferenza stampa di fine anno.

Covid e variante Omicron, una nuova fase della pandemia

L’arrivo della variante Omicron, che gli scienziati ci dicono essere molto più contagiosa delle precedenti, ha aperto una nuova fase nella pandemia, esordisce il premier. Domani (giovedì 23) si terrà una cabina di regia per decidere il da farsi sulla base del quadro epidemiologico. “I vaccini restano lo strumento di difesa migliore dal virus” sottolinea Draghi (qualcuno parla persino di una seconda pandemia in arrivo con Omicron).

Dei decessi per Covid, oggi, tre quarti sono non vaccinati, indica. Dall’inizio della campagna vaccinale il nostro Paese ha somministrato oltre 106 milioni di dosi. Il 13 febbraio l’Italia era l’ultimo tra i grandi Paesi europei per quanto riguarda la somministrazione di prime dosi. Oggi l’80% circa della popolazione ha ricevuto almeno una dose, una proporzione più alta di Gran Bretagna, Francia e Germania. E sono state già somministrate 15,6 milioni di terze dosi.

Invitando tutti i cittadini a continuare a vaccinarsi e a fare la terza dose (“Oggi questa è la priorità”), Draghi spiega che l’evidenza scientifica ci dice che il vaccino funziona molto bene, anche contro le nuove varianti (qui tutti i dati sui vaccini contro le varianti). La campagna di vaccinazione è stata essenziale per rilanciare l’economia.

Crescita, occupazione, conti pubblici, Pnrr, spazio

Poi vira sull’economia. La crescita a fine anno si assesterà oltre il 6%, dopo un calo pari quasi al 9% lo scorso anno. E’ ripartita anche l’occupazione, annuncia: nel terzo trimestre di quest’anno ci sono stati 500mila occupati in più, 308mila disoccupati in meno rispetto allo stesso periodo del 2020. “E’ vero che molta di questa occupazione non è a tempo permanente, ma è a contratti a tempo determinato. Però l’aumento c’è stato” precisa.

La ripresa ha permesso anche di avere un miglioramento nei conti pubblici. Tanto che Draghi e la sua squadra prevedono che il rapporto tra debito pubblico e Pil cominci a scendere già da quest’anno. Posto che il governo “resta pronto a sostenere l’economia in caso di rallentamento”. E questo è il secondo messaggio che dà Draghi: “La sfida principale resta quella di far aumentare il tasso di crescita di lungo periodo e risolvere le debolezze strutturali della nostra economia, a partire dalle diseguaglianze geografiche, di genere e generazionali”.

Centrale in questo senso è il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. “Oggi posso dirvi che abbiamo raggiunto tutti e 51 gli obiettivi“. In questo momento è in discussione, alla Commissione, la firma di quello che si chiama ‘accordo operativo’, il passo successivo al raggiungimento dei 51 obiettivi. Si apre poi il periodo di 1-2 mesi, il periodo di interlocuzione con la Commissione, prima di accordare la tranche dei prestiti previsti.

“Quindi abbiamo raggiunto tutti i 51 obiettivi che avevamo concordato con la Commissione e questo è il terzo messaggio: l’Italia, le regioni, i comuni e il governo si muovono con determinazione e con forza. Il processo è lungo e complesso ma, allo stesso tempo, c’è da essere soddisfatti per ciò che è stato fatto quest’anno e soprattutto non c’è ragione di temere che non si possa fare bene anche in futuro”.

Infine, tra le varie iniziative che abbiamo intrapreso, c’è la strategia italiana dello spazio, che in totale impegna 4,5 miliardi di euro. L’Italia lancerà la maggiore costellazione europea di satelliti per l’osservazione della Terra, in orbita bassa, importante per la protezione ambientale e climatica e anche per sviluppare servizi innovativi per le imprese. “Il nome della costellazione sarà proposto dalle giovani e ai giovani italiani, con un concorso a inizio 2022, e lo faremo scegliere ai nostri astronauti guidati da Samantha Cristoforetti che volerà di nuovo nello spazio, sempre l’anno prossimo”.

Dalle chiusure al lockdown, dal green pass alle mascherine: il piano di Draghi

Poi arrivano le domande dei giornalisti. “Ho detto più volte che dobbiamo difendere la normalità raggiunta. Questo significa niente chiusure, scuola in presenza, socialità soddisfacente. Per farlo, dobbiamo prendere tutte le precauzioni possibili”, ribadisce Draghi rispondendo alle domande.

E nella cabina di regia si parlerà di questo: di fronte all’alta contagiosità della variante, cosa si può fare per rallentarne la diffusione? Per esempio, l’utilizzo delle mascherine all’aperto, previste già in caso di grandi assembramenti. L’uso di mascherine Ffp2 in certi ambienti chiusi. Non è esclusa l’applicazione del tampone, c’è un periodo in cui la protezione delle prime 2 dosi decresce rapidamente e la terza dose non è ancora stata fatta: in quel periodo può essere utile un tampone per vedere se si è positivi. “Sono tutti sistemi per cercare di rallentare la diffusione del virus: ogni decisione sarà guidata dai dati, non dalla politica” continua il premier.

E sul green pass? “La comunicazione sul green pass e sul super green pass si è sviluppata in base a quelle che erano le conoscenze a quel momento, non si è mai voluto dire che garantiva l’immunità dopo la sua scadenza o la scadenza della seconda dose. Si è scoperto che la seconda dose del vaccino declina più rapidamente di quanto si pensasse all’inizio, questo porterà domani a discutere se ridurre la durata del green pass. E diventato un po’ enfaticamente uno strumento di libertà”.

E per quanto riguarda l’ipotesi lockdown per i non vaccinati, “per ora non ne parliamo, ma ogni risposta è sul tavolo. Ricordiamo che due terzi delle terapie intensive e dei decessi sono per i non vaccinati. E’ una realtà tragica, bisogna considerare le conseguenze e sperare che vengano capite da chi non si vaccina”, dice. L’obbligo vaccinale resta sullo sfondo. E’ stato già esteso ad alcune categorie, il governo si riserva di valutare l’estensione ad altre categorie. “Non so se verrà discussa esplicitamente domani. Se i dati continuano a peggiorare, sarà oggetto di discussione in tempi brevissimi”.

Draghi al Quirinale?

Infine, una battuta sul futuro del governo, visto che in molti lo vorrebbero al Quirinale al posto di Mattarella. “I miei destini personali non contano assolutamente niente. Non ho particolari aspirazioni di un tipo o dell’altro, sono un uomo, se volete un nonno, al servizio delle istituzioni“. La responsabilità della decisione è interamente nelle mani delle forze politiche, non nelle mani di individui, “sarebbe un fare offesa all’Italia, che è molto di più di persone individuali. La grandezza del Paese non è determinata da questo o quell’individuo ma da un complesso di forze, di persone e di sostegno politico che permettono di andare nella direzione giusta” sentenzia.

Il governo ha conseguito tre grandi risultati, schematizza Draghi. “Abbiamo reso l’Italia uno dei Paesi più vaccinati del mondo, abbiamo consegnato in tempo il Pnrr e raggiunto i 51 obiettivi. Abbiamo creato le condizioni perché il lavoro sul Pnrr continui. Il governo ha creato queste condizioni indipendentemente da chi ci sarà: l’importante è che sia sostenuto da una maggioranza come quella che ha sostenuto questo governo, ed è la più ampia possibile. E’ una maggioranza che voglio ringraziare molto”, conclude.

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