Olimpiadi di Tokyo: perché il Giappone pensa di rimandare di nuovo i Giochi

Le Olimpiadi di Tokyo 2020, posticipate a luglio 2021, potrebbero essere rimandate ancora a causa della quarta ondata di coronavirus che si sta abbattendo sul Giappone

Le Olimpiadi di Tokyo 2020, rimandate all’estate del 2021, sono ancora a rischio. Il governo giapponese ha infatti esteso ulteriormente lo stato di emergenza in 9 prefetture, inclusa quella della capitale, fino alle fine di maggio. La cerimonia di inaugurazione dei Giochi è prevista per il 23 luglio, ma i contagi in aumento nel Paese asiatico spaventano gli organizzatori.

In un recente sondaggio, a opera del quotidiano nipponico Asahi Shimbun, l’80% degli intervistati si è detto contrario all’organizzazione delle gare in Giappone o favorevole a un rinvio.

Olimpiadi di Tokyo: quarta ondata di coronavirus in Giappone

Dello stesso sapere l’associazione dei medici di Tokyo, che ha esortato il Joc, ovvero il Comitato olimpico nazionale, a cancellare le Olimpiadi. In un appello, firmato da circa 6 mila camici bianchi, ritiene “impossibile” la realizzazione in sicurezza dei Giochi a causa della situazione epidemica nell’arcipelago.

Gran parte del Giappone è infatti attraversato dalla quarta ondata di contagi, e il maxi evento sportivo potrebbe portare a una crescita esponenziale del numero di casi e vittime.

Rimandare “è la cosa più giusta da fare”, si legge nel comunicato del sindacato dei sanitari giapponesi, considerando anche l’andamento a rilento della campagna vaccinale nazionale. L’unico preparato finora autorizzato è quello di Pfizer e BioNTech.

Olimpiadi di Tokyo: le misure contro il Covid degli organizzatori

Il comitato organizatore ha preso alcune precauzioni in vista delle Olimpiadi di Tokyo 2020, per evitare un altro slittamento della data di inizio dei Giochi. Tra questi, riportano i media locali, anche l’introduzione di un tetto massimo di funzionari e lavoratori provenienti dall’estero, che potranno essere solo 78 mila. Si tratta di meno della metà di quelli previsti nelle fasi iniziali.

Non dovrebbero esserci invece cambi per quanto riguarda il numero degli atleti, che rimarranno circa 15 mila.

Per contenere i rischi legati a contagi provenienti dall’estero, il Joc ha vietato l’ingresso in Giappone agli spettatori stranieri. Ulteriori decisioni potrebbero essere prese anche sulla possibilità di far svolgere i Giochi senza pubblico.

In campo scenderanno, a titolo gratuito, almeno 200 medici sportivi. All’appello per la ricerca di volontari in camice bianco per le Olimpiadi di Tokyo 2020 avrebbero risposto quasi il doppio dei candidati.

Il Joc è stato pesantemente criticato per aver richiesto la collaborazione senza retribuzione anche di 500 infermieri professionisti, in un periodo nero per la sanità in Giappone.

Olimpiadi di Tokyo: chi sono i portabandiera italiani Rossi e Viviani

Il Comitato olimpico internazionale ha fatto sapere che almeno il 75% degli atleti che parteciperanno alle Olimpiadi di Tokyo sarà vaccinato contro il Covid-19.

Tra loro anche i portabandiera italiani appuntati dal Coni, gli atleti Jessica Rossi ed Elia Viviani, già ori olimpici per il tiro a volo e il ciclismo, che sfileranno in coppia come alfieri.

Per la prima volta i portabandiera designati saranno due per ogni nazione, in seguito a una decisione del Cio per l’uguaglianza di genere nel mondo dello sport.

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