Nuovo Dpcm, cosa ha detto Conte nel suo discorso: Italia spaccata in 3

Il premier Giuseppe Conte anticipa in Parlamento le nuove misure anti-Covid che saranno contenute nel prossimo Dpcm

Un quadro “molto preoccupante”, una situazione nazionale ed europea particolarmente critica, che va gestita con la massima urgenza subito, senza esitazioni. Gli ultimi dati del report dell’Iss hanno “costretto” il Governo a prefigurare un nuovo corpus di misure restrittive da adottare prima di mercoledì 4 novembre, data indicata inizialmente per le comunicazioni al Parlamento.

Il discorso di Conte

Il premier Giuseppe Conte anticipa le nuove misure anti-Covid che saranno contenute nel prossimo Dpcm, che potrebbe vedere la luce già stasera o al più tardi domani, e lo fa con un lungo discorso costellato di numeri e concetti ripetuti più volte, a tratti retorico, perché sia chiaro il messaggio da passare.

Il Governo ha fatto e sta facendo tutto il possibile per frenare l’avanzata del Covid: è questo il mantra del premier che sostiene tutta l’impalcatura del suo discorso di oggi, e dei mesi scorsi. Di fronte a uno sbandamento generale, con le Regioni in pressing e l’ombra di un nuovo Governo (Draghi Uno?) alle spalle, Conte tiene duro e sciorina una sfilza di cifre che, probabilmente, hanno l’obiettivo di rassicurare. Ma che invece fotografano una gestione a tratti confusa e impacciata.

Conte prende le parti dei suoi, di Domenico Arcuri anche, “super” commissario per la gestione del Covid che, però, avrebbe tenuto nel cassetto per tutta l’estate i piani regionali di emergenza, per dare loro seguito solo a ottobre inoltrato, quando ormai era troppo tardi.

“La pandemia corre inesorabilmente e impetuosamente in tutto il continente, costringendo ciascun Paese ad adottare progressivamente misure più restrittive che si susseguono di settimana in settimana”, dice il presidente del Consiglio.

Una curva che il ministro della Salute Roberto Speranza ieri ha definito “terrificante”, che “o pieghiamo, o andiamo in difficoltà”. Così il ministro della Salute, Roberto Speranza, nel corso di un colloquio con il Corriere della Sera sull’emergenza coronavirus. “Abbiamo 48 ore per provare a dare una stretta ulteriore, “c’è troppa gente in giro”, ha detto.

Nelle ultime settimane la recrudescenza della pandemia ha condotto ad una moltiplicazione significativa dei contagi, che però in Italia sono meno della metà di quelli rilevati in Francia, circa la metà di quelli spagnoli, poco meno della metà di quello del Regno Unito. In questi Paesi la ripresa dell’epidemia è iniziata prima e sta correndo di più, ma nella settimana dal 19 al 25 ottobre il numero di nuovi casi nel nostro Paese è quasi raddoppiato rispetto alla settimana precedente.

Scenario 4 vicino e indice Rt a 1,7

“Il quadro epidemiologico si avvia verso lo scenario di tipo con 4 con riferimento ad alcune Regioni che già nel breve periodo accusano il rischio di tenuta dei servizi sanitari” illustra Conte.

Si conferma grave su tutto il territorio nazionale, con specifiche criticità in molte Regioni e Province autonome: nell’ultima settimana di monitoraggio, 11 Regioni e Province autonome sono classificate a rischio elevato o molto elevato, altre 8 a rischio moderato, con la possibilità di arrivare a rischio elevato nel prossimo mese.

Anche se il quadro attuale non tiene ancora conto degli effetti delle misure introdotte con il Dpcm del 24 ottobre e del loro impatto sulla curva di crescita (questi effetti possono verificarsi e possono essere constatati solo dal 14esimo giorno dall’imposizione delle misure), l’indice Rt nazionale si colloca a 1,7, mentre è all’1,5 solo in poche Regioni. In alcune il dato è anche superiore alla media nazionale. Esiste un'”alta probabilità” che a entro dicembre 15 Regioni superino le soglie critiche di terapia intensiva e di area medica.

La situazione negli ospedali

Secondo i dati dell’Iss – questa la note positiva sottolineata da Conte – oltre il 65% delle persone contagiate sono asintomatiche o paucisintomatiche. Fino al 95% delle persone presentano sintomi lievi. Ciò significa che in questo momento “non stiamo subendo una insostenibile pressione sui reparti di terapia intensiva, piuttosto registriamo un crescente e preoccupante aumento nei restanti reparti, con particolare riguardo alle terapie subintensive e all’area medica in generale”.

La strategia va quindi modulata “in base alle differenti criticità individuate nei territori”, spiega Conte. “Riteniamo necessario assumere decisioni orientate ai principi di proporzionalità e adeguatezza che contemplino interventi restrittivi modulati e differenziati sulla base del livello di rischio concretamente rilevato nei territori”, prosegue. Per questo il Governo spinge per introdurre un regime differenziato, basato su diversi scenari regionali.

3 aree con misure diverse

Non un lockdown nazionale, dunque, ma diversi tipi di misure di contenimento del virus a seconda della curva epidemiologica territoriale. Il nuovo Dpcm individua 3 aree corrispondenti ad altrettanti scenari di rischio, per ciascuno dei quali sono previste misure via via più restrittive (qui nel dettaglio cosa cambierà da mercoledì 4 novembre).

“Ascolterò con la massima attenzione le diverse posizioni che emergeranno dal dibattito e preannuncio la disponibilità ad accogliere osservazioni e rilievi che saranno contenute nelle risoluzioni”.

Poi conclude di aver proposto ai leader delle forze di opposizione la possibilità di costituire un tavolo di confronto con il Governo per fornire una “piena e costante” informazione sullo stato della pandemia, ma “al momento” questa proposta è stata rifiutata.

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