Oligarchi, ville e yacht: il conto lo pagherà il governo italiano?

Lo Stato pagherà la manutenzione dei beni di lusso dei destinatari delle sanzioni fino al termine dei sequestri

È di oltre un miliardo di euro il valore complessivo dei beni congelati agli oligarchi russi nel nostro Paese: yacht e ville di lusso per i quali sarà il governo a dover pagare la manutenzione, almeno fino a quando rimarranno in vigore le sanzioni legate alla guerra in Ucraina. Terminati gli effetti delle misure di sequestro lo Stato potrà rivalersi sui proprietari, arrivando anche a vendere i beni così da recuperare le spese.

Oligarchi, ville e yacht: il provvedimento allo studio del governo

Allo studio del governo Draghi c’è un provvedimento che permetta all’agenzia del Demanio di custodire residenze di lusso e mega-yacht attraccati nei porti italiani, senza finire tirati in ballo in cause e ricorsi, visto che diverse proprietà avrebbero già necessità urgente di manutenzione (qui avevamo parlato del mistero dello yacht a Marina di Carrara attribuito a Putin).

Per questo l’esecutivo avrebbe intenzione di stanziare 10 milioni di euro, necessari a far fronte ai costi di gestione dei beni sotto sequestro degli oligarchi russi, e dovrebbe anche procedere alla nomina di amministratori che potranno pagare gli ormeggi e i custodi delle ville ed eventualmente occuparsi dell’affitto dei panfili per provare ad ammortizzare i costi (qui abbiamo parlato delle altre imbarcazioni sequestrate agli oligarchi russi)

Non potendo pronosticare quando avrà fine la guerra in Ucraina, non sarà di conseguenza possibile prevedere fino a quando avranno effetto le sanzioni contro i miliardari finiti nell’elenco delle personalità vicine a Vladimir Putin. E il conto da pagare potrebbe diventare a lungo andare molto consistente (qui la lista degli oligarchi russi colpiti).

Un mese dopo i primi sequestri sul suolo italiano, l’agenzia del Demanio rimane in attesa di un intervento del governo che stabilisca cosa fare delle proprietà degli oligarchi russi.

A differenza delle confische per mafia, i beni sono solo congelati e non possono essere messi all’asta perché sulla carta appartenenti ancora ai proprietari.

Oligarchi, ville e yacht: il provvedimento allo studio del governo

Alle proprietà russe sotto sigillo si applica il decreto legislativo 109 del 2007, introdotto per la lotta al terrorismo, ma inadatto per i casi di sequestri dal valore di svariati milioni di euro.

Il decreto dovrebbe dunque essere adattato al quadro specifico tramite un emendamento parlamentare al decreto energia, tuttora all’esame a Palazzo Madama, a firma del senatore Leu Vasco Errani.

Le modifiche dovrebbero riguardare nello specifico l’articolo 12 del Dl 109/2007, in modo da consentire all’agenzia del Demanio di conservare la risorsa nello stato rilevato al momento della presa in consegna e “per motivi di indifferibilità e urgenza” affidarne la gestione con contratti di forniture e servizi anche in deroga al codice degli appalti pubblici.

Le spese di conservazione e amministrazione potranno poi essere recuperate dallo Stato, quando finirà il congelamento. E si potrà proporre di pagarle, dopo le opportune verifiche del Nucleo di polizia valutaria, anche un soggetto terzo, diverso dall’oligarca, senza alcun diritto di rimborso.

Invece dei 18 mesi previsti dalla normativa attuale, gli oligarchi russi avranno sei mesi per riprendere in consegna i beni, prima che lo Stato li venda o li destini a finalità sociali.