“Modello Svezia”? Come ha fatto Stoccolma ad appiattire la curva dei contagi Covid

Gli svedesi sono riusciti ad appiattire la curva epidemica dei contagi Coronavirus senza alcun lockdown. Ecco come

Come ha fatto la Svezia a disarmare il Covid? Anche se pare troppo presto per cantare vittoria, un dato è certo: il governo di Stoccolma è riuscito là dove tutti gli altri Paesi al mondo hanno fallito. Gli svedesi sono riusciti ad appiattire la curva epidemica senza alcun lockdown.

La strategia soft della Svezia

Nessuna chiusura alle attività economiche né alle scuole, nessuna interruzione del lavoro, nessun blocco agli spostamenti. Agli svedesi è stato chiesto solo di evitare i viaggi non essenziali e lavorare da casa quando possibile, ma senza alcun divieto. Negozi e ristoranti hanno dovuto contingentare gli ingressi, ma non hanno mai chiuso. Gli assembramenti sono stati vietati, ma solo oltre le 50 persone. La mascherina non la porta nessuno, i locali sono pieni, la gente sembra serena, un’estate normale, come se nulla fosse accaduto. Ma com’è possibile?

Mentre al 16 luglio la Svezia registrava un numero di vittime per Coronavirus persino superiore a quello degli Usa, appena dopo la curva ha iniziato a precipitare. Il premier Stefan Lovfen ha continuato a difendere la strategia del suo governo e infatti, dopo due settimane appena, è riuscito ad appiattire la curva dei contagi.

Secondo diversi analisti, sono bastate poche regole essenziali, come aveva raccontato a QuiFinanza Anna Maria Corazza Bildt, parlamentare Ue: mantenimento della distanza di sicurezza sociale, lavaggio frequente delle mani, no alla mascherina perché se non la si cambia continuamente incute un falso senso di sicurezza nella gente.

Il Coronavirus oggi in Svezia

Attualmente i casi di Coronavirus in Svezia, che conta 10 milioni di abitanti, sono oltre 80mila, e le vittime 5.700, di cui la metà però – altro dato interessante – in case di riposo. Il bilancio è molto più alto di quello degli altri Paesi scandinavi, perché il Paese ha registrato più contagi e più morti di Norvegia, Finlandia, Danimarca e Islanda messe insieme, che complessivamente contano 17 milioni di abitanti.

Ma nonostante ciò, il numero dei contagi e dei morti è di gran lunga più basso che in Francia, Germania, Italia e Spagna. L’87% della popolazione continua a comportarsi come suggerito allo scoppio della pandemia, cioè seguendo le regole di cui sopra.

Per quanto il “modello Svezia” sia controverso e venga ampiamente criticato (25 accademici svedesi in un editoriale pubblicato da Usa Today hanno bollato l’approccio super soft del governo come foriero di “morte, tormento e sofferenza”), secondo Anders Tegnell, l’esperto che ha dettato la linea del governo, la popolazione svedese potrebbe aver raggiunto una sorta di “immunità di gregge parziale” che la renderebbe pronta ad affrontare la seconda ondata di Coronavirus, prevista per l’autunno. Complice, secondo alcuni, l’atteggiamento più “freddo” degli svedesi, meno avvezzi a baci e abbracci.

Gli effetti sull’economia

Mentre Bruxelles vara un piano di aiuti alle imprese Ue, stando ai dati, ad oggi il risultato del “tutto aperto” è che l’economia svedese nel primo trimestre 2020 è stata l’unica col segno più tra quelle dei Paesi avanzati: +0,4% rispetto a un anno prima e +0,1% rispetto ai precedenti tre mesi.

Diverse le proiezioni del Pil invece, per cui comunque si ipotizza un range tra -4% e -5,7%, cioè un 2020 decisamente migliore rispetto alla maggior parte degli altri Paesi avanzati, per quanto durissimo. Tutte le grandi aziende del Paese, a inizio estate, hanno registrato utili nettamente migliori delle attese. Da Nokia a Ericsson, da Elettrolux a Handelsbanken ad Assa Abloy, tutti sono andati meglio delle attese.

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