Vaccino Covid, terza dose anche contro l’influenza: la strategia di Moderna

La società ha annunciato di essere al lavoro su un vaccino universale contro vari virus delle vie respiratorie, dal nuovo coronavirus fino all'influenza e quello sinciziale

L’azienda di biotecnologie Moderna ha fatto un importante annuncio che riguarda il futuro del suo vaccino anti Covid. Sarebbe in sviluppo un preparato unico che combina il booster, cioè una dose supplementare da utilizzare come richiamo, contro il Sars-Cov-2 e il monodose contro l’influenza.

La compagnia ha riferito nello stesso comunicato stampa di essere a lavoro su più fronti per produrre, attraverso la stessa tecnologia a mRna utilizzata per produrre lo Spikevax contro il coronavirus, preparati contro altri patogeni, come il virus respiratorio sinciziale umano o RSV, che causa la polmonite.

Stéphan Bancel, direttore esecutivo di Moderna, ha dichiarato che si tratta di un’opportunità per mettere in commercio un vaccino annuale ad alta efficacia contro tutte le malattie respiratorie.

Moderna, vaccino universale per Covid e influenza: quando partono i test clinici

L’azienda di biotecnologie sta sviluppando diversi candidati vaccini contro l’influenza. Tra questi, per il momento, solo uno ha superato abbastanza sperimentazioni per poter essere iniettato in combinazione con il vaccino anti Covid.

Secondo quanto trapelato, i test clinici della combinazione dei due vaccini dovrebbero iniziare nei prossimi 6 o 12 mesi. Una notizia che è stata accolta molto positivamente dagli investitori.

Il vaccino universale potrebbe infatti essere il primo di questo tipo a essere utilizzato nelle campagne di molti Paesi e porterebbe un ingente aumento dei guadagni alla compagnia. Solo con la terza dose del preparato anti Covid potrebbero raggiungere miliardi di dollari, secondo le previsioni.

Moderna, vaccino universale per Covid e influenza: i guadagni e le nuove sfide

Aggiungere la protezione ad altre malattie come l’influenza potrebbe ulteriormente far crescere i profitti di Moderna, che a poche ore dall’annuncio ha visto crescere le sue azioni in Borsa del 6,2%.

Rimane tuttavia un’incognita sul futuro della compagnia una volta che la pandemia di Sars-Cov-2 la produzione di vaccini anti Covid potrebbe diventare strutturale, con nuovi attori pronti a entrare nel mercato.

Moderna dovrà riuscire a estendere la sua gamma di preparati e completare le ricerche sui farmaci con tecnologia a mRna, che finora non hanno dato i risultati sperati, e contemporaneamente far fronte alla concorrenza.

Novavax, il cui vaccino anti Covid non è ancora stato approvato dalla Fda statunitense e dall’Ema, ha già annunciato di essere nelle prime fasi di sperimentazione di un preparato contro il Sars-Cov-2 e l’influenza.

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