Il nuovo piano del G7 contro la Russia di Putin: qual è il vero obiettivo

Durante il nuovo vertice dei Paesi del G7 sulla guerra in Ucraina, ecco cosa è stato deciso e come si muoverà l'Occidente contro Putin

Durante l’incontro virtuale con i leader del G7 il presidente Zelensky ha sottolineato la forte determinazione dell’Ucraina a proteggere la propria sovranità e integrità territoriale e ha affermato che l’obiettivo finale dell’Ucraina è garantire il pieno ritiro delle forze militari russe dall’intero territorio nazionale.

A Zelensky i leader del Gruppo dei 7 hanno “assicurato piena solidarietà e sostegno per la coraggiosa difesa della sovranità e dell’integrità territoriale dell’Ucraina e per la lotta per un futuro pacifico, prospero e democratico entro i confini internazionalmente riconosciuti” si legge nel comunicato ufficiale.

Proprio ieri, 8 maggio, i leader del G7, insieme all’Ucraina e alla comunità internazionale, hanno commemorato la fine della Seconda guerra mondiale in Europa e la liberazione dal fascismo, soprattutto verso coloro che hanno pagato il prezzo più alto per sconfiggere il regime nazionalsocialista, compresi gli alleati occidentali e l’Unione Sovietica.

“77 anni dopo, il presidente Putin e il suo regime hanno ora scelto di invadere l’Ucraina in una guerra di aggressione non provocata contro un Paese sovrano” scrivono i Paesi del G7. “Le sue azioni portano vergogna alla Russia e ai sacrifici storici del suo popolo. Attraverso la sua invasione e le sue azioni in Ucraina dal 2014, la Russia ha violato l’ordine internazionale basato sulle regole, in particolare la Carta delle Nazioni Unite, concepita dopo la Seconda guerra mondiale per salvare le generazioni successive dal flagello della guerra”.

Cosa sta facendo il G7 per l’Ucraina

E mentre in Russia scatta la rivola interna, e Putin mette in campo un uomo per reprimerla, Kiev ha sottolineato che fa affidamento sui suoi partner internazionali, in particolare sui membri del G7, per ricevere l’assistenza necessaria nel campo delle capacità di difesa, e garantire una ripresa rapida ed efficace dell’economia ucraina assicurando sicurezza economica ed energetica.

I 7 grandi della terra hanno rassicurato Zelensky che perseguiranno la continua assistenza militare e di difesa alle forze armate ucraine, sostenendo l’Ucraina nella difesa delle sue reti contro gli attacchi informatici, espandendo la cooperazione, anche in materia di sicurezza delle informazioni, e sostenendo il Paese nell’aumentare la sua sicurezza economica ed energetica.

Insieme alla comunità internazionale, il G7 ha fornito un sostegno dall’inizio della guerra superiore a 24 miliardi di dollari per il 2022, sia in termini finanziari che materiali. Nelle prossime settimane, aumenterà il suo sostegno finanziario collettivo a breve termine per colmare le lacune finanziarie e fornire servizi di base alla popolazione.

A questo proposito, è stato anche creato un conto amministrato da più donatori da parte del Fondo monetario internazionale per l’Ucraina e l’Ue ha annunciato lo sviluppo di un Fondo fiduciario di solidarietà. Anche la Banca Mondiale e la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo hanno erogato un pacchetto di sostegno.

“In nessun caso – denunciano i 7 – i civili e coloro che non prendono parte attiva alle ostilità possono essere obiettivi legittimi. Non risparmieremo alcuno sforzo per ritenere il presidente Putin e gli artefici e complici di questa aggressione, compreso il regime di Lukashenko in Bielorussia, responsabili delle loro azioni in conformità con il diritto internazionale”.

I 7 accolgono sostengono anche il lavoro in corso per indagare e raccogliere prove su questo, anche dal Procuratore della Corte penale internazionale, dalla commissione investigativa indipendente incaricata dal Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite e dalla missione dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa di esperti.

Il pacchetto “senza precedenti” di sanzioni coordinate dall’Occidente contro la Russia ha già ostacolato in modo significativo la guerra di Putin, limitando l’accesso ai canali finanziari e la capacità di perseguire i suoi obiettivi. Queste misure restrittive stanno già avendo un impatto significativo su tutti i settori economici russi – finanziario, commerciale, difesa, tecnologico ed energetico – e nel tempo intensificheranno la pressione sulla Russia.

La nuova strategia del G7 contro Putin in 6 punti

Il G7 si impegna a eliminare gradualmente la sua dipendenza dall’energia russa, anche eliminando gradualmente o vietando l’importazione di petrolio russo (l’Europa invece resta divisa sull’embargo al petrolio russo). Per questo andranno garantite forniture energetiche globali stabili e sostenibili e prezzi accessibili per i consumatori, anche accelerando la riduzione della dipendenza globale dai combustibili fossili e la transizione verso l’energia pulita in conformità con gli obiettivi climatici internazionali.

Verranno adottate misure per vietare o impedire la fornitura di servizi chiave da cui dipende la Russia, il che rafforzerà l’isolamento del Paese in tutti i settori della sua economia.

Terzo, il G7 annuncia che continuerà ad agire contro le banche russe collegate all’economia globale e critiche per il sistema finanziario russo. “Abbiamo già gravemente compromesso la capacità della Russia di finanziare la sua guerra di aggressione prendendo di mira la sua Banca centrale e le sue maggiori istituzioni finanziarie”.

In quarto luogo, continuano gli sforzi per respingere i tentativi del regime russo di diffondere la sua propaganda. “Società private rispettabili non dovrebbero fornire entrate al regime russo o alle sue affiliate che alimentano la macchina da guerra russa” scrivono i 7.

Quinto, continua la campagna contro le élite finanziarie e i membri della famiglia che sostengono Putin nel suo sforzo bellico e “dilapidano le risorse del popolo russo”, con nuove sanzioni a ulteriori individui.

“La guerra del presidente Putin – scrivono anche i 7 grandi – sta causando sconvolgimenti economici globali, con un impatto sulla sicurezza dell’approvvigionamento energetico globale, dei fertilizzanti e degli alimenti e sul funzionamento delle catene di approvvigionamento globali in generale. I Paesi più vulnerabili sono quelli più colpiti”.

La guerra di Putin sta mettendo a dura prova la sicurezza alimentare globale. Insieme alle Nazioni Unite, il G7 chiede a Mosca di porre fine al blocco e a tutte le altre attività che ostacolano ulteriormente la produzione e le esportazioni alimentari ucraine, in linea con i suoi impegni internazionali. In caso contrario, sarà visto come un attacco al mondo. “Intensificheremo gli sforzi per aiutare l’Ucraina a continuare a produrre in vista della prossima stagione del raccolto e ad esportare, anche per vie alternative”.

A sostegno del Global Crises Response Group delle Nazioni Unite, si proveranno ad affrontare le cause e le conseguenze della crisi alimentare globale attraverso un’Alleanza globale per la sicurezza alimentare, e aumenteranno le collaborazioni con le diverse iniziative internazionali, come la Food and Agriculture Resilience Mission (FARM) e le principali iniziative regionali di sensibilizzazione, anche verso Paesi africani e mediterranei.